Non solo botte e stupri: anche violenze economiche sulle donne - Tuttoggi

Non solo botte e stupri: anche violenze economiche sulle donne

Redazione

Non solo botte e stupri: anche violenze economiche sulle donne

Accordo tra Comune, Commercialisti e Liberamente Donna per fermare il fenomeno | Nel mirino lavoratrici e imprenditrici | Centro antiviolenza: a Perugia 355 richieste di aiuto
Ven, 23/11/2018 - 13:51

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Non solo botte, violenze sessuali, umiliazioni e prevaricazioni. Le donne sono spesso vittime anche di “violenze economiche”. Proprio per contrastare questo fenomeno, a ridosso dell’appuntamento con la Giornata contro la violenza sulle donne, Comune di Perugia, Ordine dei commercialisti e l’Associazione Liberamente Donna hanno sottoscritto un protocollo per rafforzare il sostegno a coloro che ne sono vittime.

Il protocollo, in sintesi, prevede in campo all’Ordine l’impegno a mettere a disposizione esperti per fornire alle donne, vittime di maltrattamenti e violenze, consulenze gratuite sulle questioni di avvio o cessazione di attività produttive ed, in generale, su problematiche di carattere economico-fiscale. Il Comune di Perugia, in qualità di capofila della zona sociale 2, avrà il compito di segnalare all’Ordine le eventuali necessità emerse e/o dichiarate dalle donne. Infine l’associazione Liberamente donna, che opera in nome e per conto dei centri antiviolenza inseriti nel sistema integrato regionale, garantirà il sostegno durante gli incontri oltre ad organizzare incontri di sensibilizzazione rivolti agli iscritti all’Ordine.

Il protocollo è stato firmato dall’assessore Edi Cicchi, da Andrea Nasini, presidente dell’ordine dei commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia, ed Elena Bistocchi, presidente dell’associazione di promozione sociale Liberamente Donna.

Purtroppo – ha sottolineato l’assessore Edi Cicchi in apertura di incontro – questo tema è sempre più attuale perché giorno dopo giorno si ripetono episodi tragici che vedono le donne vittime delle violenze soprattutto in ambito familiare. Ad oggi questa emergenza rimane estremamente complessa sia per le dimensioni del fenomeno che per l’assenza di una normativa in grado di tutelare veramente la figura femminile. La violenza – ha continuato l’assessore – può assumere diverse forme. Non è, infatti, soltanto quella fisica, ma è anche e soprattutto quella psicologica ed appunto economica; forme di costrizione che richiedono da parte delle Istituzioni una risposta concreta“.

L’assessore ha ricordato che in Umbria sono attivi dei centri antiviolenza (a Perugia e Terni) sorti con l’obiettivo di garantire un “rifugio sicuro” alle donne vittime dei soprusi; tuttavia l’esistenza dei centri non è sufficiente in sé visto che manca una tutela specifica dedicata alle donne nel nostro ordinamento giuridico. L’auspicio, pertanto, è che Parlamento e Governo adottino nel più breve tempo possibile provvedimenti legislativi più stringenti di quelli attuali adeguandosi alla disciplina dettata a livello europeo.

Violenze, i dati allarmanti anche in Umbria

La presidente di Liberamente Donna Elena Bistocchi ha precisato che il protocollo d’intesa va ad aggiungersi agli altri accordi regionali già sottoscritti e, dunque, contribuirà a costruire una rete ulteriormente condivisa. La presidente ha ribadito quanto già in precedenza sostenuto dall’assessore Cicchi, ossia della necessità di adottare interventi legislativi e strutturali adeguati alle dimensioni del fenomeno, impressionante leggendo i dati ufficiali: sono 106 le vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno ad oggi, pari al 37% del totale degli omicidi commessi in Italia. Il 70% delle violenze avviene in famiglia ed in particolare all’interno della coppia.

Tra il 2000 ed il 2018 sono state 3100 le donne uccise, delle quali 1426 vittime di mariti, compagni, ecc. Per rispondere a questa emergenza sono dunque nati i centri antiviolenza, dove si cerca di fornire alle donne ed ai figli un sostegno totale, pur essendo evidente che ad essere penalizzate da queste vicende sono le vittime e quasi mai gli autori.

Anche in Umbria i dati sono allarmanti: nel 2018 sono state 355 le donne accolte nel centro di Perugia.

Per ciò che concerne la violenza economica, Bistocchi ha confermato che si tratta di un fenomeno molto diffuso e di non facile risoluzione; per questo l’adozione del protocollo può rappresentare una chiave di volta.

Il presidente dell’ordine dei Commercialisti Andrea Nasini ha sottolineato che l’organismo da lui presieduto crede molto nel mettere a disposizione della società civile le competenze degli iscritti, collaborando attivamente con istituzioni ed associazioni, come nel caso di specie. Per ciò che concerne l’esperienza di Perugia, poi, l’intesa di oggi rappresenta un ulteriore tassello nell’ambito di una collaborazione già consolidata.

Entrando nel merito dell’iniziativa, Nasini ha riferito che la violenza economica è molto diffusa e rappresenta una specie “sommersa” dalla quale troppo spesso le donne non riescono ad affrancarsi.

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