"Patto" istituzionale per la legalità tra Prefettura e Comune di Città di Castello - Tuttoggi

“Patto” istituzionale per la legalità tra Prefettura e Comune di Città di Castello

Redazione

“Patto” istituzionale per la legalità tra Prefettura e Comune di Città di Castello

E' il primo atto ufficiale del sindaco Bacchetta dopo la riconferma elettorale
Lun, 27/06/2016 - 17:48

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Un “patto” istituzionale per la legalità e prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale che rafforza le misure e gli strumenti legislastivi in materia di appalti pubblici, urbanistica ed edilizia, sicurezza sul lavoro, commercio, contrasto all’immigrazione irregolare. E’ questo il protocollo d’intesa di dieci articoli che è stato sottoscritto questa mattina (ndr lunedi 27 giugno) presso la sala consiliare del Comune di Città di Castello, tra Prefettura di Perugia e Comune, alla presenza del Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Gianpiero Bocci, del sindaco, Luciano Bacchetta e dei rappresentanti provinciali e locali delle forze dell’ordine presenti ed operativi nel territorio, attori principali di questa importante intesa.

Un protocollo di legalità, come si legge nella premessa, “finalizzato alle attività di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, in particolare attraverso l’estensione delle cautele antimafia – nella forma più rigorosa delle “informazioni” del Prefetto – all’intera filiera degli esecutori e dei fornitori, ed agli appalti di lavori pubblici sottosoglia […]”.

Con orgoglio e soddisfazione, – ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta, in apertura degli interventi ufficiali che hanno preceduto la firma del protocollo quello di oggi è il primo atto ufficiale di questa nuova legislatura, che mercoledi prossimo in consiglio comunale si aprirà ufficialmente. Credo di poter rappresentare il sentimento e la gratitudine di tutta la città e dei cittadini nei confronti del Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, del sottosegretario Gianpiero Bocci e dei rappresentanti provinciali e locali di tutte le forze dell’ordine che la nostra città ha il privilegio di ospitare nelle rispettive strutture operative, con le quali quotidianamente collaboriamo e ci rapportiamo per ogni questione riguardante la salvaguardia, la tutela dei cittadini ed il controllo del territorio stesso”.

Oggi, con la sigla di questa intesa sinergica ai massimi livelli dello Stato si consuma un ulteriore e significativo passaggio di rafforzamento della cultura della legalità che in precedenza ha visto proprio nella nostra città, partecipate e coinvolgenti iniziative, anche a livello scolastico e giovanile, con il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone e con il Procuratore Generale Fausto Cardella

Dal canto suo, il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, ha sottolineato l’impegno delle istituzioni nel sottoscrivere atti negoziali tra lo Stato centrale: “Occorre – ha detto – rimettere al centro la capacità di dialogo e cooperazione in tema di sicurezza e prevenzione, con le varie attività messe in campo dalle forze di polizia dello Stato. Fondamentale un monitoraggio costante che garantisca la mappatura dei vari fenomeni e tentativi per poterli stroncare sul nascere, che a volte possono verificarsi anche nella Regione Umbria, particolarmente in alcuni settori come edilizia, appalti, commercio, ambiente. Quello di Città di Castello è un ulteriore passo in avanti verso la copertura pressochè totale del territorio provinciale in chiave di legalità e prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale”.

Prima delle conclusioni del sottosegretario Gianpiero Bocci, sono intervenuti i rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine presenti al completo nell’aula consiliare accanto ai responsabili locali. Il questore di Perugia, Carmelo Gugliotta, il comandante provinciale dell’arma dei Carabinieri, Cosimo Fiore, il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Paolo Lepore e del Gruppo di Perugia della Guardia di Finanza, Alessandro Freda, che hanno ribadito la “validità di strumenti innovativi come i numerosi protocolli sottoscritti fino ad ora dalla stragrande maggioranza degli enti locali, che mettono in rete lo Stato, rappresentato a tutti i livelli, con chi opera sul territorio per prevenire e fronteggiare infiltrazioni criminali, irrobustendo e rafforzando nei cittadini il senso e la cultura di legalità che non deve mai venire meno per ottenere, come sta accadendo in varie zone, importanti risultati”.

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