Poste, incontro con Anci Umbria / Tagli restano: via 78 uffici - Tuttoggi.info

Poste, incontro con Anci Umbria / Tagli restano: via 78 uffici

Alessia Chiriatti

Poste, incontro con Anci Umbria / Tagli restano: via 78 uffici

Previsto incontro con Regioni a marzo / Spazio al postino telematico
Gio, 19/02/2015 - 16:56

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Non sembra esserci nessun dietrofront per quanto riguarda la situazione della chiusura degli uffici postali in Umbria. Al massimo un ridimensionamento, grazie all’aiuto dell’impiego del postino telematico. Una delegazione di Anci Umbria ha incontrato ieri mattina a Firenze il responsabile regionale della Direzione Umbria-Toscana di Poste Italiane, Michele Deiana, per discutere del piano di riorganizzazione degli uffici postali annunciato dalla società.
Il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti, ha ribadito “la assoluta contrarietà dei comuni umbri al piano di ridimensionamento della presenza di Poste italiane in Umbria”, evidenziando, “soprattutto per i piccoli centri e per gli utenti anziani, l’importanza dei servizi che gli uffici postali garantiscono”.
Deiana – secondo quanto riferisce un comunicato di Anci Umbria – si è dimostrato disponibile all’apertura di un confronto con Anci e Regione Umbria (un incontro è stato programmato per i primi di marzo) e ha comunque confermato che Poste Italiane, a livello nazionale, ha stabilito la necessità di tagliare 400 uffici a livello nazionale e 78 tra Umbria e Toscana.

Intanto dalla dirigenza di Poste Italiane oggi è stato chiesto di accompagnare il piano di riorganizzazione degli uffici con la opportuna flessibilità e con la presa in carico di qualche eccezione. Ad affermarlo oggi il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, al termine dell’incontro con il board di Poste Italiane.
Ne prossimo futuro sono previsti nuovi incontri con l’azienda a livello regionale – ha aggiunto l’amministratore piemontese – in un quadro di larga comprensione per la modernizzazione dei servizi postali. E’ evidente che il cosiddetto postino telematico avrà bisogno – ha concluso – di una forte visibilità rispetto ai cittadini”.

Le Regioni avranno un ruolo importante per tutelare le esigenze dei territori nell’ambito del percorso che porterà all’attuazione del Piano di ridimensionamento degli uffici postali che in Umbria determinerebbe la chiusura di 15 presidi e il ridimensionamento di servizi in altri. È quanto emerso stamani nel corso della Conferenza delle Regioni con all’ordine del giorno anche la discussione del Piano approvato da Poste Italiane. All’incontro, per la Regione Umbria è intervenuta la vicepresidente, Carla Casciari. Per Poste Italiane erano presenti la presidente Luisa Todini e l’amministratore delegato Francesco Caio. Nel corso dell’incontro, la vicepresidente Casciari ha fatto presente che “il processo di razionalizzazione messo in atto da Poste Italiane, ha già portato nel 2012 in Umbria alla chiusura di 32 uffici mentre altri 44 sono stati coinvolti nel processo di razionalizzazione degli orari. Ora, il nuovo Piano – ha detto- porterebbe alla soppressione di altri 15 uffici, mentre altri 18 saranno interessati da riduzione di orari, andando a penalizzare soprattutto le aree rurali e montane che registrano un alto tasso di presenza di cittadini anziani”.

Come Regione – ha riferito la vicepresidente – abbiamo evidenziato la necessità che questo processo di trasformazione sia accompagnato da momenti di condivisione dei vari passaggi a livello territoriale anche per far sì che i cittadini abbiano il tempo di acquisire un’adeguata conoscenza delle novità introdotte dal Piano, come quella della telematizzazione di molti servizi. Inoltre le Regioni auspicano l’allungamento dei tempi di attuazione del Piano, ritenendo troppo breve il tempo di 60 giorni previsto da Agcom”. La vicepresidente Casciari ha infine ricordato che “la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha manifestato personalmente alla presidente di Poste Italiane, Luisa Todini,  le preoccupazioni che sono state rappresentate prima di tutto dai cittadini specie quelli di alcune zone rurali e montane interessate dalle eventuali chiusure che determinerebbero gravissimi disagi, preoccupazioni che sono state espresse anche dall’Anci regionale e da alcuni parlamentari, oltre che dai sindacati”.

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