È comparsa nelle scorse notti, nel centro storico di Perugia, una nuova opera di street art che prova a squarciare il velo dell’indifferenza. L’autore è Noone, artista noto per i suoi lavori dal linguaggio duro e senza compromessi. Stavolta la scena ritrae un bambino affamato, emaciato, che emerge agonizzante dal celebre cerchio dei Looney Tunes. Sopra la sua testa campeggia la storica frase “That’s all folks”, ma tracciata con filo spinato: sulla prima lettera pende un brandello di stoffa macchiato di sangue, che richiama un indumento strappato, o forse una bandiera bianca di resa. L’opera è un cortocircuito visivo che unisce l’immaginario rassicurante dei cartoni animati all’orrore della fame e della guerra. Il piccolo stringe con le ultime forze una ciotola, pronta a scivolargli dalle mani, mentre sotto di lui, fuori dalla scena, si trova Bugs Bunny: sereno, sorridente, ha in mano una carota che si appresta a mordere e sembra completamente estraneo al dramma. Un dettaglio che amplifica il contrasto, trasformando il celebre coniglio in simbolo dell’indifferenza globale di fronte alle crisi umanitarie. La frase che per generazioni ha chiuso le risate dei cartoni “That’s all folks” (è tutto, gente.) diventa così un macabro epitaffio: lo spettacolo è alla fine, e c’è poco di cui essere divertiti. L’opera, potente e disturbante, si impone come un grido visivo nelle strade della città e non concede spiragli di speranza, ma parla di fame, guerra e indifferenza, parole che emergono con forza dal simbolismo dell’immagine e che travalicano i confini dell’arte urbana per farsi denuncia universale. Noone, figura sempre più magnetica e significativa nella scena della street art italiana, sembra invitare l’osservatore a reagire rispetto all’insopportabile indifferenza che circonda la nostra società e a non relegare la tragedia dei più deboli a semplice sfondo, a mera scenografia di un cartone animato.
Luogo: Via ritorta, Perugia