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Popolare Spoleto, anche banco desio interessata acquisto

Redazione

Popolare Spoleto, anche banco desio interessata acquisto

Sab, 28/09/2013 - 19:32

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Popolare Spoleto, anche banco desio interessata acquisto

(Car. Cer.) – Anche Banco di Desio e Brianza è interessato all’acquisto di Banca Popolare Spoleto. Lo ha comunicato ieri il cda dell’istituto di credito lombardo che ha deciso di inviare ai Commissari di piazza Pianciani la propria “manifestazione d’interesse non vincolante per l’acquisto del controllo” di Bps dalla quale si evince la richiesta di effettuare una due diligence. L’eventuale acquisizione completerebbe “il progetto di riqualificazione della Rete Commerciale del Gruppo, avviato con il Piano Industriale 2013-2015, in un'ottica di sviluppo e rilancio dei valori di banca 'a presidio del territorio' comuni a Banco Desio e a Banca Popolare di Spoleto nei rispettivi territori d'elezione”.
Sono così almeno due i gruppi interessati a PopSpoleto, Banco Desio e la cordata Clitumnus composta di diversi imprenditori umbri che si sono affidati allo studio legale del professor Carbonetti. Resta in piedi anche l’interesse di Popolare Vicenza, anche se l’istituto del presidente Zonin non ha ancora ufficializzato nulla. La notizia dell’interesse manifestato da Banco Desio ha messo in allarme alcuni impiegati e funzionari della Popolare che vedono in potenziali acquirenti di fuori Regione una minaccia per la permanenza dell’istituto, del suo nome e delle professionalità a Spoleto e in Umbria.
La nota dei sindacati – quasi contestualmente alla nota della banca lombarda, diverse sigle sindacali bancarie hanno diramato una lunga nota a seguito dell’incontro avuto con il commissario di Bankitalia Boccolini. Un resoconto dettagliato secondo il quale la governance straordinaria ha chiarito diversi aspetti. Tutto da capire invece il logo apposto in cima al comunicato dove compaiono cinque soldati, con tanto di elmetto e fucile, che issano la bandiera Bps su una montagna (in home page). L’immagine ricorda tanto la celebre foto scattata ai marines al termine della battaglia di Iwo Jima. Quale messaggio abbiamo voluto mandare i sindacalisti è difficile dirlo e forse non vale la pena neanche indagarlo; visto il recente passato. Leggiamo così la nota: “Nell’incontro, il Commissario Boccolini ha espresso soddisfazione per il fatto che, negli ultimi
giorni, si sia palesato un interesse verso la Banca, da parte di ulteriori soggetti. Ha però, nel contempo, sottolineato
– scrive il coordinamento Banca Popolare di Spoleto Spa Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Dircredito e Uilca – di non poter comunicare altro per ovvie questioni di privacy e di normativa Consob, trattandosi (forse) di Istituti o Gruppi Bancari quotati. Boccolini ha altresì confermato l’interesse della cordata “Clitumnus” già da tempo pubblicamente dichiarato. Ovvia, quindi, la sospensione temporanea del titolo BPS, dalle contrattazioni di borsa, per evitare manovre speculative. Tutti i soggetti interessati a costituire la nuova governance della BPS, saranno invitati presso la nostra sede, per svolgere le attività di due diligence, al termine delle quali, permanendo l’interessamento, saranno chiamati a consegnare, ciascuno, le proprie Offerte Vincolanti. Le Offerte saranno tutte sottoposte al vaglio della Banca d’Italia, presumibilmente entro la fine del prossimo mese di novembre. L’ing. Boccolini ha assicurato che dette offerte saranno soggette al rispetto di alcuni vincoli fondamentali: 1. dovranno riguardare la Banca nella sua interezza quindi no “agli spezzatini” e alla distruzione dell’identità di BPS, 2. dovranno prevedere un Piano Industriale di garanzia dei livelli occupazionali, 3. non potranno prescindere da un investimento minimo che consenta un’ adeguata ripatrimonializzazione della Banca, 4. dovranno infine contemplare anche una proposta di soluzione per i circa 20mila Soci SCS. Su quest’ultimo punto, il Sindacato ha voluto ribadire, al rappresentante dell’Organo di Vigilanza, l’assoluta necessità di rispetto delle ragioni degli azionisti SCS che, nella loro quasi totalità, sono anche clienti storici di BPS. Rispetto all’assetto della rete operativa, il Commissario ha smentito le voci riguardanti la vendita dello sportello di Milano, spiegando però che, nei prossimi mesi, anche per l’ottimale gestione del turn-over innescato dagli esodi incentivati, è prevedibile la chiusura di un minimo numero di sportelli considerati scarsamente strategici e non sufficientemente remunerativi.
In merito agli esodi incentivati ed al Fondo Esuberi, visto il buon numero di domande sinora presentate, Boccolini ha escluso il ricorso, da parte della Banca, agli esodi obbligatori come previsti dalla Legge nr. 223/1991, confermando l’interesse dell’istituto ad esaminare le domande che
dovessero pervenire in numero maggiore di quello previsto dall’Accordo esistente.
Per quanto concerne l’espressa richiesta del Sindacato su premi e promozioni per il personale, l’Ing. Boccolini ha fermamente escluso il riconoscimento di promozioni che non siano strettamente riconducibili agli inquadramenti previsti da CCNL / CIA. Ha però dimostrato interesse alla soluzione del riconoscimento delle prestazioni aggiuntive dei Quadri Direttivi, previste dal contratto, ed effettuate lo scorso anno.
Dopo un’attenta valutazione dell’incontro, le OOSS Aziendali esprimono costante preoccupazione per il futuro della Banca Popolare di Spoleto e per i suoi livelli occupazionali, poiché le ulteriori manifestazioni di interesse significano chiaramente un riconoscimento della solidità e del valore dell’Istituto, nonché la riprova del suo radicamento nel tessuto sociale ed economico e della fedeltà della sua clientela (nuovamente riconosciuta dai Commissari).
D’altro canto, tali nuovi “pretendenti” – a noi ancora ignoti – accrescono i timori del Sindacato per la possibile distruzione dell’assetto operativo territoriale di BPS, dell’eventuale perdita occupazionale, del demansionamento e della deprofessionalizzazione dei propri addetti, e
soprattutto della inestimabile perdita di quella mission di vicinanza dell’Istituto all’Umbria, che darebbe il colpo di grazia alla reale democrazia economica del territorio. Su quest’ultimo aspetto il Sindacato dei Lavoratori ha nuovamente espresso grave perplessità sulla perdurante latitanza degli Organi Istituzionali Regionali rispetto al futuro di BPS. Un’assenza, datata, che è particolarmente irresponsabile se si pensa che BPS affida l’Umbria per oltre 2 miliardi di Euro e, come ha ricordato Boccolini, la nostra regione presenta uno dei più alti tassi di difficoltà e di morosità del Paese.
L’avvento in Umbria di un soggetto bancario che assorbisse totalmente BPS eliminando sportelli, centri decisionali, autonomie operative e professionalità degli addetti, sarebbe realmente l’ultima sciagura per questa disgraziata Regione.
Nel corso dell’incontro e rispetto a diverse tematiche interne, il Sindacato ha energicamente ribadito al Commissario Boccolini, la necessità di un maggiore controllo su questioni comportamentali e organizzative non secondarie rispetto all’immagine conservata dall’Istituto nonostante le gravi
vicende attraversate
”.

Comitato Soci Scs – intanto il “Comitato soci Scs e Bps”, fondato fra gli altri da Francesco Graniti e Sandro Martinelli, già funzionari Bps, ha deciso di indire una assemblea degli iscritti per procedere alla nomina delle cariche. Indubbiamente il Comitato, costituito più di due anni fa in difesa dei due istituti di piazza Pianciani travolti dai continui scandali (i due fondatori, come si ricorderà, impugnarono l’esito della nota ‘assemblea della vergogna’, quella che rimise in sella Antonini), vuole porsi fra gli stakeholder principali nelle trattative che a breve prenderanno il via e che dovrebbero portare entro la fine dell’anno a individuare l’acquirente di Bps. Che non potrà non tener conto, come ricordato anche dal commissario Boccolini, degli interessi degli oltre 20mila soci che costituiscono l’azionariato della holding Scs. C’è per la verità un altro Comitato, costituito pochi giorni dopo il Commissariamento imposto da Mef e Bankitalia, facente capo al socio Elio Pambianco (fra i 14 indagati per l’assemblea “della vergogna” per i quali la Procura si appresta a richiedere il rinvio a giudizio) ritenuto molto vicino all’ex dominus.
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