Piano trasporti, in Umbria il nodo alta velocità - Tuttoggi

Piano trasporti, in Umbria il nodo alta velocità

Redazione

Piano trasporti, in Umbria il nodo alta velocità

Sul piatto il blocco lavori a Ponte San Giovanni e la questione Fcu Città di Castello - Umbertide
Lun, 21/09/2015 - 18:29

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Piano trasporti, in Umbria il nodo alta velocità

Potenziare l’aeroporto, investire su ristrutturazione e potenziamento della Ferrovia centrale umbra, rilanciandola anche per il trasporto merci.  Messa in sicurezza della E45 dove il flusso di camion extraregionali dovrebbe caricarsi dei costi della manutenzione. Risolvere il problema del nodo di Perugia estrapolando gli interventi dal progetto della E45. Puntare sulla sostenibilità ambientale”. Sono queste le indicazioni emerse nella riunione della Seconda Commissione, presieduta da Giuseppe Biancarelli, dove è iniziato l’esame del Piano regionale dei trasporti 2014-2024  illustrato la scorsa settimana dall’assessore regionale Giuseppe Chianella e dell’ingegner Stefano Ciurnelli, che ne ha curato la stesura. Entrambi presenti anche stamani a Palazzo Cesaroni.
Diversità di vedute, soprattutto tra maggioranza e opposizioni, si è manifestata per quanto attiene alla previsione della stazione per l’alta velocità, per la quale si sta delineando la possibilità di collocazione a Rigutino, in provincia di Arezzo.
E prima che il presidente Biancarelli iniziasse a dare la parola ai commissari, è stato proprio l’assessore Chianella a rimarcare come questo documento programmatico rappresenti uno “strumento  importante e strategico per il futuro dell’Umbria, frutto di un lavoro particolarmente intenso a cui hanno preso parte moltissime componenti”.
Per Claudio Ricci, portavoce del centrodestra e delle liste civiche, con il quale si è dimostrato d’accordo anche il consigliere Marco Squarta, sono dieci i punti sintetici che sarebbero “determinanti per lo sviluppo socio economico, turistico e attrattivo di investimenti, per l’Umbria, in termini di marketing territoriale: valorizzare l’aeroporto in modo che la società di gestione Sase includa i privati per il 40 per cento possibilmente coinvolgendo compagnie aeree e tour operator; collegare l’aeroporto con lo scalo aereo di Roma Fiumicino attraverso sistemi ferroviari e su gomma veloci (non solo con l’attuale linea aerea); sviluppare i sistemi di collegamento fra Terni e Roma anche potenziando la direttrice verso il mare (Civitavecchia); portare la stazione ad alta velocità ferroviaria nel baricentro dell’Umbria vicino all’aeroporto, dove si attesteranno anche le nuove strade della quadrilatero Umbria Marche che ci collegheranno con il mare adriatico, ed evitare la stazione fuori dall’Umbria in Toscana; considerare fondamentale il progetto di variante ferroviaria ad alta velocità Orte Falconara anche per connettere meglio l’Umbria, per un potenziale di 400 mila residenti, e i territori di Gubbio, Gualdo Tadino, Perugia Assisi, Foligno Spoleto; utilizzare le linee ferroviarie esistenti, migliorandole, al fine di far transitare più treni veloci ‘Freccia Argento’ e ‘Freccia Bianca’;  valorizzare la Ferrovia Centrale Umbra con investimenti per migliorare le infrastrutture e i convogli, anche utilizzando i treni/tram da impiegare anche nelle città dell’Umbria; riqualificare e mettere in sicurezza la strada E 45, senza pedaggio, trasformandola anche in un asse attrezzato, come la FCU, e informativo per attrarre e smistare i flussi, economici e turistico culturali, verso gli itinerari minori; dare priorità nazionale, coinvolgendo anche il Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, al ‘nodo’ di Perugia, variante stradale esterna per evitare le gallerie, quale progetto strategico regionale e urgente per la mobilità nazionale fra il sud e  nord del paese; migliorare tutte le strade e il trasporto pubblico locale (spostamenti casa lavoro e casa scuola) anche utilizzando le nuove tecnologie per rilevare in tempo reale i flussi (la domanda) e modulare l’offerta (in particolare sistemi su gomma) nonché prevedere un biglietto integrato per utilizzare l’intero sistema trasportistico su ferro, gomma, mobilità alternativa e parcheggi”.
Per Giacomo Leonelli, “siamo veramente ad un passo verso il compimento di uno strumento importantissimo. In Umbria ci sono già cantieri ed una serie di opere ancora aperte che si vanno ad unire ad un rilevante lavoro fatto sull’aeroporto negli ultimi cinque anni. La fermata dell’Alta velocità Medioetruria collocata tra Firenze e Roma, le due città italiane più visitate, ci consente di affacciarci su panorami ancora insufficientemente battuti portando vantaggi alla nostra economia anche attraverso il turismo. È chiaro che all’alta velocità vanno legati miglioramenti infrastrutturali per il raggiungimento della stazione, a partire dalla strada del Trasimeno, ma anche del tratto ferroviario, attraverso l’intensificazione dei collegamenti. Per quanto concerne l’aeroporto, importante il ragionamento sulla previsione in corrispondenza dello scalo ferroviario. In tema di infrastrutture stradali la criticità principale è rappresentata dal ‘nodo’ di Perugia che va sganciato dal progetto della E45. Quella E45 che rappresenta un tracciato strategico per l’Umbria, oggi diventata un corridoio veloce per autoarticolati e traffico pesante. Nessuno vuole mettere i ‘bastoni fra e ruote’ alle imprese del territorio alle prese con una fortissima crisi. Però serve una struttura sicura e veloce. Per questo serve fare un ragionamento su come chi ne fa una mera attività di attraversamento possa contribuire. Emergono preoccupazioni sulla Fcu e sul Tpl. Il problema è che l’offerta non rappresenta una opportunità di mobilità alternativa. Bisogna immaginare un sistema sempre più di stampo europeo e meno provinciale. Le ipotesi di smantellamento della Fcu spero non vengano mai prese neanche in considerazione”.
La parola è poi passata al consigliere del M5S, Andrea Liberati, il quale ha affermato: “si tratta di un Piano che punta ancora sulla gomma, mettendo a rischio la sopravvivenza della ex FCU per la quale infrastruttura, negli ultimi anni, non sono stati effettuati gli interventi di cui aveva bisogno. Una FCU scavalcata da un servizio di autobus potenziato che prevede al riguardo ‘l’attrezzaggio della sede stradale per la loro fermata, inclusa la viabilità principale’. La Fcu potrebbe essere salvata solo se ottimizzata, rilanciandola  anche per il trasporto merci. In merito alla E45, viene percorsa da camion extraregionali quale corridoio gratuito e alternativo alla A 1. Provocano inquinamento (black carbon) e distruggono l’infrastruttura, aumentando di molto il numero di incidenti il cui peso è oltre la media nazionale. Questo flusso di camion extraregionali (quasi il 20 per cento del totale) deve caricarsi dei costi della della devastazione. Solo così potrà essere contenuto il numero dei Tir e mettere in atto gli interventi necessari per la manutenzione dell’infrastruttura. Bisogna puntare sulla sostenibilità ambientale come ritorno di immagine per l’Umbria, accompagnando tutti i processi necessari”.
Per Silvano Rometti, “la ferrovia è il vero punto infrastrutturale debole. Bisogna reperire risorse per ammodernare la Foligno-Perugia e proseguire sulla Perugia-Terontola. Servono nuova tecnologia e nuovo materiale rotabile oltre ad intervenire direttamente sull’infrastruttura. Sull’allacciamento all’Alta velocità è importante non litigare sul luogo che deve essere individuato attraverso parametri certi legati ad una sufficiente massa critica. Bene i passi in avanti fatti per quanto riguarda le strade. In questa legislatura dobbiamo puntare con forza a togliere il nodo di Perugia. Per la mobilità alternativa è necessario aiutare i Comuni a gestire e sostenere meglio questa tipologia di spostamento. Per il trasporto pubblico locale auspico una gara unica con il trasporto scolastico”.
Tasto dolente quello della Fcu di Città di Castello e Umbertide, a proposito della quale ha preso la parola Valerio Mancini di Lega Nord: “le infrastrutture di cui disponiamo vanno gestite al meglio. Vanno trovate le risorse per le emergenze. La chiusura del tratto della Fcu da Città di Castello ad Umbertide ha causato disservizi a studenti e lavoratori. Sarebbe auspicabile prevedere sconti sugli abbonamenti degli utenti. La politica è poi chiamata a trovare soluzioni appropriate affinché la Fcu possa trasportare anche le merci. È anacronistico il non collegamento con le piastre logistiche. In merito alla Alta velocità, è funzionale soltanto se il collegamento viene previsto al centro dell’Umbria. I progetti infrastrutturali non sono mai stati fatti con una visione globale tra rete ferroviaria e stradale. Per la Fcu sarebbe il caso di affidarsi alle Ferrovie italiane, farla gestire cioè da chi lo fa per mestiere. Per la strada E78 vorrei rimarcare il fatto che non serve una grande infrastruttura, serve soltanto aprire con urgenza la galleria della Guinza per il traffico leggero”.

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