Porta San Benedetto, 12 soci contro elezione Priore "Violato statuto"| Si va in tribunale - Tuttoggi

Porta San Benedetto, 12 soci contro elezione Priore “Violato statuto”| Si va in tribunale

Davide Baccarini

Porta San Benedetto, 12 soci contro elezione Priore “Violato statuto”| Si va in tribunale

Clamorosa divisione interna all'associazione gialloblu, il direttivo "Elezioni svoltesi regolarmente" | I dissidenti "Nostro obiettivo è garantire rispetto regole"
Ven, 21/02/2020 - 18:02

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Porta San Benedetto, 12 soci contro elezione Priore “Violato statuto”| Si va in tribunale

Mancano ancora molti mesi ai Giochi de le Porte di Gualdo Tadino ma all’interno di Porta di San Benedetto è già nato un vero e proprio caso.

Ben 12 associati gialloblu hanno infatti intrapreso un’azione giudiziaria contro la recente elezione del nuovo priore Matteo Calzuola, che ieri, a sua volta, ha conferito mandato professionale ad uno studio legale per resistere al procedimento avviato dagli iscritti.

Questo – hanno fatto sapere dal direttivo – a tutela dell’Associazione, degli eletti alle scorse elezioni, regolarmente svoltesi secondo i legittimi crismi, e dell’onorabilità delle persone coinvolte. È una brutta pagina per Porta San Benedetto e i suoi portaioli. Siamo convinti che lo scopo associativo sia altro da quello del livore personale e della rivendicazione, e auspichiamo che la vicenda possa trovare soluzione in un clima di ritrovata serenità.

Il mondo dei Giochi de le Porte ha bisogno di unità, volontà e amicizia. Tutte componenti messe a rischio da personalismi e tentativi maldestri di scalate. Porta San Benedetto è stata ed è, sempre più, aperta a tutti coloro che hanno a cuore festa e città. Non può più esserci spazio per altro

Oggi è invece arrivata la risposta dei 12 dissidenti, rappresentanti di decine di portaioli che si sono dimessi ufficialmente dai gruppi Carri, Taverna, Marketing, Bracieri, Giocolieri, che hanno poi spiegato i motivi del loro ricorso. Per questi soci “si ritengono violate le norme statutarie relative alla composizione del Consiglio direttivo, che risulta attualmente composto da 14 consiglieri, a fronte di un numero minimo di 15 previsto dallo statuto“.

Il ricorso presentato dai 12 associati ha dunque come finalità esclusiva “la tutela del rispetto delle disposizioni statutarie che regolano la vita dell’Associazione, al fine di garantire il corretto funzionamento e la legittimità dei suoi organi elettivi e il perseguimento degli scopi associativi“.

I dissidenti respingono pertanto anche gli addebiti mossi dal Priore in merito a presunti “personalismi” e “tentativi maldestri di scalate”, guidati da “livore personale” e “rivendicazione”: “l’obiettivo unico dei ricorrenti, infatti, – dicono – è quello di tutelare l’Associazione sotto ogni suo profilo, affinchè sia garantito il rispetto delle regole, solo presupposto sul quale si può fondare l’unità di intenti tra tutti gli associati”.

Sia i 12 ricorrenti che il folto gruppo di soci dimissionario – concludono – erano favorevoli a trovare un accordo con il signor Matteo Calzuola e il suo gruppo nel corso di ben due riunioni con gli ex priori. Ma ogni proposta emersa nell’incontro è stata rigettata dall’attuale Priore. Se di personalismi si parla, non sono certo quelli dei soci dimissionari che hanno sempre lavorato per una porta democratica, plurale e aperta ad ogni confronto.

Dunque proprio per verificare se tali regole dello Statuto non siano state violate i 12 soci hanno ritenuto opportuno “rimettere la decisione ad un organo terzo che sarà chiamato a pronunciarsi senza condizionamenti e la cui decisione, qualunque sarà, verrà da noi rispettata“. La prima udienza avrà luogo a maggio.


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