Pesca, con le Marche ora scoppia la "Guerra delle trote" - Tuttoggi

Pesca, con le Marche ora scoppia la “Guerra delle trote”

Redazione

Pesca, con le Marche ora scoppia la “Guerra delle trote”

Scongiurato il posticipo dell'apertura, dalla regione limitrofa si chiede di cambiare i prossimi ripopolamenti | Lanari (Libera Pesca) "Giù le mani falla trota fario, eccellenza dell'Umbria"
Sab, 27/01/2018 - 12:16

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Pesca, con le Marche ora scoppia la “Guerra delle trote”

Scongiurata l’apertura posticipata della pesca, dopo la seduta della Consulta regionale ed il successivo annuncio dato dall’assessore Cecchini, un’altra “insidia” a chi pesca nel Cuore verde d’Italia arriva dalle Marche. Dalla vicina regione, infatti, si spinge per favorire sui corsi d’acqua del centro Italia il ripopolamento della trota Mediterranea macrostigma a discapito della tradizionale trota fario.

Ma la trota fario – spiega Mario Lanari, il rappresentante della Libera Caccia e Pesca in seno alla Consulta umbra – è ormai un’eccellenza che caratterizza i fiumi della Valnerina e del resto dell’Umbria. Limitare progressivamente la presenza di questa specie nei nostri corsi d’acqua non solo non avrebbe senso, ma arrecherebbe un danno alla nostra regione”.

Tra l’altro, modificare il ripopolamento dei nostri corsi d’acqua richiederebbe un tempo troppo lungo. Con il rischio, quindi, di non trovare per anni un’adeguata fauna ittica nei fiumi dell’Umbria. E il solo motivo, sembra, sarebbe quello di venire incontro ai ritardi ed agli interessi delle Marche, dove si alleva la trota Mediterranea che dovrebbe “scacciare” la fario.


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In Umbria, invece, il ripopolamento annuale è stato attuato come da programmazione. Ed anche per questo decidere di ritardare l’apertura della pesca, a poche settimane dalla data fissata del 25 febbraio, sarebbe risultata incomprensibile. Una proposta, anche in questo caso, argomentata a seguito di alcuni studi sui tempi della riproduzione effettuati dall’Università di Perugia, ma che era rimbalzata dalle Marche, dove si spingeva perché anche l’Umbria posticipasse l’apertura.

Una proposta che all’interno della Consulta umbra aveva trovato sponda in due associazioni, provocando le proteste anche del Comitato delle attività commerciali del settore pesca, che avrebbero subito un danno economico. Ed ora, presumibilmente, anche le Marche – come già avevano fatto Lazio, Toscana e Abruzzo – dovranno mantenere l’apertura alla tradizionale ultima domenica di febbraio.

Nella nota dell’Assessorato si riconosce tuttavia la validità delle motivazioni tecnico-scientifiche per adeguare i tempi della pesca alle mutate condizioni della riproduzione della trota e si annuncia che sarà avviato l’iter amministrativo per spostare il periodo di pesca, già dall’anno prossimo, dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre. Del resto, le associazioni contrarie al posticipo così repentino si erano dichiarate favorevoli a valutare lo spostamento delle date per il prossimo anno, così da dare il tempo, ai pescatori ed agli operatori economici del settore, di programmare adeguatamente le proprie attività.

Nel decidere di lasciare invece tutto inalterato per il 2018, l’assessore regionale Fernanda Cecchini ha accolto in particolare le osservazioni della Libera Caccia e Pesca, che aveva anche sottolineato come il posticipo avrebbe arrecato un danno economico all’area della Valnerina, già pesantemente segnata dalla crisi sismica. “Ringraziamo l’assessore per la sensibilità dimostrata e per la serietà con cui ha affrontato questo delicato tema” ha commentato Mario Lanari al termine della seduta della Consulta.

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