Popolare Spoleto, indagato Visco Governatore di Bankitalia | Conferme e smentite - Tuttoggi

Popolare Spoleto, indagato Visco Governatore di Bankitalia | Conferme e smentite

Carlo Vantaggioli

Popolare Spoleto, indagato Visco Governatore di Bankitalia | Conferme e smentite

Procura Spoleto mette sotto inchiesta il numero uno di palazzo Koch con altri 7 amministratori | AGGIORNAMENTI
Mar, 20/10/2015 - 09:44

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Popolare Spoleto, indagato Visco Governatore di Bankitalia | Conferme e smentite

(Aggiornamento h 16.30) L’avvocato Riziero Angeletti, che rappresenta oltre cento soci della Scs, (Spoleto crediti e servizi, controllante della Banca Popolare di Spoleto) a nome dei quali ha presentato nel luglio scorso un esposto alla Procura di Spoleto sul caso del commissariamento della stessa Scs e della Banca popolare di Spoleto da parte della Banca d’Italia  interviene spiegando: “Noi chiediamo semplicemente di fare chiarezza sullo stato delle cose, se poi emergesse anche che sono stati commessi dei reati ledendo anche gli interessi dei soci, allora poi ognuno agirà come ritiene”. “Non so se è l’esposto da cui è scaturita l’indagine venuta alla luce oggi – spiega Angeletti  -. Io so che sono stati presentati vari esposti, immagino che siano stati riuniti”. Angeletti ha sottolineato come nella lunga vicenda Bps “tutti i soci hanno subito un danno evidente dall’intera operazione visto che le loro quote si sono di fatto azzerate e quindi c’era qualcosa che non ci piaceva. Adesso la Procura – conclude l’avvocato – verificherà la fondatezza o meno di questi dubbi”.

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(Aggiornamento h 12.59)- Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Spoleto, Gennaro Iannarone, titolare dell’inchiesta che, secondo quanto riportato oggi in prima pagina de Il Fatto Quotidiano, avrebbe messo sotto inchiesta il Governatore della Banca D’Italia, Ignazio Visco, per le vicende relative al Commissariamento della Banca Popolare di Spoleto, appena terminata l’udienza che lo vedeva impegnato nella sede di C.so Mazzini, non ha risposto a nessuna delle domande che i cronisti presenti da questa mattina a Palazzo di Giustizia gli hanno rivolto. Il magistrato ha invece augurato a tutti  “Buona giornata…” e sorridendo ha aggiunto “Non so nemmeno di cosa mi state parlando…”, portando  una mano alla bocca per mimare il riserbo sulla vicenda. Ancora una volta, nessuna smentita alle notizie di stampa relative alla vicenda.

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(Aggiornamento h 12.07)– Il Procuratore Capo di Spoleto, Alessandro Cannevale, è perentorio, “Di questo non parlo”, rivolto ai numerosi cronisti che in queste ore concitate vogliono sapere ulteriori dettagli dell’inchiesta che coinvolgerebbe, secondo Il Fatto Quotidiano di oggi,  il vertice di Banca D’Italia. Il Sostituto Procuratore, Gennaro Iannarone, titolare dell’inchiesta in corso è invece impegnato in udienza e quindi impossibilitato a rispondere alle domande dei cronisti, ammesso che lo faccia anche in seguito, visto il conosciuto riserbo del magistrato. Al momento quindi nessuna conferma sulle notizie di oggi, ma anche nessuna smentita.

Il commissariamento di Bps e della cooperativa SpoletoCrediti e Servizi (21 mila soci), che controllava l’istituto al 51%, fu deciso da Bankitalia dopo un’ispezione avviata nel 2012. Nel 2014, come anche riportato da Il Fatto Quotidiano, i commissari decisero di vendere Bps a Banco Desio. La quota di Spoleto Credito e Servizi scese al 10%, con un evidente danno economico per i soci della cooperativa. Nello scorso mese di febbraio il Consiglio di Stato ha annullato sia il commissariamento di Bps, sia quello di Spoleto Crediti e Servizi, per cui sono stati promossi ricorsi da parte dei soci della coop per ottenere l’annullamento degli atti dei commissari, compresa la vendita dell’istituto di credito.

L’esposto dei soci da cui tutto sarebbe partito,  e’ stato presentato alla fine dell’estate (sembrerebbe nel mese di agosto). Quando l’operazione fu perfezionata, la banca di Spoleto era dunque sotto commissariamento da parte di Bankitalia. Commissariamento che era stato confermato dal Ministero dell’Economia dopo l’annullamento da parte del Consiglio di Stato per un difetto di istruttoria, mancando il pronunciamento del Mef sulla questione.
Alla luce delle pronunce del giudice amministrativo e dell’esigenza di evitare qualsiasi incertezza sulla stabilita’ dei rapporti della clientela, la Banca d’Italia aveva reiterato “ora per allora” le proposte al ministero dell’Economia di amministrazione straordinaria. Con i provvedimenti 149 e 150 del
20 aprile 2015, adottati su proposta dell’Istituto centrale, il Mef aveva reiterato i decreti ministeriali di amministrazione straordinaria con effetto a partire dall’8 febbraio 2013, quando era cominciato il commissariamento.

Va registrata nel frattempo una dichiarazione ufficiale di Palazzo Koch sulla vicenda, “Con riferimento alla notizia comparsa oggi sulla stampa relativa alla vicenda della Banca Popolare di Spoleto, la Banca d’Italia non e’ a conoscenza di alcuna iniziativa dell’autorità giudiziaria».

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La ferita della Banca Popolare di Spoleto, a quanto pare, non ne vuole sapere di rimarginare e guarirsi. Ancora una volta, ed in questo caso in maniera clamorosa, le vicende del “fu” Istituto di credito del territorio, prima dell’acquisizione del Gruppo Banco Desio, finiscono in prima pagina della cronaca giudiziaria. Come riporta in esclusiva Il Fatto Quotidiano di questa mattina a firma di Marco Palombi, il Governatore di Banca D’Italia, Ignazio Visco, sarebbe indagato dalla Procura di Spoleto, insieme a sette altri amministratori del commissariamento del 2013, per reati di non poco conto come “truffa”, “corruzione per atto contrario al dovere d’ ufficio”, “abuso d’ufficio”, “infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità”. Con Visco finiscono negli atti della inchiesta , Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile, come ex commissari incaricati da Bankit e i componenti del Comitato di Sorveglianza, Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio. A chiudere la lista degli indagati, a quanto riportato dal Fatto Quotidiano, anche il presidente di Bps Gruppo Banco Desio, Stefano Lado.
La decisione del PM titolare dell’inchiesta, Gennaro Iannarone, sarebbe scaturita a seguito dell’esposto presentato dall’Avv. Riziero Angeletti per conto di alcuni ex-soci Bps e della Spoleto Credito e Servizi.
Fin qui il fatto clamoroso di cronaca su cui si abbatterà ora, come prevedibile, una slavina di commenti su chi aveva ragione e chi no. Sono note le posizioni in campo su questa dolorosa vicenda del credito spoletino e regionale, e Tuttoggi.info se n’è occupato più volte ed in maniera approfondita, anche collaborando con testate nazionali come appunto Il Fatto Quotidiano.
Ma, a bocce ferme, non si può non notare due aspetti della storia giudiziaria della “fu” Popolare Spoleto. Il primo risale all’epoca di quella che potremmo definire “l’inchiesta madre”, quando a guidare la Procura di Spoleto era il Dott. Gianfranco Riggio e la Sostituta titolare dell’inchiesta era la Dott.ssa Federica Albano. In quel caso tutto l’impianto giudiziario poggiava si fatti certi individuali che vedevano alcuni dei protagonisti dell’ex-board della Bps indagati. Su questi fatti e sulla possibilità che i conseguenti comportamenti individuali nuocessero gravemente alla conduzione dell’Istituto si incardinò la decisione del commissariamento. Nel secondo aspetto invece i nuovi vertici della Procura, in questo caso specifico il Sostituto Procuratore Gennaro Iannarone, analizzano dal punto di vista giudiziario tutta la vicenda del commissariamento sopratutto nel modus operandi della Banca D’Italia, con il coinvolgimento dei vertici di Palazzo Koch. Tutto ciò apre inevitabilmente un’enorme, nuovo, filone di discussione sulla gestione e la sorveglianza degli istituti di credito nazionali.

Ora bisognerà attendere anche la data del 1 dicembre, giorno in cui si discuteranno i ricorsi presentati da alcuni soci dopo la sentenza del Consiglio di Stato che annullava il commissariamento della Scs. Anche se intanto la Procura ha anticipato i tempi.


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