Norcia, "l'altro terremoto" secondo l'opposizione - Tuttoggi

Norcia, “l’altro terremoto” secondo l’opposizione

Redazione

Norcia, “l’altro terremoto” secondo l’opposizione

Stefanelli e D'Ottavio: "I nostri concittadini hanno bisogno di chiarezza, ascolto e star loro vicini. Una comunità per risorgere ha bisogno dell'apporto di tutti"
Lun, 29/05/2017 - 10:18

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Per settimane, mesi, sono rimasti a guardare, lasciando lavorare l’amministrazione comunale di Norcia nella delicata fase del post terremoto. Ora, però, i consiglieri del gruppo di opposizione “Norcia nel cuore”, Gianpaolo Stefanelli e Lavinia D’Ottavio, escono dal silenzio e puntano i riflettori su quello che non va, quello che (non) è stato fatto e si potrebbe fare, le cose incompiute, come il ‘padiglione delle esposizioni’ dell’architetto Tito Boeri. Tra le critiche anche la contestata assegnazione delle casette prefabbricate (Sae) attraverso un’estrazione.  Un quadro della situazione attuale ed un invito alla Giunta guidata da Nicola Alemanno ad una maggiore comunicazione, vicinanza ai cittadini e trasparenza.

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Gianpaolo Stefanelli

“E’ il momento – dopo tanta paura, pianti, disagi, solidarietà, silenzi di troppo, qualche incertezza – di soffermarsi sull’altro terremoto che rischia di impantanare il futuro di Norcia. Perché lo facciamo? Perché alcuni nostri concittadini ci hanno rimproverato il nostro silenzio. In realtà, il nostro non era silenzio oppure, peggio ancora, assenza rispetto ai problemi di Norcia; era un atto di responsabilità che, fondandosi sul rispetto delle istituzioni, intendeva lasciar lavorare l’amministrazione comunale senza impegnarla a rispondere a noi che sediamo sui banchi dell’opposizione. Un atto di responsabilità che ci ha indotto a non creare momenti di tensione. Ora, però, lo stesso senso di responsabilità ci impone di agire: senza ipocrisie e nell’esclusivo interesse dei nostri concittadini. Il nostro interlocutore è l’amministrazione comunale e l’amministrazione comunale rappresenta la cittadinanza: sia per gli impegni che, per legge, è chiamata ad assolvere, sia per dare voce alle richieste dei nursini nella soluzione di situazioni che chiamano in causa altre istituzioni, oppure, organizzazioni pubbliche.

sae-norcia-cantiereA quasi nove mesi dalla prima scossa e più di sette dalla tremenda scossa del 30 ottobre 2016 siamo ancora in piena emergenza. I nostri concittadini si sono rimboccate le maniche, in moltissimi hanno voluto restare qui per non interrompere il lavoro di una vita; alcune attività, infatti, – con estrema difficoltà e senza l’aiuto di nessuna istituzione – hanno ripreso il loro corso. Non vogliamo parlare di tutte quelle persone che hanno accettato di essere ospitate negli alberghi né delle altre che, via via, si sono organizzate con l’autonoma sistemazione; seppure, le prime, hanno lamentato per mesi il totale abbandono da parte dell’amministrazione, mentre, le seconde, ad oggi, hanno visto erogarsi il contributo solo fino a dicembre 2016. Invitiamo l’amministrazione ad attivarsi concretamente affinché coloro che sono ospiti negli alberghi possano finalmente rientrare a Norcia velocizzando al massimo le opere per la messa a disposizione delle SAE e, per chi in autonoma sistemazione, si ponga finalmente a regime (dopo quasi nove mesi dal sisma) un sistema di erogazione del contributo assolutamente cadenzata, visto e considerato che molte persone sono rimaste senza senza lavoro e sono costrette a fare affidamento su detto contributo. Sicuramente il non aver saputo creare le condizioni, in tempi più contenuti, per non disgregare la comunità avrà forti ripercussioni sia a livello sociale che economico che richiederanno lungo tempo per essere risanate.

Veniamo alla pagina, stravagante e un po’ inquietante, delle “casette”. Per assegnare le prime 21, il sindaco ha fatto ricorso all’estrazione a sorte. Ma che metodo è questo? Crediamo che sarebbe stato in qualche modo giusta l’estrazione a sorte per l’assegnazione delle ‘casette’ se le condizioni di tutti i richiedenti fossero state uguali ma, questo non è! Il Comune, a nostro avviso, avrebbe dovuto stilare una graduatoria (come si fa per le case popolari) e su questa base procedere all’assegnazione individuando dei precisi criteri (anziani, invalidi, famiglie con bambini piccoli, ecc.). Certo, stilare una graduatoria individuare dei criteri avrebbe significato assumersi delle responsabilità; meglio allora affidare il futuro delle persone alla fortuna. Per le prossime casette, quelle in fase di realizzazione, che non coprono il fabbisogno totale, si procederà allo stesso modo? Ancora una volta i cittadini saranno costretti a sperare nella dea bendata? E quando si prevede di evadere tutte le richieste? I nostri concittadini, ormai, hanno bisogno di chiarezza, informazioni non contraddittorie e, soprattutto, certezza sui tempi di consegna.

L’emergenza, che si protrae da mesi e chissà quando terminerà, va affrontata con determinazione, nello spirito di un coordinamento efficace, ascoltando la gente e standole vicino giorno e notte. Si, giorno e notte – vicino alla gente che soffre e teme per il futuro. Una vicinanza che una parte cospicua della città non ha sentito assolutamente. Quante volte sindaco ha condiviso con i suoi cittadini la mensa dell’esercito? Quanto volte ha trovato un momento per fermarsi a parlare con I suoi cittadini? Anche questo un sindaco deve fare! Le incertezze, le bucce della burocrazia, le assenze, le improvvisazioni, non portano a nulla di buono. Abbiamo avuto modo di leggere che la ditta che ha realizzato le SAE, da ultime consegnate, rischia il fallimento a causa dei ritardi nei pagamenti. Come sia potuta accadere una cosa del genere non osiamo nemmeno immaginarlo quello che ci preoccupa fortemente sono le conseguenze che questa situazione, se non risolta, possa determinare anche nelle realizzazioni in programma.

Ed ancora, su Castelluccio. Per la semina delle lenticchie è stata una vera battaglia, alla fine l’hanno spuntata i coltivatori, ma che fatica! Aver immaginato di far percorrere ai trattori il giro di mezzo Appennino era un’idea turistica più che geniale ma di certo non in linea con le giuste esigenze dei coltivatori. Ed ancora si continua a tergiversare, tanto che si nutrono seri dubbi sull’apertura della strada, anche per la fiorita.

norcia-centro-boeri-2Ed ancora come mai si sono fermati, da diverso tempo, i lavori sul padiglione delle esposizioni, progetto a firma dell’architetto Boeri, posizionato su una zona da sempre sottoposta a forti vincoli ambientali? Ed ancora, imprenditori, commercianti, artigiani e professionisti sono stati lasciati al proprio destino. Molti si sono organizzati al meglio, ma dove è stato il sostegno dell’amministrazione comunale? Come mai a distanza di tutti questi mesi ancora non si vede traccia delle famose strutture destinate alla delocalizzazione delle attività produttive? Non ci risponda il sindaco che è stato fatto ricorso al Tar, contano i fatti! Ancora è tutto fermo! Perché nell’immediatezza dell’evento è stato destinato un sito agli istituti di credito anziché messo a disposizione dei commercianti che hanno abbassato le saracinesche il 30 ottobre? E’ vero che ora gli istituti sono stati invitati a liberare il sito ma, nel frattempo, le attività commerciali sono state, comunque, ingiustificatamente costrette a stare ferme ed a subire ulteriori danni oltre a quelli già creati dal terremoto. Ed ancora, a Norcia che vuole rialzare la testa, non è possibile neppure frequentare il mercatino settimanale. Ma si stratta di ambulanti che sistemano un banco per mezza giornata la settimana, ci mettono sopra dei prodotti e dopo alcune ore liberano lo spazio pubblico. Quale e il problema?

Nel 1979 Norcia fu colpita da un disastroso terremoto. L’inverno, peraltro bruttissimo, fu affrontato venendo sistemati in tende e roulotte. Intervenne l’esercito, non c’era ancora la protezione civile. Ebbene, in febbraio migliaia di persone furono sistemate nei prefabbricati. Oggi, non sappiamo se tutti i nursini verranno sistemati nelle casette almeno prima del secondo inverno dopo il terremoto. Vorremmo informazioni e garanzie, cosi come le vorrebbero i nostri concittadini. Non ci dica il sindaco che nel 1979 i sistemi di funzionamento della macchina pubblica erano diversi. Non l’accettiamo. In questa gestione è mancata del tutto l’organizzazione ed è giusto che chi ne è responsabile se ne assuma le colpe senza scaricarle su altri.

norcia-scuola-mediaL’unico aspetto positivo riguarda le scuole, organizzate in pochissimo tempo. Bravi! Ma c’entra nulla il fatto che l’impegno per le scuole se lo siano assunto per la maggior parte fondazioni private? L’emergenza non può essere una foglia di fico, ne può continuare una narrazione che dice “va tutto bene madama la marchesa”. A noi dell’opposizione che abbiamo offerto collaborazione all’amministrazione comunale da subito, il sindaco ha risposto di non buttarla in politica e che noi siamo soltanto degli “uditori”. In parte è vero, perché noi “uditori” ascoltiamo i nostri concittadini e, per quanto possibile, ci facciamo carico delle loro lagnanze; altri sono cosi indaffarati che non trovano il tempo per ascoltare, né per comunicare come procedono tutte le iniziative per rimarginare le ferite del terremoto. Il sindaco ha sempre ignorato il fatto che le minoranze insieme rappresentano i due terzi della popolazione e che, per tale ragione, era forse opportuno ascoltare e tenere in considerazione anche la nostra voce che rappresenta le esigenze di una parte consistente della popolazione, ma questo non è stato.

Cari concittadini, con queste poche righe abbiamo voluto dar voce a quanti giornalmente lamentano quanto espresso e confidiamo in un riscontro dell’amministrazione che sia non, come al solito di attacco verso di noi, ma di risposta alla città. Se quanto sopra espresso è quello che è successo nella gestione della fase emergenziale cosa dobbiamo aspettarci per la fase della ricostruzione? In ogni caso pensavamo – e pensiamo – che una comunità per risorgere ha bisogno dell’apporto di tutti. Qui, evidentemente, non e cosi. L’apporto c’è stato, quello di migliaia di italiani e di stranieri. Una solidarietà immensa che ha fatto pervenire a Norcia non solo beni materiali ma centinaia e centinaia di migliaia di euro. Tutte queste persone si aspettano che i loro contributi vengano utilizzati presto, ma soprattutto bene: contributi finalizzati ai problemi creati dal terremoto. E’ opportuna una informazione puntuale ai nursini, cosi come – ma questa e una ovvietà – la totale trasparenza. In passato, in altri luoghi è accaduto che l’amministrazione abbia proceduto ad assegnare contributi, provenienti da donazioni, secondo criteri personali. Questo sicuramente non succede, né succederà, a Norcia. Vero, signor sindaco?”.

Gruppo Consiliare Norcia nel Cuore

Gianpaolo Stefanelli, Lavinia D’Ottavio

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