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Popolare spoleto, iniziato count down: dipendenti e soci scs ora guardano a clitumnus / consulente per fondazione cariterni

Redazione

Popolare spoleto, iniziato count down: dipendenti e soci scs ora guardano a clitumnus / consulente per fondazione cariterni

Mar, 15/10/2013 - 08:00

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Popolare spoleto, iniziato count down: dipendenti e soci scs ora guardano a clitumnus / consulente per fondazione cariterni

Carlo Ceraso

Alla Banca Popolare Spoleto il count down è iniziato. Ancora 15 giorni per raccogliere le offerte dei pretendenti al controllo di piazza Pianciani, poi sarà la volta di Bankitalia chiamata a decidere del futuro dell’istituto umbro (e della sua controllante, la Spoleto Credito e Servizi e dei suoi 20mila soci). Ai piani si susseguono i professionisti incaricati di effettuare la due diligence per i vari gruppi di interesse. Dopo la visita a Spoleto del presidente di Popolare Desio e Brianza, Agostino Gavazzi, e del dg Claudio Brozzi (l’istituto lombardo ha ufficializzato lo scorso mese il proprio interesse per PopSpoleto nell’ottica di espansione verso il centrosud), a giorni dovrebbe seguire quella del presidente di Pop Bari Marco Jacobini. L’istituto pugliese, infatti, interessato in via prioritaria all’acquisto della Popolare Puglia e Basilicata, potrebbe optare per la Spoleto se dovesse saltare la trattativa per il controllo dell’istituto attualmente guidato dal presidente Giuseppe Marrulli.

Ufficiosamente poi sarebbero interessate anche Pop Vicenza e Credit Agricole. I commissari straordinari Boccolini, Brancadoro e Stabile nei giorni scorsi avevano parlato di altre due proposte di interesse oltre a quelle della cordata umbro-laziale Clitumnus e di Desio-Brianza. Dunque alla fine a corsa per piazza Pianciani potrebbe essere fra 4, massimo 5 pretendenti.

Intanto da Terni trapela la notizia che in Clitumnus potrebbe entrare anche Fondazione CariTerni, da sempre attenta alle vicende spoletine: il board si è riunito venerdì scorso (è notizia di queste ore) decidendo di affidare ad un consulente la possibilità tecnica e finanziaria di entrare a far parte della cordata. Sul piatto la fondazione del presidente Fornaci potrebbe mettere circa 20 milioni di euro, quasi un terzo del proprio patrimonio. IL nodo più difficile da sciogliere resterebbe quello legato da tempo a Intesa Sanpaolo che con il varo di Casse dell’Umbria, ha ‘concesso’ a Terni la sede legale del gruppo e nominato nel cda il presidente della fondazione rossoverde.

Verso Clitumnus – le notizie di possibili acquirenti di fuori regione, difficilmente interessati a tutelare la controllante Scs (a rischio così di default), stanno mettendo in fibrillazione sia i dipendenti Bps, sia gli stessi soci della cooperativa spoletina, specie quelli del Comitato che già da tempi non sospetti avevano preso le distanze dalla gestione antoniniana. Tanto da portare sindacati e comitato a seguire con sempre maggiore interesse la Clitumnus, la cordata di imprenditori e fondazioni che si è affidata per l’operazione Spoleto all’esperienza del professor Francesco Carbonetti. Unica finora ad essersi dichiarata disponibile a mettere sulla bilancia una quota anche per Scs. “Se ci sono le condizioni finanziarie – ha detto il responsabile Uilca Lucio Giardini – è evidente che si dovrà dare la precedenza alla cordata locale”. Sarà per questo che Clitumnus starebbe valutando (il condizionale è d’obbligo in attesa di notizie ufficiali) di incontrare il comitato “Soci Bps e Scs” per ascoltare eventuali proposte e ricercare insieme soluzioni.

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