Pesante commento dell'Associazione nazionale dei Costruttori Edili, aderente a Confindustria, al recente comunicato della Spoletina Trasporti sulla sospensiva del Consiglio di Stato sulla questione dei lavori della mobilità alternativa.
“Apprendiamo con stupore la decisione della Società Spoletina Imprese Trasporti Spa di procedere all’aggiudicazione dei lavori relativi al progetto di mobilità alternativa di Spoleto, prima di una sentenza di merito del Consiglio di Stato e solo sulla base di un’ordinanza che sospende, in via cautelare, l’efficacia della sentenza del TAR Umbria. Sentenza con la quale il Tribunale aveva annullato il bando in questione, accertando l’esistenza di una serie di “difformità” progettuali e la non congruità del prezzo posto a base di gara, per essere stato applicato dalla stazione appaltante un prezziario regionale non più in vigore al momento della pubblicazione del bando. E proprio l’adozione del prezziario 2002, in luogo di quello vigente del 2006, aveva determinato l’intervento ad adiuvandum di ANCE UMBRIA nel procedimento di primo grado. L’associazione da anni, infatti, si batte per l’affermazione del principio per cui la congruità del prezzo posto a base d’asta è finalizzata a soddisfare l’interesse pubblico alla realizzazione dell’intervento a perfetta regola d’arte, entro i termini convenuti, nonché a scongiurare il rischio di fenomeni di concorrenza sleale, mediante il ricorso al lavoro nero.Il soggetto aggiudicatario – proprio per cercare di recuperare quel margine operativo negato in partenza dalla stazione appaltante – viene indotto a violare le previsioni normative in materia di trattamento economico e previdenziale delle maestranze e quelle in materia di sicurezza nei cantieri”.
“Aggiudicare oggi i lavori – prosegue il Direttore di ANCE UMBRIA, Walter Ceccarini – significherebbe farlo senza che sia stata verificata la correttezza del prezzo posto a base di gara, ma soprattutto della progettazione delle opere che si andrebbero a realizzare. Del resto è lo stesso Supremo Consiglio ad evidenziare nel provvedimento che la complessità delle questioni attinenti al merito della controversia 'richiedono una approfondita disamina non solo sotto il profilo giuridico'”.
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