Nessuna perizia psichiatrica per Dmytro Shurin, il 33enne ucraino a processo per l’omicidio del 21enne Obi, avvenuto a Spoleto nel settembre 2025. Martedì davanti alla Corte d’assise di Terni si è aperto il processo a carico dell’aiuto cuoco accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi, vilipendio e occultamento di cadavere.
Per il reo confesso, affetto da ludopatia, tanto che aveva contratto debiti di gioco con diverse persone, tra cui lo stesso Obi, la difesa – rappresentata dall’avvocato Donatella Panzarola – aveva appunto chiesto una perizia psichiatrica. Che però è stata respinta dalla Corte, che nell’udienza di martedì ha ammesso i testimoni di accusa e difesa.
Costituiti parte civile i familiari di Bala Sagor, che tutti chiamavano Obi e che era venuto in Italia alla ricerca di un futuro migliore per lui e per la sua famiglia in Bangladesh, a cui inviava i suoi guadagni frutto dell’attività di aiuto cuoco in un ristorante del centro. Un giovane volenteroso, che si era fatto voluto bene da tutti quelli che lo conoscevano.
Non si è invece costituito parte civile il Comune di Spoleto, al contrario di quanto aveva annunciato l’amministrazione comunale nelle settimane successive all’orrendo delitto, quando la città intera si era mobilitata per sostenere la famiglia del 21enne ucciso e fatto a pezzi.