Perugia, all'Immaginario Fest si parla di Crowdfunding / Progettualità e innovazione per imprese e Start Up - Tuttoggi

Perugia, all'Immaginario Fest si parla di Crowdfunding / Progettualità e innovazione per imprese e Start Up

Redazione

Perugia, all'Immaginario Fest si parla di Crowdfunding / Progettualità e innovazione per imprese e Start Up

Sab, 23/11/2013 - 17:38

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Andrea Colangelo

L'Immaginario Fest entra nel vivo: ieri sera (22 novembre, ndr), nella splendida location della Rocca Paolina di Perugia, si è tenuto un incontro dedicato al Crowdfunding, un nuovo modello di finanziamento molto in voga oltreoceano, ma poco conosciuto qui in Italia.

Che cos’è – Crowdfounding è una parola composta da “crowd” che significa folla e da “founding”, ossia finanziamento. Da questa traduzione letterale dall’inglese, si deduce che si tratta di una vera e propria “colletta” via internet: un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro per sostenere progetti culturali o lanciare l’imprenditoria innovativa, anche conosciute come le famose start up. Tecnicamente è un processo di finanziamento dal basso che usa come mezzo la rete e il web, creando piattaforme che permettono l’incontro dei soggetti coinvolti in un progetto, appunto, di crowdfunding. Si tratta dunque di siti web che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove progetti e l’offerta di denaro da parte degli utenti. L'edizione 2013 dell'Immaginario Fest, incentrata sul tema della cultura intesa come bene comune, diritto e opportunità per una generazione di nuovi talenti, incontra dunque questo nuovo modello di raccolta fondi, utile a trovare finanziatori per nuove idee. Se nel resto del mondo questo modello di raccolta fondi è usatissimo (basti ricordare, ad esempio, la campagna per le presidenziali del 2008 di Barack Obama negli Stati Uniti), in Italia è ancora poco usato e non tutti comprendono ancora il suo funzionamento.

Ad aprire il dibattito è stato Jacopo Fo, figlio del più noto Dario, che attraverso il racconto del suo progetto “Libera Università di Alcatraz”, ha invitato a concepire un modello alternativo a quello classico industriale, una nuova modalità di fare impresa, un’economia sostenibile incentrata sulla ricerca e sullo sviluppo di nuove tecnologie strettamente collegate al’ambiente e al sociale, così da coinvolgere più cittadini possibili. L'incontro ha poi visto la testimonianza di alcuni progetti realizzati grazie al crowdfunding, i cui promotori provengono da varie parti d'Italia.

La prima è l’associazione Produzioni dal Basso, nata nel 2005, stesso anno del debutto di Youtube. Lo scopo di questa piattaforma è quello di offrire uno spazio a tutti coloro i quali vogliano proporre il proprio progetto tramite il sistema delle produzioni dal basso, ossia con il metodo di raccolta fondi e finanziamenti attraverso una sottoscrizione popolare. In questo modo chi propone un'idea può rendersi conto dell'interesse potenziale che può attirare la sua proposta e può coprirne le spese per la produzione. Lo scopo del sito è quello di proporre un metodo nuovo, discutere e ridiscutere l'autoproduzione. Una piattaforma molto simile a Produzioni dal Basso è il progetto BuonaCausa.org, un ethic network dedicato alle buone cause e ai progetti che richiedono sostegno, che consente ad associazioni, testimonial, aziende, donatori e attivisti di collaborare su iniziative e progetti di valore sociale.

Hanno poi preso la parola i due rappresentanti del progetto Pubblico Bene, che a differenza dei due precedenti, sperimenta un giornalismo d'inchiesta finanziato dai lettori, per un’informazione indipendente e libera che si basa sulla partecipazione dei lettori e dei giornalisti. Nato dall’iniziativa di un gruppo di persone attive da anni nell’ambito della comunicazione, del giornalismo, della cultura e dell’università, Publico Bene parte dall’Emilia Romagna, ispirandosi alle esperienze del cosiddetto community funded reporting, ossia appunto il giornalismo d'inchiesta finanziato dai lettori e dagli utenti. Fonte primaria di ispirazione è stata l’esperienza pionieristica di Spot.Us, sito web californiano che applica il crowdfunding al giornalismo. Saranno dunque i lettori, i singoli e le organizzazioni a indicare i temi da sviluppare ai professionisti e freelance chiamati a realizzare i reportage. Il formato prediletto è il video, ma vengono condotte anche inchieste scritte, reportage radiofonici, fotografici o in altri formati creativi che rispondano ai criteri di interesse, qualità, novità e indipendenza.
L’ultimo progetto illustrato è stato Finanziami il tuo futuro, uno strumento innovativo volto alla promozione e alla diffusione di nuove progettualità per lo sviluppo del territorio. L'idea nasce dalla necessità di integrare e rivitalizzare i settori produttivi dell'economia locale attraverso l'innovazione e la creatività dei giovani del territorio: nella forma di “local crowdfounding”, si rivolge infatti ai giovani di età compresa dai 18 ai 35 anni, residenti nei Comuni di Alberobello (Ba), Cisternino (Br), Locorotondo (Ba), Martina Franca (Ta), Noci (Ba) e Putignano (Ba).

Una rivoluzione ? – Qualcuno forse ricorderà come sono nati i primi blog: piccole gocce d'acqua in un grande oceano, che, agli inizi del nostro secolo, in pochi conoscevano, e che invece, con l'andare del tempo, hanno cambiato il nostro modo di comunicare. Così come la rete e il web stanno plasmando il nostro modo di vivere, grazie anche all'utilizzo che facciamo dei social media: una rivoluzione sociale, il cui prossimo passo potrebbe essere proprio la cooperazione economica attraverso il crowdfounding.

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