Ospedale, sindaco Foligno apre a Spoleto “asse strategico”. Politica divisa - Tuttoggi

Ospedale, sindaco Foligno apre a Spoleto “asse strategico”. Politica divisa

Carlo Ceraso

Ospedale, sindaco Foligno apre a Spoleto “asse strategico”. Politica divisa

Dom, 18/04/2021 - 14:03

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Sindaco di Foligno apre a Spoleto sul 3° polo sanitario. Fake news, domani novità. Politica divisa, tra chi incita la piazza e chi sceglie dialogo costruttivo

Il Sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, apre alla città del Festival sul tema del terzo polo sanitario umbro, e quindi del futuro del nosocomio di Spoleto,  parlando di un “asse strategico” tra le due città.

E’ la prima, reale e seria notizia che arriva dopo la caduta della giunta De Augustinis sul tema dell’ospedale di Spoleto in cui è ormai evidente che le forze politiche sono divise letteralmente in due: da una parte tutti i principali partiti impegnati su diversi tavoli per affrontare la tematica, dall’altra qualche lista civica e associazione che, cavalcando la dietrologia e il populismo sulla scorta spesso di fake news, invoca invece la piazza.

Foligno c’è per Spoleto

L’intervento del primo cittadino di Foligno è arrivato sabato mattina grazie all’ultimo confronto organizzato tra alcuni sindaci (presenti quello di Trevi Bernardino Sperandio e di Giano Manuel Petruccioli) dal City forum Spoleto del portavoce Sergio Grifoni.

Non conosco il redigendo Piano sanitario regionale” ha detto l’avvocato Zuccarini “ma ho sempre ritenuto l’asse Spoleto – Foligno strategico per questa parte dell’Umbria. In tal senso abbiamo già esperienze importanti come la Vus SpA, è ovvio che anche il tema dei servizi sanitari dovrà seguire la stessa logica. Per me è naturale che Spoleto abbia un ruolo fondamentale nella realizzazione con Foligno del terzo polo sanitario della regione, nell’ottica di una razionalizzazione ed equa ridistribuzione dei servizi. Su questo c’è la massima disponibilità della città di Foligno a ragionare su come assegnare le varie branche della medicina ai due presidi” ha concluso Zuccarini.

L’apertura del sindaco, molto ascoltato dai vertici della Lega regionale e dalla stessa Governatrice Donatella Tesei, rappresenta una vera novità, atteso che i rapporti tra le due città – non molto tempo fa forti grazie ai proficui contatti tra il compianto Cardarelli di Spoleto e il collega Mismetti di Foligno (i due nominarono 6 saggi che relazionarono un interessante documento per l’integrazione dei due ospedali) – si erano interrotti bruscamente dopo alcune divergenze tra Zuccarini e De Augustinis.

Il City forum incassa così un’altra bandierina da mettere sullo scacchiere delle trattative, dopo la conferma della presidente della Commissione sanità in Regione, la consigliera Eleonora Pace, che il CF sarà invitato alla discussione del Psr.

Fake news, domani novità

Intanto la cittadinanza si trova stordita tra fake news rilanciate con l’unico obiettivo di tener alta la tensione (non bastasse il terribile periodo dettato dalla pandemia) e chi riporta notizie solo dopo averle verificate.

Così la notizia di un reparto di terapia intensiva (di 5 posti letto) chiuso per mancanza di pazienti e uno dei 3 di medicina generale per ugual motivo – come l’aveva verificata e pubblicata Tuttoggi – anziché essere accolta come un primo, modesto segnale di ritorno alla normalità, seppur tra i tanti problemi di carenza di personale sanitario, viene cavalcata da urlatori e urlatrici che senza il problema dell’ospedale non avrebbero di meglio da offrire per la propria propaganda elettorale.

Sulla vicenda sarebbe stato opportuno, al fine di fare chiarezza, un tempestivo intervento della direzione sanitaria o della Asl. Appuntamento rimandato a domani mattina, lunedì 19 aprile, quando sarà la direzione generale regionale sanità a fare il punto della situazione.

A quanto può anticipare Tuttoggi, tale nota dovrebbe confermare i motivi che hanno portato alla decisione di chiudere alcune stanze (5 in tutto) dei due reparti, ovvero l’abbassamento della curva epidemiologica e la minor presenza di degenti, e il ritorno di alcuni servizi sanitari. C’è di più. Medicina 2 stamani poteva contare sulla disponibilità di 8 posti letto, a conferma che l’emergenza si sta attenuando (restano a pieno regime Medicina 3 e Intensiva 1).

Il tutto in linea con quanto aveva ratificato la Presidente Tesei con l’Ordinanza di novembre scorso, anche se c’è da fare i conti con un virus che da un momento all’altro potrebbe innescare una quarta o quinta ondata.

Partiti e liste al lavoro

Di queste ore la presa di posizione della Lega Spoleto che annuncia di mantenere fitta l’interlocuzione con la Regione. “Stiamo lavorando quotidianamente con la regione Umbria, con un’interlocuzione costante e proficua per riportare alla normalità tutti i servizi dell’Ospedale San Matteo degli Infermi” scrivono i neoreferenti locali di Salvini, Andrea Borgotti e Fabio Mosciatti.

Vogliamo tranquillizzare la cittadinanza e tutti quelli che cercano di strumentalizzare la vicenda a fini politici, cercando soltanto di fare propaganda: a Spoleto, nessuno vuole smantellare nulla e nessuno vuole depauperare il presidio ospedaliero spoletino. Spoleto tornerà ad essere protagonista assoluta per quanto riguarda la salute ed i servizi ospedalieri offerti alla cittadinanza. Siamo consapevoli dell’importanza del nosocomio per la città e per tutto il territorio. E’ un presidio fondamentale per la comunità e ci stiamo impegnando affinché tutti i servizi vengano potenziati. Dobbiamo garantire qualità e tempestività. La priorità della Lega e dell’amministrazione regionale è quella di ripristinare, quanto prima, tutti i servizi temporaneamente sospesi e di riconvertire il San Matteo degli Infermi, a come era prima dell’emergenza”.

In linea con la Lega, a dimostrazione che alcune forze preferiscono mantenere contatti diretti con la Regione e le Asl, arriva la nota dei consiglieri uscenti Gianmarco Profili, Ilaria Frascarelli e Roberto Settimi (Spoleto popolare e Alleanza civica) che, senza fronzoli parlano di “una buona notizia! L’Ospedale di Spoleto, grazie ad un importante calo dei ricoveri, ha chiuso due reparti, uno di quelli di medicina e l’altro dei due di terapia intensiva. La chiusura segna l’inizio di quel percorso tanto atteso che farà recuperare agli spoletini il proprio ospedale. Infatti quando a novembre l’ospedale fu convertito, la presidente Tesei prese l’impegno con una delibera di giunta, di ripristinare tutti i servizi non appena fosse finita l’ emergenza. Orientamento confermato ieri dalla Presidente alla Commissaria dottoressa Tombesi. Certo non si può cantare vittoria, perché sappiamo che il virus è ancora molto presente. Se l’idea fosse stata di chiudere definitivamente l’ospedale, non pensate che invece di chiudere i reparti si sarebbero trasferiti a Spoleto i malati Covid degli altri ospedali? Siamo convinti che con l’ impegno responsabile di tanti, e con la capacità della Politica, con la “P” maiuscola, si ascolteranno le esigenze del territorio spoletino e della valnerina. Ma questo non ci basta. Come abbiamo detto più volte in consiglio comunale, si deve puntare e chiedere attraverso la Regione il superamento del Dm 70 del 2015 che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, promuovendo una giusta integrazione tra gli ospedali di Spoleto e Foligno, altrimenti la riapertura del nostro ospedale sarà una vittoria di breve durata”.

Poi l’attacco a chi propala e cavalca fake news: “Non comprendiamo comunque come questa notizia positiva possa venire stravolta e strumentalizzata e fatta passare come un evento grave in articoli o post allarmistici quando in realtà si può iniziare a intravedere la fine di un incubo, il calo dei ricoveri e il ritorno alla normalità. Lasciamo agli urlatori gli inviti alla piazza, tesi solo ad accaparrarsi un po’ di voti. Noi guardiamo con ottimismo al futuro, crediamo che la Presidente manterrà gli impegni e siamo fiduciosi che le richieste della città saranno presto ascoltate”.

Per le prossime ore è attesa anche una nota del Partito democratico che sta seguendo da vicino l’evolversi della problematica e le soluzioni messe in campo da Asl e Regione. “Non ci facciamo prendere dalla corsa a chi arriva prima sulla notizia, che poi spesso si tramuta in una bufala” dicono i dem “è importante valutare l’andamento epidemiologico e capire se, come sembra, Spoleto può tornare a riaprire i suoi servizi. In questa fase di emergenza riteniamo a dir poco serio che ogni azione venga ponderata sulla base di numeri e situazioni certe“.

La politica che cavalca il sospetto

Chi sembra cavalcare sospetti e complotti è l’ex capogruppo Maria Elena Bececco, che in diversi già danno a candidata sindaco a capo di un nuovo movimento civico (fossero pochi quelli già attivi), con una nota alla stampa piena di interrogativi che la stessa, se non prediligesse la comunicazione di pancia, avrebbe potuto chiarire semplicemente prendendo informazioni dalle autorità deputate. E svolgere così un utile servizio alla cittadinanza. Ma leggiamo: “Qual è il disegno dietro alla sospensione dei reparti di terapia intensiva e medicina dell’Ospedale di Spoleto? Un leggero calo dei contagi da Covid 19 può portare a decidere di chiudere all’improvviso 2 reparti di un Ospedale che è stato sacrificato a Covid hospital privando la cittadinanza di Spoleto e quella di tutti comuni del cratere dell’unico presidio ospedaliero? O questa sospensione dipende dalla mancanza di personale sanitario? Sarebbe gravissimo non aver rinnovato contratti o non aver ricercato professionisti in tempo per garantire l’operatività di questi reparti in un periodo così critico per la salute pubblica. Probabilmente anche il personale sanitario non correrà per venire a lavorare in un Ospedale del quale non vedono un futuro! Oppure siamo di fronte alle prove generali del definitivo smantellamento del San Matteo degli Infermi? Il silenzio delle istituzioni ci lascia nel dubbio più totale e non avendo più a Spoleto rappresentanti politici siamo costretti a fare solo supposizioni. Ma non si può trattare così una Città e i suoi abitanti! Privarla del suo Ospedale da un giorno all’altro e poi non fare nulla per renderlo il più efficiente possibile è uno schiaffo alla Città. Gli spoletini sono stanchi, arrabbiati. Anche le associazioni con a capo il City Forum stanno facendo sentire forte il loro dissenso. Spoleto rivuole il suo ospedale con tutte le sue eccellenze! Gli spoletini vogliono essere curati a Spoleto e vogliono far nascere i loro figli e i loro nipoti a Spoleto! E allora al silenzio delle istituzioni possiamo rispondere solo chiamando in piazza tutta la cittadinanza. A breve vi faremo sapere come e quando” dichiara la Bececco che nel finale tira per la giacchetta anche il City Forum, che invece a Tuttoggi conferma di mantenere le distanze dalla ex consigliera come da tutte le forze politiche e di volersi attenere ai fatti e allo stato dei lavori.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’associazione Difendiamo Spoleto di Michael Surace, tra le realtà che potrebbero confluire sotto la candidatura della Bececco: di queste ore la notizia che l’associazione non è però stata ammessa al raggruppamento del City Forum, probabilmente per essere schierata politicamente o avere fini politici.

La proposta del CF

E proprio di queste ore la proposta del City forum di Spoleto, rispetto alla chiusura di alcuni reparti, di valutare la riapertura di qualche attività chirurgica, di potenziare le assunzioni e di trovare una collocazione più confacente per i pazienti in Rsa attualmente ricoverati al San Matteo degli Infermi, così da recuperare altri spazi preziosi per il ritorno di alcuni servizi.

Insomma da domani, a quanto pare di capire dalla istituzioni deputate, per l’ospedale di Spoleto comincerà un nuovo percorso. Covid permettendo.

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