Presentato il 47°Festival delle Nazioni di Città di Castello / Protagonista l’Armenia - Tuttoggi

Presentato il 47°Festival delle Nazioni di Città di Castello / Protagonista l’Armenia

Redazione

Presentato il 47°Festival delle Nazioni di Città di Castello / Protagonista l’Armenia

Ven, 31/01/2014 - 17:31

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Da.Bac

E’ stata presentata alla stampa, in data odierna, la 47sima edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello che si terrà dal 25 agosto al 6 settembre 2014. A illustrare le novità e le conferme della kermesse musicale erano presenti il Presidente Giuliano Giubilei, il direttore artistico Aldo Sisillo, il direttore organizzativo Roberto De Lellis e la nuova responsabile dell’ufficio stampa Maria Rosaria Corchia.
Il presidente Giubilei, dopo aver presentato quest’ultimo “acquisto”, ha subito ribadito che “verrà confermato tutto ciò che di buono ha funzionato nella passata edizione”, come ad esempio la location di San Domenico, l’uso del chiostro annesso, la proiezione dei concerti sui palazzi del centro e collaborazioni ed eventi mirati a rafforzare il legame del Festival con la città.
La scelta dell’Armenia –Come nell’ultima edizione dedicata all’Europa – ha dichiarato Giubilei – e ferma restando la qualità della nostra proposta artistica, la scelta di dedicare il Festival all’Armenia è dettata dalla volontà di porre l’attenzione del pubblico sull’attualità. Con l’omaggio a questa Nazione, anticipiamo un tema che nei prossimi mesi sarà al centro di molte riflessioni: la ricorrenza del centenario del genocidio che colpì il popolo armeno”.
L’Armenia e la musica –La storia dell'Armenia – ha spiegato il direttore artistico Aldo Sisillo è segnata in modo indelebile dal genocidio avvenuto durante la dominazione ottomana, che ebbe il culmine nelle deportazioni del 1915. Più di un milione di persone persero la vita tantissimi armeni lasciarono la loro terra per far fiorire comunità in tutti i paesi del mondo, accentuando un fenomeno migratorio che già aveva segnato la loro storia nel corso dei secoli: se 3 milioni è il numero degli abitanti della regione asiatica chiusa da Georgia, Azerbaigian, Iran e Turchia, oggi sono circa 7 milioni gli armeni che abitano fuori dai confini nazionali. Disgregazione e diaspora non hanno fatto che rafforzare l'identità armena, un’identità che si è espressa e si esprime ancora oggi con vigore soprattutto attraverso le arti, la poesia e la musica, e anche con un dialogo aperto e continuo con la cultura occidentale. L'omaggio del Festival delle Nazioni all'Armenia è l'occasione per esplorare le tantissime sfaccettature artistiche di questa affascinante cultura, dal linguaggio musicale ‘colto’ alla tradizione popolare con i suoi bardi e i suonatori di duduk”.
I contenuti e i protagonisti del 47° Festival – L'Armenia è luogo mitico del Cristianesimo: è dentro i suoi confini che la tradizione biblica colloca il Giardino dell'Eden, ed è da qui che i cristiani guardano con devozione la cima del padre-Ararat, il monte oggi al confine tra Turchia e Iran sul quale, secondo la narrazione della Genesi, si arenò l'Arca di Noè. Primo popolo convertito al Cristianesimo, gli Armeni hanno difeso la loro identità culturale con fierezza, resistendo nei secoli alle cicliche invasioni che hanno frantumato il loro territorio in diversi domini. E sarà proprio una sorta di ‘racconto musicale’ sulle origini del Cristianesimo il progetto proposto da Mario Brunello che, con la complicità di una voce narrante, eseguirà alcune melodie trascritte da Soghomon Gevorki Soghomonyan, meglio conosciuto come Padre Komitas, il monaco musicista considerato uno dei padri della cultura armena. Brunello eseguirà inoltre brani di Johann Sebastian Bach e la sonata per violoncello solo di Aram Il'ič Khačaturjan, il più conosciuto compositore armeno.
Il duduk, il kamatcha e gli altri strumenti tradizionali saranno invece protagonisti in Spirito d'Armenia, un percorso musicale al confine tra la musica colta e popolare, che Jordi Savall porterà a Città di Castello con il suo ensemble Hespèrion XXI: dalle musiche popolari del Medioevo, e attraverso autori di Sette e Ottocento, il ricco programma si spingerà fino alle composizioni del Novecento firmate da Gusan Ashot e Dave Ghazarian.
L’inaugurazione del Festival, come da tradizione, è dedicata alla grande musica sinfonica: il palcoscenico tifernate ospiterà la compagine sinfonica più prestigiosa, l'Armenian Philharmonic Orchestra, guidata dal suo direttore musicale Eduard Topchan. In programma il famoso concerto per violino e orchestra di Khačaturjan, che vedrà esibirsi Anush Nikoghosyan in qualità di violino solista. L’Armenian Philharmonic Orchestra, fondata nel 1932, oggi è impegnata nel promuovere il grande repertorio sinfonico esibendosi regolarmente nella capitale Yerevan e in tutto il mondo.
Non solo musica – Quest’anno il Festival apre a iniziative non prettamente musicali: sono previste incursioni nel mondo del cinema e della letteratura, che consentiranno di avere un quadro il più possibile stimolante di questa cultura, che conserva caratteri antichissimi nella sua musica tradizionale e che ha alimentato, nei secoli, tutte le espressioni artistiche del mondo occidentale.
Sono partner istituzionali del Festival delle Nazioni il Ministero per i beni e le attività culturali – Dipartimento dello Spettacolo, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Città di Castello, la Camera di Commercio di Perugia, i Comuni di Anghiari, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, San Giustino, San Sepolcro e Umbertide.

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