Bar e parte dei locali della bocciofila angelana sequestrata nei giorni scorsi per gioco d’azzardo illegale torneranno nella disponibilità del Circolo Life e anche dei frequentatori che, più o meno anziani, al massimo giocavano a briscola e tressette scommettendo un caffè. Su richiesta dell’avvocato Delfo Berretti è stata infatti dissequestrata in parte la bocciofila, esclusa la parte trasformata in sala da gioco illegale.
Come si legge nella decisione del gip Natalia Giubilei “molti dei soggetti trovati a giocare sono ragazzi fra i 18 e i 25 anni attratti – hanno riferito – dalla pubblicità sui social in ordine alla gratuità del gioco e nella convinzione che lo stesso era legale. Si ritiene sussista altresì il periculum in quanto è evidente, per la stabilità dell’organizzazione, che i locali, laddove lasciati nella libera disponibilità degli aventi diritto, possano essere utilizzati per proseguire nell’attività illecita”. E quindi il sequestro è ora limitato alla porzione adibita a sala da gioco, potendosi liberare il resto, per lo svolgimento della normale attività del Circolo Life, tenuto conto della funzione sociale e del punto di riferimento che costituisce per il territorio”.
Intanto lo Csen, il cui adesivo appare alla porta della Bocciofila, fa sapere che l’associazione “non era affiliata da tempo all’Ente di Promozione Sportiva CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale). In riferimento ai recenti fatti di cronaca numerosi servizi televisivi e giornalistici, immagini e video diffusi dai media, è stato inquadrato l’ingresso della struttura dove, tra le varie insegne, compare ancora l’adesivo affiliativo CSEN. Attualmente, il club risulta appartenere ad un’altra Federazione Nazionale di riferimento e l’adesivo è un mero refuso del passato, mai rimosso dalla gestione della struttura nonostante la cessazione del rapporto associativo. Auspichiamo comunque – conclude la nota – che il Club Sportivo, realtà storicamente molto frequentata dal territorio, possa dimostrare la propria correttezza nelle sedi opportune, lo scrivente Ente ribadisce con fermezza la propria totale non partecipazione e non responsabilità in merito ai fatti contestati”.