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NORCIA, ALEMANNO: “VI SPIEGO CHE E’ SUCCESSO SULLA VICENDA CONTAINER E CASE POPOLARI”

Redazione

NORCIA, ALEMANNO: “VI SPIEGO CHE E’ SUCCESSO SULLA VICENDA CONTAINER E CASE POPOLARI”

L'intervento dell'ex sindaco e candidato di Pdl e Udc in merito alle polemiche sui prefabbricati di viale XX settembre
Ven, 24/10/2008 - 09:08

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“Devono essersi ispirati a qualche favola, di Collodi o Rodari, il Consigliere Regionale Cintioli e l’Assessore Riommi, che da bravi “compari” si sono divisi la scena, durante il question-time del 21 ottobre. Considerato quindi che non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire, sarà forse opportuno che tutti si mettano a disposizione per risolvere un problema che, due decenni di totale non curanza, hanno lasciato come una ferita profonda sulla nostra comunità. Riepiloghiamo”. Comincia così la lunga nota dell’ex primo cittadino di Norcia e candidato a sindaco per le prossime elezioni per Pdl e Udc, Nicola Alemanno. Una lettera in cui ripercorre quanto fatto dalla sua giunta fino al commissariamento del Comune, ribadendo le scelte relative alle case popolari che tra l’altro sono state tra le cause della caduta della giunta avvenuta ad aprile scorso.”Appena insediati, – scrive Alemanno – ci siamo subito dovuti confrontare con lo specifico problema della casa e degli ospiti dei container – anche in considerazione del termine di un ordinanza di sgombero totale per tutti i prefabbricati del Comune di Norcia, emessa, dal precedente Sindaco, con scadenza, pochi giorni dopo il termine del suo mandato. Due erano le strade percorribili: dare seguito, senza scrupoli, all’ordinanza emessa con il ricorso ad ingenti forze di Carabinieri e Polizia (si trattava di “tirar fuori” circa 120 persone dai container) assumersi la responsabilità di non eseguire l’ordinanza e verificare possibili percorsi per trovare, in tempi relativamente brevi, alternative civili e dignitose per i 46 nuclei familiari residenti nei container. Evidentemente, riteniamo con senso di responsabilità, abbiamo optato per la seconda ipotesi, accettandone tutti i conseguenti rischi. Abbiamo quindi attuato un Piano che ha visto realizzare: 1) l’immediato blocco della concessione di container a quanti continuavano a farne richiesta; 2) una Campagna informativa a favore dei soggetti interessati; 3)l’attivazione di strumenti di incentivazione ai nuclei familiari residenti nelle strutture prefabbricate per facilitare l’accesso al mercato delle locazioni; 4) l’attivazione presso gli Istituti di assistenza e beneficenza di apposite location dove poter ospitare soggetti autosufficienti comunque bisognosi di assistenza; il censimento e la catalogazione delle esigenze e conseguentemente la messa a disposizione, nel breve termine – attraverso tutti gli strumenti possibili ed anche, quindi, quelli offerti dalla L.R. 23/2003 – di alloggi di ERP”.”Grazie a tutte queste azioni strategiche messe in atto, – riprende l’ex sindaco – le situazioni di disagio abitativo sono state sensibilmente ridotte. Dai 75 in graduatoria per l’ottenimento della casa popolare, oggi i nuclei con il problema abitativo si sono ridotti a 43. Soluzioni sono state individuate anche per la sistemazione delle famiglie alloggiate nei container. In questi anni di mandato, per il 75% di queste abbiamo trovato una sistemazione stabile e definitiva; da 46 nuclei familiari si è passati a 15, tre italiani e 12 extracomunitari. Nuclei, vale certamente la pena di ribadirlo, tutti insediatisi nei container dal “termine dell’emergenza sismica del 1979 al 2004″, per ragioni che nulla hanno a che vedere con gli eventi sismici stessi”.”Quanto poi ancora alla cosiddetta vicenda “case popolari”, – dice ancora il candidato a sindaco – ormai tutti sanno come siano andate veramente le cose: L’area PEEP individuata dalla nostra amministrazione al fine di dare la risposta alle richieste di edilizia convenzionata, avrebbe potuto essere utilizzata anche ai fini della costruzione di “Case Popolari” (ancorché noi eravamo e siamo convinti che meglio sarebbe stato recuperare patrimonio edilizio esistente) ma non si è potuta mettere a disposizione in quanto attraversata dalla stessa faglia di cui pochi giorni fa, anche i giornali hanno ammesso l’esistenza. L’ATER di Perugia, aveva condiviso con noi un progetto alternativo di acquisto e completamento di immobili a Norcia e nei centri Frazionali, perfezionando progetti e scritture di vendita, salvo poi scoprire che l’ATER, destinataria dei fondi stanziati dalla regione e non il comune di Norcia quindi, come strumentalmente ancora si continua a dire, non aveva chiesto alla Regione dell’Umbria l’autorizzazione a spendere le somme stanziate. Solo una visione, miope, demagogica e strumentale può ridurre un problema così vasto, grave e devastante per la nostra comunità, ad una diatriba, sciocca, figlia di una burocratizzazione che sta strangolando la nostra regione, e che qualora fosse stata attuata, non avrebbe ancora oggi prodotto alcunché. Basterebbe chiedere se, a distanza di trent’anni la Regione dell’Umbria ha messo a disposizione del Comune di Norcia tutti i soldi necessari per la totale rimozione dei container e quante unità abitative di quelle finanziate dal POA 2006 sono già state messe a disposizione delle famiglie che ne hanno bisogno. La risposta sarebbe : “No” alla prima domanda e “nessuna” alla seconda. Se invece avessero seguito l’impostazione che noi avevamo suggerito all’ATER e che il nuovo POA sembrerebbe recepire, tutti i nuclei familiari dei container sarebbero dentro le loro nuove case. Concludo ancora con un’immagine riferita ai due personaggi di Collodi, “il gatto e la volpe” . Nel descrivere il monumento che oggi si trova nei giardini del parco di Pinocchio a Collodi, l’artista dice : “L’ingannevole carattere dei due animali è reso evidente dall’espressione dolce del volto contrapposta alle loro cattive intenzioni evidenziate ad esempio, dalla pistola nascosta dietro la schiena”. Quella pistola, ha sparato attraverso la trasmissione “striscia la notizia” che, vista da molti, ha diffuso una pessima rappresentazione della nostra città. Occorrono anni ed investimenti, per costruirsi un immagine; basta un gesto irresponsabile, per vanificare tanto duro lavoro. Lo ricordino i nostri concittadini ed i nostri operatori, che girando l’Italia, come capita a me, oggi si sentono dire : Norcia !? La città dell’Amianto”.

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