Circa 400 firme sono state raccolte complessivamente a Spoleto negli ultimi due fine settimana, per andare ad ingrossare il numero di quanti hanno voluto sottoscrivere in tutta Italia la richiesta per un referendum sull'acqua pubblica, che a livello nazionale ha già superato l'inatteso traguardo di 680 mila adesioni. Le firme raccolte dai banchetti di Spoleto a 5 Stelle, lo scorso 23, e dei Giovani Democratici nello scorso fine settimana tra piazza della Vittoria e piazza Garibaldi, sono state finora il contribuito spoletino alla campagna referendaria, insieme a quelle raccolte il primo maggio in piazza della Libertà dai gruppi Cobas. A livello nazionale sono già state raggiunte il 18maggio -dopo circa 25 giorni di raccolta- le 500mila firme legalmente necessarie all'ammissibilità del referendum, e il comitato promotore punta ora alla soglia di un milione entro Luglio, che dia maggiore forza e visibilità alla campagna. “A livello locale è importante dare un segnale forte all'amministrazione raggiungendo un elevato numero di firme”, spiega a Tuttoggi Stefano Orlandi, mentre trascrive i dati dei firmatari che sostano con cadenza regolare al banchetto dei Giovani Democratici. L'amministrazione comunale può infatti dire la sua sulle questioni sollevate dalla campagna referendaria, come spiega la consigliera comunale Daniela Tosi, del Pd: “Abbiamo già proposto ( e ottenuto, ndr)insieme a Spoleto a 5 Stelle in Consiglio una modifica dello statuto comunale”, che sancisce ora “il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato”. “Adesso vogliamo che il comune interceda presso la regione perché faccia una proposta alla conferenza stato-regioni”, cui compete la materia. I tre quesiti referendari su cui si basa la raccolta firme riguardano la gestione pubblico-privata della fornitura dell'acqua. Il primo, in particolare, vuole abrogare l'articolo relativo alla gestione dell'acqua di un decreto legge del 2008 (art. 23 bis, della Legge n. 133/2008 relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica), convertito lo stesso anno e integrato con una serie di norme accessorie nel 2009. Si tratta di una normativa che stabilisce l'affidamento dei servizi idrici a soggetti privati o misti pubblico/privati dove il privato rappresenti almeno il 40%, tramite gara o affidamento diretto. Ovvero, obbliga tutte le società pubbliche di servizi idrici a privatizzare almeno il 40%, entro il limite improrogabile del 2011, e a privattizzare quote ancora più alte (il 60 o il 70%) nel caso le società miste siano quotate in borsa. La raccolta firme nazionale può andare avanti ancora per quasi due mesi, secondo le normative referendarie, ma non è ancora noto se ci saranno nuove occasioni per aderire a Spoleto.
RACCOLTE A SPOLETO 400 FIRME PER IL REFERENDUM SULL'ACQUA
Mar, 01/06/2010 - 09:45