La prima edizione del presepe vivente al parco delle Grazie di Terni si configura come un’altra audace iniziativa di Padre Angelo e della confraternita di San Giuseppe e San Francesco di Paola.
Angelo Gatto, infatti, non si è accontentato della riapertura della chiesa di Santa Maria delle Grazie; si è spinto oltre, nel tentativo di portare a termine un progetto rivolto alla comunità ternana, ma soprattutto ai giovani.
Venerdì 3 dicembre, dunque, nella sala consiliare di Palazzo Spada, Padre Angelo e la direttrice artistica Cinaglia hanno illustrato, per sommi capi, il presepe vivente che gli “attori” metteranno in scena il 24, il 25, il 26 dicembre, il 1, il 2, il 6 gennaio.
Si tratterebbe di quadri realizzati ex novo e curati nei minimi dettagli, atti a riprodurre la nascita di Cristo a Betlemme di Giudea.
Alla base del proposito di Padre Angelo, ovviamente, la fede religiosa. Il presepe, tuttavia, appare anche come un mezzo di contrasto alla dispersione sociale: al centro dell’attenzione, difatti, gli studenti delle scuole del territorio. Dal Casagrande-Cesi al Pertini, dall’Allievi-San Gallo al Metelli passando per il Tacito e per la scuola elementare Falcone-Borsellino; ognuno ha collaborato, secondo le proprie competenze, alla realizzazione del presepe vivente.
“Col presepe vivente – ha dichiarato Padre Angelo – abbiamo voluto attivare processi che alimentano e sostengono la speranza”. “La risposta delle scuole che si sono messe in gioco è stata meravigliosa, e per questo le ringrazio”. Angelo Gatto, poi, ha mostrato profonda gratitudine al “Comune di Terni, poiché ha risolto tutte le problematiche amministrative, a tutti i confratelli che a titolo gratuito mi hanno aiutato, alla Fondazione Carit per il prezioso contributo di 25.000 euro”.
“Sono grato a Padre Angelo – ha affermato da parte sua il Sindaco di Terni, Leonardo Latini – per il dinamismo con cui affronta ogni situazione”. “Leggere sulla locandina ‘1^ edizione del presepe vivente al parco delle Grazie’ mi emoziona particolarmente; grazie a tutti coloro che hanno ridato vita a un luogo straordinario da un punto di vista artistico, spirituale e sociale”.
A questo punto non resta che ammirare l’incredibile opera di Angelo Gatto, e riassaporare il gusto dei valori di un tempo un po’ lontano.