” Lo stato confusionale e le avventurose diagnosi sullo stato di salute del Partito Democratico che il Pdl locale (o quello che ne è rimasto dopo la scissione finiana) si azzarda a fare esaltano pienamente la “brillantezza” della proposta amministrativa della destra, a cui nessuno crede, neppure coloro che li hanno votati.
Uno stato confusionale, quello della destra, che nasce addirittura in fase di campagna elettorale, dove furbescamente con la lista civica si è tenuto nascosta la propria matrice politica per poi tirarla fuori all'indomani delle elezioni. Nonostante questo artifizio, mutuato dalla repubblica delle banane, l'attuale Giunta governa, anzi vivacchia, sulla copiosa eredità di opere pubbliche e di promozione fatta dalla precedente Amministrazione, mentre sui temi nuovi su cui il PD ha posto 13 domande ad inizio estate latitano ancora le risposte.
Incapace di gestire il dibattito politico, si limita a sparare a zero contro l'opposizione del PD, piuttosto che fare fatti. Un'opposizione che, come testimonia il caso del fondo di solidarietà, è capace di fare proposte concrete per la città.
A tal proposito precisiamo che la scelta fatta dal consigliere PD nel difendere il fondo da vincoli e limitazioni, non è dovuta a confusione, ma ad un atto di coerenza politica finalizzato a concretizzare l'idea di solidarietà della sinistra e di cattolicesimo sociale a cui si ispira il Partito Democratico e nel quale tutti gli esponenti del centro-sinistra dovrebbero riconoscersi.
Tanti sono i temi di riflessione in merito all'Amministrazione che non c'è. L'inciso “non c'è” è da prendere in senso letterale, in quanto realmente in Comune e nel territorio di amministratori non si trova traccia, presi dai rispettivi impegni professionali, mentre altri sono presenti con pesante senso di colpa per il conflitto di interesse di cui sono portatori. Non mancano invece i consulenti, di cui alcuni non si sa a quale titolo collaborano, peraltro con scarsi risultati, visto l'evidente calo di presenze della Enologica 31, storico momento di eccellenza, con una durata ridotta a soli 3 giorni, depotenziata e passata sottotono.
Un settore quello vitivinicolo che necessita, in questo periodo di crisi, di un forte supporto e di investimenti da parte degli enti pubblici. Anche il recente accordo tra i comuni di Montefalco, Orvieto, Torgiano (MOT), pur rappresentando uno sforzo di fare promozione a rete, è promosso con i soli comuni dello stesso colore politico, (tanto per rimanere più fedeli alla bandiera che al bene comune di un intero territorio) e rischia di mettere in soffitta gli strumenti di promozione integrata su cui si è lavorato per anni insieme ai comuni limitrofi, alla Regione e agli imprenditori privati.
Vista la bassezza dei toni usati dalla destra e la totale assenza di argomentazioni politiche sarebbe opportuno non replicare, ma il profondo senso civico e rispetto per i cittadini ci porta a lavorare e a fare opposizione affinché la totale inattività degli amministratori attuali non porti Montefalco ad essere territorio marginale nel contesto regionale e nazionale.”
Comunicato a del Circolo Pd- Montefalco