Nuovo negozio di cannabis light in centro, dibattito in Consiglio su dipendenze e giovani

Nuovo negozio di cannabis light in centro, dibattito in Consiglio su dipendenze e giovani

Lo scambio di idee partito dall’interpellanza di Sassolini (FI) sull’apertura dell’esercizio a Città di Castello

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Il Ministero della Sanità si è detto contrario alla vendita di cannabis light ma a Città di Castello ha aperto un negozio che commercializza prodotti a base di questa sostanza”, così ha esordito Cesare Sassolini (FI) nel presentare, in Consiglio comunale, un’interpellanza sull’apertura di un punto vendita in centro.

Ce ne sono 400 in Italia, 8 in Umbria ed 1 a Città di Castello. Gli esperti dicono che non sono stati calcolati gli effetti della vendita libera di tali sostanze e il consumo può influire sulla sicurezza di alcuni comportamenti come la guida. In un momento in cui cresce il fenomeno del consumo e dello spaccio, qualcuno ha autorizzato l’apertura del negozio lungo Corso Vittorio Emanuele. Chi ha dato la licenza? Verifichiamo se è possibile la revoca e informiamo le scuole sulle conseguenze del consumo

L’assessore al Commercio Riccardo Carletti ha detto di “capire lo spirito dell’interpellanza per la salute dei nostri giovani ma, in base alle leggi, per l’apertura di un’attività commerciale di quelle dimensioni non c’è autorizzazione ma segnalazione certificata, la Scia. Quindi neanche revoca se non per estrema necessità. Nelle scuole ci siamo già con iniziative su droghe, bullismo e ludopatia. Avrei preferito che aprisse un forno o un negozio di abbigliamento ma la legge per ora dice altre cose. Non abbiamo una linea come Stato e questi negozi introducono un altro elemento di incertezza perché controllare cosa si metta in contenitori apparentemente in regola è molto complicato. Ogni introito di tali negozi però sono euro tolti alle mafie. Capisco lo spirito ma l’assessore al Commercio non può vietare tale attività”.

Mencagli (Pd): “La canapa è una bellissima pianta naturale, ci sono diverse varietà. I cannabinoidi si trovano nella nostra dieta già ora e l’effetto ipnotico non è lo stesso del principio usato per le sostanze stupefacenti. E’ un settore nuovo: mi faccio promotore di un’iniziativa che approfondisca l’utilizzo della canapa”. Gasperi (M5S): “La canapa è il futuro, è il suino dell’agricoltura, si utilizza tutto di questa pianta e in questo senso si lavora: dalla bioedilizia alla medicina. La psicotropicità del THC in commercio è inattiva”. Mancini (Lega): “La preoccupazione di Sassolini è legittima. Il 30% dei giovani ha avuto contatti con le sostanze. Nulla contro il negozio ma il problema c’è. E’ giusto pensare ad una agricoltura che possa curare, come fa la canapa a costo zero. In un’agricoltura che dà poco margine, la canapa è una soluzione. Intensifichiamo l’informazione”.

Lignani Marchesani (Fd’I): “Fatta salva la parte giuridica dell’assessore, che la canabis terapeutica faccia bene è contrastato; la legge nel 2016 ha permesso l’apertura di questi coffee-shop. Implicitamente questi negozi trasmettono il senso del proibito a portata di mano; se legalizziamo scemerebbe insieme agli affari. Questa norma è avvenuta durante un governo di centrosinistra per una cultura libertaria. Il governo deve cambiare alcune normative tra cui questa sull’uso di canapa. Anziché sulla marijuana, intervenga sulle cure palliative dei bambini”. Arcaleni (Castello Cambia): “L’interpellanza non vuole approfondire le varietà di cannabis ma le ricadute sociali. La legge autorizza la vendita con una concentrazione molto bassa di principio attivo ma il punto è il messaggio dello sballo facile. Le vere dipendenze sono altre: se oggi il nostro sistema proibizionista non ha avuto risultati è perché stiamo lavorando pochissimo sulla prevenzione. Va bene la repressione ma oggi non ha scongiurato il consumo sempre più diffuso. Lavoriamo per un piano di prevenzione”. Vincenti (Tiferno Insieme): “Esprimo la mia contrarietà alla legalizzazione. Il principio di prevenzione è importante. In questa fase amplifichiamo le funzioni dei servizi nell’informazione ai giovani e trasmettiamogli che c’è qualcosa di meglio delle finte canne”. Zucchini (Pd): “Condivido l’invito alla sensibilizzazione dei giovani. Un grande ruolo è del Comune ma anche delle scuole e del sistema sanitario nazionale. Sono in disaccordo con questi punti vendita per il messaggio che trasmettono verso i più vulnerabili e perché prefigurano altri tipi di consumo. Ma la legge non lo prevede. Il THC della cannabis terapeutica è tra 5 e 8%, è dimostrata la sua efficacia; in quella in vendita lo 0,5. Il messaggio va equilibrato”.

L’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini ha annunciato “il finanziamento di un progetto sulla ludopatia e sulle dipendenze”. Sassolini, nella replica, si è detto “positivamente sorpreso di una visione univoca: proteggere i giovani, non condannarli. Sono d’accordo su questi aspetti con la Arcaleni. Abbiamo su questo una sensibilità notevole. Sono felice dei distinguo e della disponibilità di Mencagli. L’assessore potrebbe dichiarare che la vendita di tale sostanze non è gradita a Città di Castello. Una moral suasion”.

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