Bar e parte dei locali della bocciofila di Santa Maria degli Angeli sequestrata nei giorni scorsi per gioco d’azzardo illegale torneranno nella disponibilità del Circolo Life (il cui legale è l’avvocato Delfo Berretti) e anche dei frequentatori che, più o meno anziani, al massimo giocavano a briscola e tressette scommettendo un caffè. Ma continuano gli accertamenti, ad esempio sui lavori svolti all’interno dei locali di piazza Donegani e sul rapporto tra i gestori della bocciofila e quelli della sala da gioco, mentre non si fermano le sanzioni: oltre alle denunce sono state notificate anche sanzioni amministrative per 10.000 euro (per spot al gioco d’azzardo e vendita di cibo e bevande anche ai non soci del circolo) e il questore di Perugia ha anche emesso due misure dell’avviso orale.
Quanto ai lavori, questi erano inizialmente presentati come un modo per dar vita a una sala polivalente destinata anche alle associazioni del territorio con finalità di promozione sociale; ma pochi mesi dopo l’ok sarebbero poi diventati – a lavori in corso – lavori per creare spazi al servizio di nuove attività aggregative per il gioco (tra cui il texas hold ‘em) e due magazzini; da capire inoltre – la documentazione sarebbe carente – quali accordi ci siano tra la bocciofila e la società sportiva, che nello statuto dice tra l’altro di voler formare i ragazzi attraverso lo sport, citando tra l’altro le bocce e il bridge, ma non il poker texano che dal 2018 rientra nella tabella dei giochi proibiti perché è un gioco d’azzardo in cui ricorre il fine di lucro e dove la perdita o la vincita è quasi del tutto aleatoria.
Intanto però arriva lo sblocco: deciso dal gip per permettere gli accertamenti, è ora in parte ripensato anche per richiesta del pm d’intesa con gli organi inquirenti: “per lo svolgimento della normale attività del Circolo Life, tenuto conto della funzione sociale e del punto di riferimento che costituisce per il territorio”. Ma detto che “molti dei soggetti trovati a giocare sono ragazzi fra i 18 e i 25 anni attratti – hanno riferito – dalla pubblicità sui social in ordine alla gratuità del gioco e nella convinzione che lo stesso era legale, si ritiene sussista altresì – scrive il gip – il periculum in quanto è evidente, per la stabilità dell’organizzazione, che i locali, laddove lasciati nella libera disponibilità degli aventi diritto, possano essere utilizzati per proseguire nell’attività illecita”. “Ringraziamo – hanno voluto far sapere dal circolo bocciofila Life e in particolare il presidente Mauro Fabbri a nome personale e dei soci – l’amministrazione comunale e in particolare il sindaco Valter Stoppini che si sono adoperati per velocizzare la parziale riapertura”.
Intanto lo Csen, il cui adesivo appare alla porta della Bocciofila, fa sapere che l’associazione “non era affiliata da tempo all’Ente di Promozione Sportiva CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale). In riferimento ai recenti fatti di cronaca numerosi servizi televisivi e giornalistici, immagini e video diffusi dai media, è stato inquadrato l’ingresso della struttura dove, tra le varie insegne, compare ancora l’adesivo affiliativo CSEN. Attualmente, il club risulta appartenere ad un’altra Federazione Nazionale di riferimento e l’adesivo è un mero refuso del passato, mai rimosso dalla gestione della struttura nonostante la cessazione del rapporto associativo. Auspichiamo comunque – conclude la nota – che il Club Sportivo, realtà storicamente molto frequentata dal territorio, possa dimostrare la propria correttezza nelle sedi opportune, lo scrivente Ente ribadisce con fermezza la propria totale non partecipazione e non responsabilità in merito ai fatti contestati”.