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Quintana, ecco la rivoluzione del Corteo Storico

Claudio Bianchini

Quintana, ecco la rivoluzione del Corteo Storico

Intervista al presidente della Commissione Artistica, Stefano Trabalza | 'In questa edizione si vedrà il mosaico completo costruito negli ultimi venti anni'
giovedì, 15/06/2017 - 14:32

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Quintana, ecco la rivoluzione del Corteo Storico

Una lunga e costante rivoluzione, o meglio, un percorso ventennale, che alla fine ha modificato in maniera radicale il Corteo Storico ed i Cerimoniali Barocchi della Quintana. E’ soddisfatto del lavoro svolto, Stefano Trabalza, presidente della Commissione Artistica dell’Ente Giostra, che traccia un bilancio del suo mandato da magistrato iniziato con l’ultimo mandato de presidentissimo Ariodante Picuti, proseguito con Pierluigi Mingarelli e riconfermato ininterrottamente con la presidenza di Domenico Metelli.

“Il percorso che abbiamo fatto è stato portato avanti sotto tre presidenti e con diversi passaggi – spiega Stefano Trabalza – non si è trattato di modifiche estemporanee o slegate tra loro, ma di un mosaico ben preciso dove abbiamo sistemato tutte le varie tessere per godere ora di un disegno complessivo”. Il presidente della Commissione Artistica dell’Ente Giostra indica punto per punto i vari tasselli nel corso di un’ora di intervista.

“Lo scopo principale o meglio il filo comune di tutte le novità era e resta quello di trasformare il classico corteo delle rappresenta rionali in un vero e proprio apparato di Giostra – fa sapere Trabalza – e questo proprio per avvicinarci nei torni e caroselli cavallereschi del seicento, rendendo la manifestazione più storicamente attendibile ed accattivante. Ci sono voluti anni – rileva  – specialmente per sensibilizzare i rioni e lo stesso pubblico. Non è stato facile stravolgere una tradizione pluridecennale per questo è stato necessario pensare ad un percorso a tappe – tiene a precisare Trabalza – tutto prese il via dalla Cavalcata all’Eroica proposta a Spoleto in occasione del compleanno del maestro Giancarlo Menotti, poi si passò a sperimentare i primo costumi all’eroica nel Corteo Storico”.

“In quest’ottica venne introdotto il premio del Masgalano con i cavalieri vestiti come usava per tornei cavallereschi. Inserimmo in sfilata anche le allegorie, con carri addobbati ad hoc – ricorda il presidente commissione artistica dell’Ente Giostra –figure ispirate al periodo classico romano e greco come d’uso nel seicento, ed ancora balletti, draghi e figuri mitologiche, mangiafuoco e trampolieri, tutto per stupire il pubblico ed ostentare magnificenza, punto forte degli apparati barocchi. La suddivisione delle rappresentanze rionali in gruppo equestre, nobiliare, musicale, è parte integrante del maxi progetto”.

“Così come – prosegue Trabalza – il taglio dei figuranti da 75 a 54 per ciascun rione ed il divieto di far partecipare personaggi al di sotto dei 15 anni, regola che vale soprattutto per i tamburini. Non senza coraggio è stata adottata anche la modifica dell’ordine di sfilata che prevede il vincitore in coda ed infine l’amministrazione comunale e l’Ente Giostra, questo perché abbiamo seguito il concetto delle processioni religiosi e dei corteggi reali, dove le autorità più importanti sono in coda, come accade per gli alti prelati e la statua del Santo ad esempio”.

“Ora stiamo cercando di perfezionare i suoni del Corte Storico – aggiunge Trabalza – innanzitutto abbiamo eliminato i motivi totalmente fuori luogo o ispirati a ritmi moderni. L’obiettivo è quello di arrivare a suoni univoci o comunque secondo i canoni del periodo storico, per questo ci è molto utile la moderna Gara dei Tamburini anche se dovremmo arrivare a vere e proprie bande musicali con tanto di trombe e bombarde, proprio ad inizio ‘600 infatti nasce il concetto di banda musicale.”

Del lungo processo di trasformazione, come si diceva all’inizio, è parte integrante anche la rivoluzione dei cerimoniali barocchi. “La scelta spostare a conclusione del Corteo Storico il lancio delle sfide, ispirato alla prima Giostra in piazza Grande del 1613 con i due araldi a sostenere le ragioni dell’Amore e del Potere ha pian piano convinto anche i più scettici – fa notare Trabalza – così come quella di seguire con l’arruolamento dei cavalieri e la benedizione, per chiudere con la proclamazione del Bando di Giostra. Se guardiamo questo ventennale processo, è lo leggiamo in quest’ottica complessiva, allora è chiaro che tutto va incastrarsi e che ogni scelta è stata inserita con una logica chiara e precisa”.

“E se ci guardiamo indietro, capiamo l’enorme salto di qualità che oggi ci consegna un Corteo Storico e dei cerimoniali unici ed ineguagliabili in Europa. Se la medaglia della Quintana ha una faccia artista ed una tecnica, ecco allora che l’altra faccia della medaglia non è da meno di quella della Giostra”.

 

 


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