Nodino di Perugia, così l'impatto del progetto sul territorio: le immagini

Nodino di Perugia, così l’impatto del progetto sul territorio: le immagini

Massimo Sbardella

Nodino di Perugia, così l’impatto del progetto sul territorio: le immagini

Gio, 04/03/2021 - 10:52

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Nodino di Perugia, così l’impatto del progetto sul territorio: le immagini

Le simulazioni del gruppo "Per Torgiano" dopo la lettera dell'Anas sul nuovo progetto | Mozione per il "no" del Consiglio comunale: le ragioni

Nodino di Perugia, ricostruito l’impatto che la variante avrà sul territorio, sulla base della progettazione definitiva del tratto Madonna del Piano – Collestrada, che costituisce parte dell’itinerario Nodo di Perugia (Corciano-Madonna del Piano-Collestrada).

Simulazione che è alla base della mozione presentata dal gruppo consiliare “Per Torgiano” (consiglieri Michele Ciuchicchi e Marzio Vaccari) affinché il Consiglio comunale di Torgiano esprima parere negativo al nuovo progetto, revochi la delibera del 6 maggio 2002 che assentiva all’opera, dando mandato al sindaco affinché intervenga nei confronti della Ministero delle Infrastrutture, della Regione Umbria, dell’ANAS e delle altre amministrazioni interessate, per rappresentare l’assoluta contrarietà dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio comunale alla realizzazione dell’opera in questione.

Le ragioni del “no”

“Questo intervento – è scritto nella mozione – determinerà la fine del territorio comunale tra Miralduolo e Ferriera, così come oggi lo conosciamo. Niente sarà più come prima”. I terreni sottostanti la nuova viabilità, infatti, verrebbero a perdere quasi automaticamente la loro vocazione agricola e agrituristica. Si prevede un danno nel periodo della realizzazione dei lavori (si parla in una situazione ottimale di 8 anni, ma si può ragionevolmente pensare ad un periodo superiore ai 10 non considerando ricorsi e/o problemi legati alle ditte esecutrici), dove le colture dovranno essere dismesse e le attività agrituristiche dovranno chiudere. E successivamente, nessuno vorrà acquistare prodotti agricoli coltivati sotto una sede stradale, né passare le proprie vacanze sotto un ponte autostradale percorso, perlopiù, da traffico pesante.

Il territorio – si teme – sarà compromesso e sarà quindi potenziale oggetto di speculazione urbanistico/edilizia, trasformato da zona verde nell’ennesima zona industriale/commerciale.

E poi nella mozione si evidenza il danno alla salute, “tanto rilevante nel periodo di effettuazione dell’opera (immaginate il rumore, la polvere, il traffico pesante) quanto ancora più considerevole nel periodo successivo all’ultimazione dell’opera”.

Il nuovo progetto

In una lettera inviata nei giorni scorsi al Comitato cittadino di Collestrada, Anas spiega che “il tratto compreso tra l’attuale E45 in ambito Madonna del Piano e il Fiume Tevere si sviluppa con una sezione in rilevato e, pertanto, al fini di mantenere e salvaguardare l’uso agricolo, garantendo la continuità dei fondi, sono previste numerose opere d’arte (sottopassi). Successivamente il tracciato si sviluppa in viadotto scavalcando il Fiume Tevere per poi proseguire con una sezione in rilevato sino all’imbocco della Galleria Naturale. Con l’attuale progettazione si sta ottemperando anche alla prescrizione della Delibera CIPE che è volta all’estensione dello sviluppo planimetrico del viadotto Tevere al fine assicurare una maggiore continuità ai fondi agricoli”.

Sulla base di queste informazioni, è stata effettuata una simulazione grafica dell’impatto dell’opera sul territorio interessato. Il progetto dovrebbe prevedere la realizzazione di una serie di sbancamenti e/o gallerie nella collina Collestrada/Brufa, una viabilità in parte su viadotto che, collocandosi tra l’abitato di Ferriera e quello di Miralduolo.

“Verrebbe così a creare una frattura insanabile nel territorio comunale – lamenta il gruppo ‘Per Torgiano’ – danneggiando, se non addirittura distruggendo, l’ultima porzione di territorio agricolo di pregio, caratterizzato anche da molte attività con spiccata vocazione turistica”.

Flussi di traffico, studi non aggiornati

Ma l’utilità del Nodino di Perugia, secondo il gruppo “Per Torgiano”, non è supportata da studi aggiornati sui flussi di traffico, basandosi soltanto su quelli degli anni ’90. E già gli studi dell’epoca, viene ricordato, dimostravano che, soprattutto nelle fasce orarie critiche, poco più del 20% del traffico che si immetteva a Collestrada poi proseguiva in direzione Terni/Roma, mentre appariva certo che la restante totalità del traffico si immetteva nel Raccordo autostradale Perugia/Bettolle, creando così un “tappo” e quindi code ed ingorghi.

Inoltre, il traffico che si immetteva nel Raccordo autostradale, era quasi interamente destinato all’accesso in città, dato che si riduceva in maniera molto importante, cioè di quasi l’80%, una volta superato lo svincolo di Perugia/Olmo.

La discussione in Regione

Intanto in Commissione regionale c’è stata l’audizione dell’associazioni “Colle della Strada” e di Italianostra, contrarie al progetto, insieme ai tecnici dell’Anas. Con il presidente della Commissione, Valerio Mancini, che ritiene si debba procedere ad ulteriori approfondimenti ed audizioni di soggetti interessati, a cominciare dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi.

Nodino di Perugia
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