di Francesco De Augustinis
Casa del Diavolo (Pg) – Ancora oscure le cause che hanno determinato il decesso della ragazza 25enne, Elisa Benedetti di Città di Castello, il cui corpo è stato trovato stamani sull'argine di un torrente tra i campi di Civitella Benazzone, nelle vicinanze di Casa del Diavolo, nella periferia nord di Perugia. Sebbene gli inquirenti che stanno facendo luce sul caso mantengano il massimo riserbo sulle cause del decesso, trapela in queste ore che le indagini potrebbero indirizzarsi verso l'accertamento delle reali condizioni psicofisiche della ragazza che aveva trascorso buona parte della serata, fino alle una circa, con la sua amica del cuore Vanessa C. e successivamente anche con alcuni ragazzi di origine magrebina. Quello che viene dato per certo è che la ragazza si sarebbe persa nell'area boschiva dove è stata ritrovata l'auto e avrebbe proseguito a piedi in un fortissimo stato confusionale.
Ma c'è un dato in queste ultime ore più importante, ai fini dell'inchiesta giudiziaria: la pista della violenza sessuale che era stata finora suggerita anche dalla telefonata al 112 dell'una di notte, con cui la giovane aveva detto di essersi persa e di essere stata violentata, sembra essere considerata dagli inquirenti poco verosimile. Tutte le ricostruzioni sin'ora fatte fanno pensare che la ragazza fosse sola nel bosco così da escludere eventuali addebiti ai ragazzi di origine magrebina su cui in un primo momento si erano focalizzate le attenzioni degli inquirenti.
Stamattina il corpo della ragazza è stato trovato su un argine dello stesso fiume nei pressi del quale ieri era stata individuata la sua vettura, una Punto grigia, a circa 500 metri di distanza. Al momento del ritrovamento la ragazza era vestita, e con i soli pantaloni arrotolati sopra le ginocchia, probabilmente a causa del fango di cui erano inzuppati e della fitta vegetazione in cui la giovane avanzava. Le ragioni del ritardo delle ricerche, durate quasi più di un giorno, sono da imputarsi a quanto si apprende alla scarsa visibilità di ieri, dovuta alla nebbia, e ad una prima perlustrazione poco attenta degli argini da parte dei ricercatori, che si sono spinti molto più lontano di quanto fosse necessario.
Poco dopo il ritrovamento, è stato effettuata sul posto una prima ricognizione cadaverica ad opera del medico legale Anna Maria Verdelli, che ha però rimandato la definizione delle cause del decesso all'autopsia, disposta presso l'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove è stata trasportata la salma in elicottero. Per la cronaca l'autopsia è terminata circa due ore fa.
Le attività di ricerca sono state seguite sia oggi che ieri da un folto gruppo di amici e da alcuni parenti della vittima, in attesa di notizie presso la Casa del Popolo di Casa del Diavolo, dove è stato allestito un centro operativo per le ricerche, nel quale era presente anche il padre della vittima, Osvaldo. La ragazza infatti dopo la scomparsa della madre per un male incurabile, era tornata a vivere insieme con il fidanzato a casa del padre. Una tragedia familiare che l'aveva molto scossa secondo i racconti dei parenti.
Le indagini degli inquirenti tenteranno adesso di stabilire, tramite un secondo interrogatorio, la veridicità della versione data in un primo momento dall'amica 27enne della vittima,Vanessa C., che aveva detto di aver visto la ragazza partire da sola alla guida dell'auto dopo che sabato sera avevano avuto insieme un incidente sulla E45 all'altezza dello svincolo di Ponte Felcino.
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(modificato h 18.35)