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Paura Ebola, tornato a casa perugino ammalatosi dopo l’Africa

Redazione

Paura Ebola, tornato a casa perugino ammalatosi dopo l’Africa

Dopo i test negativi la grande paura è passata, ora sta bene
Mer, 08/07/2015 - 11:30

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Paura Ebola, tornato a casa perugino ammalatosi dopo l’Africa

E’ stato dimesso dopo 10 giorni di ricovero presso l’Ospedale Spallanzani e ha fatto ritorno a casa,  in Umbria, il giovane professionista che  alla fine dello scorso mese di Giugno aveva manifestato sintomi riconducibili  al virus dell’Ebola e che in via precauzionale era stato appunto trasferito dal  S. Maria della Misericordia  all’Ospedale romano.

L’uomo, di cui per motivi di privacy  sono sempre state fornite solo informazioni  generiche, si era presentato  in piena notte  al Pronto Soccorso di Perugia  accusando  febbre alta  e comunicando il suo recente rientro dall’Africa, ed esattamente dalla Sierra Leone. Immediatamente  è scattato il piano di emergenza  con  ricovero  in isolamento nella struttura complessa  di Malattie Infettive diretta dal  Prof. Franco Baldelli.

Il trasferimento del paziente è stato deciso  in accordo con i sanitari  dello Spallanzani, a seguito di dati  anamnestici e di altre informazioni di carattere clinico. I test per accertare un eventuale  contagio dal virus Ebola sono stati eseguiti a distanza di  48 ore  uno dall’altro ed entrambi si sono rivelati negativi. La piena collaborazione  tra i sanitari delle due strutture ospedaliere hanno permesso di comunicare in tempo reale l’esito delle analisi  che hanno rasserenato sia i  familiari  del paziente che gli operatori sanitari, che  pure avevano adottato tutte le precauzioni del caso, nel pieno rispetto dei protocolli  emanati dal Ministero della Salute. Gli esami di laboratorio hanno permesso di effettuare diagnosi di “Malaria da P. Falciparum”, che ha richiesto terapie importanti per  più di una settimana.

Da ieri  l’uomo, perfettamente guarito, è tornato in famiglia,  ed è pronto a ringraziare gli operatori sanitari del S. Maria della Misericordia, che  con lui sono rimasti costantemente in contatto. Si ricorderà che lo stato d’allarme era scattato il giorno successivo il ricovero del giovane  avvenuto nella notte del 27 giugno scorso.   Una vicenda che ha messo in allarme le strutture sanitarie del S. Maria della Misericordia, che pure avevano attuato il piano  di emergenza , che prevede il totale isolamento del paziente ed il suo trasferimento in strutture ospedaliere specializzate, come appunto l’Ospedale Spallanzani di Roma.


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