Propaganda della jihad, arrestato straniero, trovati manuali per fabbricare armi - Tuttoggi.info

Propaganda della jihad, arrestato straniero, trovati manuali per fabbricare armi

Redazione

Propaganda della jihad, arrestato straniero, trovati manuali per fabbricare armi

Gio, 20/03/2025 - 11:51

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È partita da Perugia l’inchiesta che stamattina ha portato all’arresto di uno straniero accusato di terrorismo internazionale e propaganda della jihad: si tratta di un uomo di 46 anni, di origine marocchina, residente nel bresciano da diversi anni con la propria famiglia. L’arresto è scattato da parte della polizia di Perugia in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal gip del Tribunale umbro per l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.

In particolare, l’attività investigativa condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Perugia e dalla D.I.G.O.S. di Brescia – Sezione Antiterrorismo, in collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con il Servizio Centrale Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha avuto inizio nel novembre 2023, quando, sulla base delle informazioni acquisite tramite attività sotto copertura, gli investigatori della Polizia Postale, costantemente coordinati dalla Procura, hanno avviato mirati approfondimenti nei confronti dell’indagato, evidenziatosi per la presenza su gruppi WhatsApp e riconducibili allo “Stato Islamico”, cui era possibile accedere esclusivamente dietro invito di altro appartenente.

A seguito degli elementi indiziari acquisiti, l’Ufficio ha delegato il C.O.S.C. Polizia Postale e Comunicazioni Umbria e la D.I.G.O.S. di Brescia ad effettuare una perquisizione all’interno di una rimessa nella disponibilità del 46enne, attività che ha dato esito positivo. Infatti, al suo interno i poliziotti hanno rinvenuto numerosi fogli manoscritti contenenti messaggi inneggianti al martirio e alla guerra santa. Inoltre, l’analisi forense del telefono cellulare dell’indagato, oltre a consentire di verificare l’appartenenza dell’indagato ai predetti gruppi Whatsapp, ha permesso di constatare che l’uomo aveva sia scaricato che conservato materiale di propaganda jihadista; su fonti aperte aveva anche ricercato manuali ed istruzioni per fabbricare armi artigianali.

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