Promuove dipendente a 11 giorni dalla pensione, ex sindaco dovrà risarcire Inps - Tuttoggi

Promuove dipendente a 11 giorni dalla pensione, ex sindaco dovrà risarcire Inps

Davide Baccarini

Promuove dipendente a 11 giorni dalla pensione, ex sindaco dovrà risarcire Inps

Corte dei Conti condanna ex primo cittadino di San Giustino Fabio Buschi, l'incarico di brevissima durata ha inciso sulla pensione retributiva della donna di 3mila euro in più all'anno
mercoledì, 19/06/2019 - 12:09

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Promuove dipendente a 11 giorni dalla pensione, ex sindaco dovrà risarcire Inps

L’ex sindaco di San Giustino Fabio Buschi è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l’Inps di quasi 9mila euro.

I fatti risalgono al lontano 2011 quando, secondo la Procura regionale, l’ex primo cittadino (al governo del Comune altotiberino dal 2004 al 2014) aveva favorito la promozione di una dipendente comunale al ruolo di responsabile dei ‘Servizi demografici e statistici’ (posizione rimasta vacante a causa della rinuncia “per motivi personali” del precedente dirigente). Questo nuovo incarico andava a incidere sulla pensione retributiva della donna di ben 2.996,54 euro mila euro in più all’anno.

Tutto regolare se non fosse che il nuovo ruolo le era stato assegnato per soli 11 giorni, dal 20 al 31 dicembre, perché la dipendente, pochi giorni dopo, aveva fatto richiesta di andare in pensione proprio a partire dal 1 gennaio 2012.

Il sindaco – si legge nella sentenza della Procura contabile – avrebbe potuto e dovuto prevedere agevolmente che la dott.ssa (la dipendente comunale, ndr) non avrebbe con certezza garantito la prosecuzione dell’incarico nel 2012, così che la decisione di conferirglielo ugualmente per appena otto giorni lavorativi a fine 2011 era ancor più ingiustificata sotto il profilo dell’interesse dell’Amministrazione e, invece, produttiva di un vantaggio esclusivo per la dipendente concretizzatosi nell’incremento della pensione

La Procura ha quindi ravvisato nella condotta di Buschi “una ipotesi di responsabilità amministrativa per dolo o quanto meno per colpa grave, in quanto egli, in maniera del tutto superficiale e non necessaria, conferì alla dott.ssa (la dipendente comunale, ndr) tale incarico…”.

Il danno, a detta dei giudici “reale e concreto”, a carico dell’Inps è stato calcolato dall’inizio dell’anno 2013 fino a tutto il novembre 2018, per un importo pari ad 17.728,53 euro (2.996,54 moltiplicato per 6 anni, meno un mese) ma il Collegio ha ritenuto congruo abbattere tale cifra del 50%, “considerando che l’azione del sindaco sia stata agevolata nel percorso amministrativo anche dalla mancata attivazione di altri soggetti…in fase di controllo…e in fase di esecuzione dei provvedimenti in questione”.


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