In palestra durante l’orario di lavoro in Comune, a processo

In palestra durante l’orario di lavoro in Comune, a processo

La dipendente dovrà restituire sei mensilità, ma la somma potrebbe lievitare per i danni all’immagine

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Potrebbe ritrovarsi a dover risarcire circa ottomila euro la dipendente comunale pizzicata dai carabinieri ad andare in palestra durante l’orario di lavoro.

I fatti contestati sono accaduti il 20, 22, 27 e 29 marzo 2017: secondo le indagini, la donna avrebbe falsamente attestato di uscire dal lavoro alle 18, staccando però un’ora prima. Grazie anche alle immagini delle telecamere, è stato appurato che la donna staccava un’ora prima, lasciando che a occuparsi dei turisti fosse una tirocinante.

Per la procura della Corte dei Conti, la dipendente dovrebbe restituire sei mensilità, circa 8.000 euro, ma la somma potrebbe lievitare se si terrà conto anche dei danni di immagine all’ente. Il legale della donna ha sottolineato, di fronte ai giudici nell’udienza che si è tenuta durante questa settimana, che la richiesta è spropositata.

A decidere, saranno i giudici contabili; nel settembre 2017, la dipendente era comunque già stata licenziata dal Comune in virtù del decreto Madia, che permette provvedimenti senza dover attendere l’esito del processo penale.

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