Non rientra in carcere dopo permesso, nuova evasione a Perugia - Tuttoggi

Non rientra in carcere dopo permesso, nuova evasione a Perugia

Redazione

Non rientra in carcere dopo permesso, nuova evasione a Perugia

Il detenuto che non è rientrato al carcere di Capanne è un calabrese "appartenente ad associazione di tipo mafioso" | La denuncia del Sappe
Lun, 29/10/2018 - 21:46

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Ennesimo caso di evasione in Umbria. Un altro detenuto, infatti, non ha fatto rientro in carcere dopo un permesso. E’ accaduto a Perugia, dove già a luglio era avvenuto un episodio simile al carcere di Capanne. A darne notizia è il segretario del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria), Francesco Bonino.

Si tratta di un detenuto calabrese, “declassificato dal 416 bis, ossia appartenente ad associazione di tipo mafioso” ed a cui mancavano a quanto pare meno di 5 anni di pena da scontare.  Sono in corso le attività delle forze dell’ordine per individuare l’uomo ed assicurarlo nuovamente alla giustizia.

“Nei primi sei mesi del 2018 – riferisce il Sappe – si sono verificate, nelle carceri italiane, 2 evasioni da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all’esterno, 7 da semilibertà e 17 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari: si pensi che nell’intero anno 2017 sono stati concessi 34.105 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 36, ossia lo 0,1%. Questo non deve perciò inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno o dei permessi ai detenuti”.

È senza appello la denuncia di Donato Capece, segretario nazionale del Sappe: “Il sovraffollamento delle carceri è tornato alle stelle, e tutto a discapito della quotidianità operativa delle donne e degli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato, evasioni. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione”.

Servirebbe, e il SAPPE da tempo lo propone, un potenziamento dell’impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna. “A nostro avviso è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio – anche negli Uffici per l’Esecuzione Penale esterna -, potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle ammissioni al lavoro all’esterno, degli arresti domiciliari, dei permessi premio, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedaleE per farlo, servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria, La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli e non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli Agenti di Polizia Penitenziaria. Ci aspettiamo provvedimenti concreti dal Ministro della Giustizia Bonafede e dal Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Basentini”.

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