Orientamento sessuale, Fratelli d'Italia contrario al ddl firmato Cintioli-Barberini-Mariotti

Orientamento sessuale, Fratelli d'Italia contrario al ddl firmato Cintioli-Barberini-Mariotti


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In una nota alla stampa il consigliere regionale Franco Zaffini (FdI) afferma,  “Ferma contrarietà sulle previsioni contenute nel ddl “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale” presentato da Mariotti, Barberini e Cintioli (Pd).
“L'argomento è complesso e andrebbe affrontato fuori dal clima da campagna elettorale, senza facili strumentalizzazioni”

La discriminazione determinata dall'orientamento sessuale è una tematica molto complessa e delicata, che andrebbe affrontata con serietà aprendo una discussione approfondita con tutti i soggetti coinvolti, invece, come di consueto, la sinistra utilizza il tema in corrispondenza delle campagna elettorali, sfruttandolo con superficialità e in maniera ideologica.
Le politiche anti-discriminazione, infatti, vanno sicuramente sancite e perseguite, ma non  possono rappresentare un mero veicolo di promozione di un'ideologia di genere, magari a fini elettorali, o uno strumento di decostruzione del patrimonio valoriale (famiglia naturale), di cui, invece, oggi c'è assoluto bisogno. Le differenze, cioè, vanno riconosciute e tutelate quali diritti individuali inviolabili e vanno anche tollerate nell'ambito del diritto collettivo, ma non possono essere banalmente naturalizzate, come propongono i colleghi del Pd firmatari della proposta di legge.
Pur condividendo le indiscutibili premesse di uguaglianza e pari opportunità,  come solennemente sancite dalla nostra Costituzione, ritengo che le “previsioni in materia di istruzione” contenute nella proposta veicolino una visione distorta e semplicistica della famiglia e dei sentimenti, imponendo in ambito scolastico un'ideologia “gender” che sovverte il ruolo paterno e materno. In questo contesto culturale sarebbe la famiglia fondata sull'unione naturale tra uomo e donna e la “normalità statistica” ad essere paradossalmente bersaglio di comportamenti discriminatori (vedi il caso di genitore 1 e genitore 2).
Totale contrarietà e promessa di ostacolo con ogni mezzo inoltre riguardo alla previsione per cui “la regione promuove iniziative affinché, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, siano svolti percorsi per l'informazione e la sensibilizzazione sugli aspetti correlati all'identità di genere ed all'orientamento sessuale”, anche alla luce dell'art. 30 della nostra Costituzione che stabilisce che il diritto-dovere di istruire ed educare i figli spetta in primis ai genitori e che, analogamente, l'art. 26 della Dichiarazione dei Diritti Universali dell'Uomo riconosce il principio per cui i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione ed educazione da impartire ai loro figli. Ferma contrarietà anche riguardo alla ulteriore diffusione di opuscoli demenziali (favola gay) nelle scuole, già oggetto di vibrate proteste da parte di genitori ed insegnati. Il diritto o “capriccio” di un adulto non può mai prevalere sul diritto di un fanciullo di crescere senza subire messaggi subliminari e ad alto contenuto ideologico.

 

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