Spoleto

Pietro tra fallimenti, mediocrità e perdono: a Spoleto il potente dialogo tra Cederna e Santeramo

Pietro, l’apostolo di Gesù, torna in vita e si fa bambino, apparendo nelle campagne spoglie della Murgia, in Puglia, per parlare all’animo umano dei fallimenti, del non essere all’altezza e del come fare a perdonarsi davanti a situazioni dagli esiti drammatici in cui non si può tornare indietro. È questo il fulcro del secondo spettacolo dei cinque che compongono il progetto teatrale “Le radici di mezzo mondo”, in scena all’auditorium della Stella per il 69esimo Festival dei Due Mondi. Un “viaggio teatrale”, scritto in esclusiva per Spoleto dal drammaturgo Michele Santeramo e da lui interpretato ogni giorno accanto a un diverso attore.

“Cosa accadrebbe se i personaggi dei Vangeli potessero guarirci dai nostri concreti malesseri d’anima? Giuda, Pietro, Maria, Maria Maddalena e Pilato, questi personaggi, sacri, umani, tormentati, consolanti, enormi, qui vengono ad occuparsi di noi. Hanno tutti incontrato Gesù. Lui ha detto a ciascuno di loro un segreto diverso. Qual è questo segreto? Saranno disposti a dircelo?”.

E così, dopo Giuda e il tema del tradimento, il 9 luglio è stata la volta appunto di Pietro e quello del fallimento. Ad interpretare il “bambino”, che gli spettatori vedono attraverso una foto consegnata e a cui si fa riferimento più volte nel corso dello spettacolo come escamotage scenico, è lo straordinario Giuseppe Cederna. Sul palco anche Sergio Altamura, con le sue musiche eseguite dal vivo ad accompagnare il dialogo tra Cederna e Santeramo, seduti in un tavolo l’uno davanti all’altro. Un dialogo letto più che recitato (soprattutto da parte del drammaturgo e regista che di fatto interpreta se stesso alle prese con un dramma esistenziale) che rischia di frenare in alcuni momenti la potenza dello spettacolo. Anche se lo stesso Michele Santeramo all’inizio spiega dell’incontro avuto col bambino apparso dal nulla che dice di essere Pietro e annuncia che “oggi leggeremo il dialogo che ho avuto con lui”.

Segue appunto l’entrata in scena di un eccezionale Giuseppe Cederna, che racconta la sua amicizia con Gesù e gli episodi evangelici più noti nel suo rapporto con lui. A partire dall’emozione di riuscire a camminare sulle acque, seguita dal non essere all’altezza però della situazione e dalla paura che poi lo fanno sprofondare. Per passare poi al fatto più noto: “Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte” dice Gesù a Pietro. “Non fui all’altezza del rispetto e dell’amore che gli portavo” racconta con un’intensità che emoziona, ripercorrendo gli errori continui, i fallimenti, la mediocrità, nonostante la voglia di non sbagliare più, che abita l’animo umano e non solo quello dell’apostolo. E lo stesso Michele Santeramo, che cercava un dialogo con Pietro per ciò che attanaglia il suo cuore. Lo stesso Pietro lo riconosce e il racconto si ribalta: è Michele a raccontare l’episodio più doloroso della sua vita, quello in cui è rimasto inerme davanti all’aggressione, da parte di alcuni bulli, del fratello che avrebbe menomato quest’ultimo. “Come si fa a perdonarsi?” è l’interrogativo che anima il drammaturgo davanti alla codardia provata e che bussa nei suoi ricordi ogni giorno alle 14:12. E Pietro, che viene perdonato da Gesù ogni volta nonostante le sue mancanze (che alla fine dello spettacolo appariranno ancora più gravi), una risposta ce l’ha: “Ogni fallimento è soltanto un punto di partenza, consideriamo le nostre debolezze senza giudicarle”.

Le radici di mezzo mondo – Un progetto teatrale in 5 spettacoli

drammaturgia e regia Michele Santeramo

musiche composte ed eseguite dal vivo da Sergio Altamura

immagine e luce Marco Ghidelli

‍con Michele Santeramo, Sergio Altamura

e con Peppino Mazzotta (Giuda), Giuseppe Cederna (Pietro), Sara Putignano (Maria), Manuela Mandracchia (Maria Maddalena), Lino Musella (Pilato)

produzione ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale

spettacolo ideato in esclusiva per il Festival dei Due Mondi

I prossimi spettacoli del progetto teatrale:

11 luglio ore 18,30 Manuela Mandracchia (Maria Maddalena)

12 luglio ore 16,30 Lino Musella (Pilato)