Omicidio di via Ricci / Udienza preliminare / Valerio e Riccardo Menenti non si presentano - Tuttoggi

Omicidio di via Ricci / Udienza preliminare / Valerio e Riccardo Menenti non si presentano

Redazione

Omicidio di via Ricci / Udienza preliminare / Valerio e Riccardo Menenti non si presentano

Mer, 18/12/2013 - 16:40

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Sara Minciaroni

Julia è cambiata, non fosse per la corporatura, sempre esile, si stenterebbe a riconoscerla: I capelli, ora scuri e non più biondi, stanno ricrescendo, dopo il taglio cortissimo fatto per mimetizzare le ferite alla testa che la notte tra il 25 e il 26 marzo scorso gli sono state inferte dallo stesso uomo che ha ucciso il suo fidanzato, Alessandro Polizzi. Questa mattina è arrivata in tribunale con i suoi genitori e con quelli di Alessandro per l'udienza preliminare davanti al gup Lidia Brutti che deciderà se Valerio e Riccardo Menenti dovranno subire il processo. Padre e figlio sono infatti accusati di essere l'uno il mandante e l'altro l'esecutore materiale del delitto e del tentato omicidio avvenuti nell'appartamento di via Ricci.

Ma loro in aula non ci sono. Davanti al giudice hanno scelto di non comparire e sono rimasti nelle rispettive celle a Perugia e Terni dove sono rinchiusi dall'11 aprile scorso quando il pm Antonella Duchini, grazie al lavoro degli agenti della mobile guidati da Marco Chiacchiera, gli ha “cucito” addosso un cappotto senza bottoni fatto di prove scientifiche e indagini che ha portato alla loro detenzione e alla chiusura delle indagini avvenuta lo scorso 23 settembre. Ma il giudice deciderà il prossimo 24 gennaio se stabilire per loro il rinvi a giudizio e l'inizio del processo di primo grado oppure il non luogo a procedere.

Parti civili. Intanto oggi tutta la famiglia di Alessandro, Julia ed i suoi genitori si sono costitutiti parte civile. La richiesta della difesa di non accogliere come parti civili i genitori della ragazza è stata rigettata dal giudice che ha anche confermato la richiesta di sequestro conservativo dei beni dei Menenti già disposto dal tribunale civile nel maggio scorso.

Le richieste della difesa. Gli avvocati Manuela Lupo, Giuseppe Tiraboschi, che difendono rispettivamente figlio e padre, con il legale Francesco Mattiangeli avvocato di entrambi ha deciso di non optare per il rito abbreviato. Vogliono infatti dimostrare che Valerio non fu mandante, perchè estraneo ai fatti (era in ospedale) e che Riccardo agì da solo ma senza aver premeditato l'omicidio. Vogliono avvalersi invece di perizie per dimostrare che Riccardo non aveva le chiavi di via Ricci (cosa che aiuterebbe di molto la posizione di Valerio in quanto eventualmanete potrebbe essere stato lui a fornirgliele) e che venga analizzato il piede di porco e acquisita una consulenza genetica sul Dna rintracciato sull'arma del delitto.

I discorsi in carcere. La difesa vuole anche l'acquisizione delle registrazioni ambientali fatte in carcere mentre padre e figlio erano nella stessa cella. In quelle frasi ci sarebbe il racconto di Riccardo al figlio sui fatti di quella notte. Racconto nel quale Menenti senior spiegherebbe di non aver portato lui la pistola che ha ucciso Alessandro e ferito Julia e di non avere avuto mai intenzione di uccidere.

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