Otto marzo, Città di Castello lancia la ‘Carta dei diritti della bambina’

Otto marzo, Città di Castello lancia la ‘Carta dei diritti della bambina’

L’iniziativa è stata illustrata in quanto “essenziale a consolidare un senso comune dei diritti delle donne”, ecco gli altri appuntamenti

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Si è aperto con la presentazione della Nuova Carta dei Diritti della Bambina la Giornata internazionale della donna di Città di Castello. Nella Sala della Giunta erano presenti l’assessore alle Pari Opportunità Luciana Bassini e la collega di Giunta Monica Bartolini, la consigliera comunale Benedetta Calagreti, che ne proporrà al Consiglio l’approvazione, la consigliera Francesca Mencagli e Antonella Brizi, presidente di Fidapa Alta Valle del Tevere, accompagnata dalla vicepresidente Romanella Gentili Bistoni e da altre esponenti del club, promotore della Carta.

L’iniziativa è stata illustrata in quanto “essenziale a consolidare un senso comune dei diritti delle donne e del loro ruolo nella società in un momento in cui si leggono tendenze di segno contrario, tentennamenti o peggio rilettura del cammino di emancipazione femminile e parità di genere”. La Carta nasce a durante il Congresso della BPW Europa, Business and Professions Women, associazione a cui appartiene Fidapa, tenutosi a Reykjavik nel 1997, a seguito di un seminario tenuto da Janice Brancroft sul tema “Il futuro della bambina in Europa” e della drammatica condizione femminile denunciata a Pechino nella Conferenza mondiale sulle donne del 1995.

Ispirata alla Convenzione Onu sui Diritti del fanciullo del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la Carta dei diritti della Bambina li distingue in termini di caratteristiche e bisogni, riguardanti diverse connotazioni fisiche ed emozionali.

Dopo circa 20 anni, l’originaria Carta dei diritti della bambina deve essere aggiornata, in considerazione delle leggi sopravvenute in tutto il mondo e del fatto che ciò che prima era solo una speranza, ora è un diritto! La Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere aiutata, protetta fin dalla nascita e formata in modo che possa crescere nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri contro ogni forma di discriminazione” hanno spiegato Antonella Brizi e Romanella Gentili Bistoni mentre la Bassini ha ribadito l’intenzione di “accelerare il percorso in consiglio, anche come segnale di attenzione al tema della questione femminile”.

Nel pomeriggio la Giornata internazionale della Donna proseguirà con la presentazione, alle 18, presso l’Oratorio degli Angeli del libro “Adele Costa Gnocchi, un’antesignana dell’educazione, dalla vita prenatale al bambino di tre anni” di Stefania Rossi Barilozzi. Infine il Club 8.3 organizza la cena dell’Otto Marzo alla Sala degli Specchi, ore 20.30. Grande successo per l’anteprima dell’Otto Marzo, ieri sera (giovedì 7 marzo), al Teatro degli Illuminati, dove il soprano Gabriella Zanchi è stata la protagonista dello spettacolo promosso dall’Associazione di danza classica e moderna Diamante Renzini e da Cordillera Blanca “Sempre libera”. Il ricavato è stato devoluto alle missioni del Perù dove lavorano volontari italiani ed in particolare Sandra Topi, che ha ricevuto una targa per la valorizzazione della figura femminile nella sua attività a favore dell’istruzione delle bambine. Riconoscimento analogo anche ad Alessandra Carmignani, direttrice della scuola “Diamante Renzini” per la sua opera di insegnamento, divulgazione e promozione della danza ed in particolare della danza classica.

Testo – La Nuova Carta dei Diritti della Bambina del 2016

Ogni bambina ha il diritto: Articolo 1 Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità. Articolo 2 Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico. Articolo 3 Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste. Articolo 4 Di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali. Articolo 5 Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole. Articolo 6 Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile. Articolo 7 Di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo. Articolo 8 Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età. Articolo 9 Di non essere bersaglio, né tanto meno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.

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