NO BANCOPOSTA? AHIA IAHI, LA PENSIONE LA PRENDI DOPO. E’ SCANDALO A SPOLETO, FOLIGNO E VALNERINA. CISL “INDIGNATI”. INPS “NON C’ENTRIAMO”. INSORGONO ANZIANI “INTERVENGA LA PROCURA” (L’inchiesta di TO& - Tuttoggi.info

NO BANCOPOSTA? AHIA IAHI, LA PENSIONE LA PRENDI DOPO. E’ SCANDALO A SPOLETO, FOLIGNO E VALNERINA. CISL “INDIGNATI”. INPS “NON C’ENTRIAMO”. INSORGONO ANZIANI “INTERVENGA LA PROCURA” (L’inchiesta di TO&

Redazione

NO BANCOPOSTA? AHIA IAHI, LA PENSIONE LA PRENDI DOPO. E’ SCANDALO A SPOLETO, FOLIGNO E VALNERINA. CISL “INDIGNATI”. INPS “NON C’ENTRIAMO”. INSORGONO ANZIANI “INTERVENGA LA PROCURA” (L’inchiesta di TO&

Ven, 25/07/2008 - 13:00

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No BancoPosta? Ahia iah iah iahi! Il claim della nota azienda di viaggi ben si sposerebbe alla vicenda che sta interessando i pensionati dell’area vasta, quella che va da Spoleto a Foligno e Norcia. O quanto meno quelli che qui risiedono. Finiti nel “mirino” dell’ultima trovata, pardon, Circolare di Poste Italiane, più precisamente di quella diramata dalla filiale di Foligno che sovrintende l’ufficio postale di Spoleto. Poveri pensionati. Non bastavano gli acciacchi dell’età, le pensioni che non si rivalutano mai, le lunghe file, la vita che aumenta di giorno in giorno, la burocrazia che ti porta a fare il giro del mondo per un certificato. No. Ora c’è un’altra attesa da dover subire: il benedetto giorno, si fa per dire, che Poste Italiane pagherà la pensione. Che, vale ricordarlo, per legge può essere riscossa il 1° di ogni mese.

Fortunati e sfigati – E così la Posta ha steso un vero e proprio calendario, per la verità non ancora consegnato a tutti i pensionati, dove sono riportati i giorni dei previsti pagamenti, fino al prossimo mese di dicembre. Se si ha la fortuna di avere un cognome che inizia con la lettera “a” o “b”, la si potrà riscuotere il primo di ogni mese. Più sfigati quelli dalla lettera “g” in poi, per i quali la riscossione è fissata anche al settimo giorno del mese.

Le date ballerine – Riepilogando, le Poste pagheranno il 1° del mese i pensionati dalla “a” alla “b”, il 2 quelli dalla “c” alla “f”, il 3 dalla “g” alla “m”, il 4 dalla “n” alla “r” e il 5 quelli dalla “s” alla “z”. E se il giorno fissato dovesse combaciare con un giorno festivo? Per dirindindina, non c’è problema. Il pagamento avverrà il giorno….dopo. Anche due giorni dopo! Di più. Il 1 novembre quest’anno cade di sabato, che per le Poste è notoriamente giornata lavorativa. Ma per il “calendario” i pagamenti avverranno solo dal 3 successivo per i fortunati signori “a” e “b”. Spostando così al giorno 4 i colleghi “c-f”, per arrivare al 7 novembre per gli sfigatissimi “s-z”.

L’insolita soluzione – alle Poste una soluzione l’hanno pensata. E’ infatti la stessa azienda a comunicare che “con l’accredito sul Conto BancoPosta o sul Libretto di Risparmio, si potrà disporre della riscossione della pensione già dal primo giorno del mese…”. Ma che bravi! Un bel conticino, che qualcosa costa sempre al cliente, non fosse di interessi, e il più è fatto. Certo, una qualche disponibilità la danno quando scrivono che “in caso di particolari esigenze, contattando il direttore, in via eccezionale, la pensione potrà esser riscossa in anticipo rispetto alla data indicata”. “Dovrei andare a dire i fatti miei, i miei problemi, al direttore della Posta?” sbotta un ex dipendente municipale “quella di averla il primo del mese è un diritto non un loro favore”. Come dargli torto?

Le proteste – Le prime risalgono ad inizio mese, quando i centralini dei sindacati sono andati in tilt. “Non sapevamo cosa rispondere – confessa senza imbarazzo una impiegata della Cgil – alla fine ho consigliato loro di chiamare i carabinieri o la finanza. Non so se l’hanno attuato”. “Ho fatto diversi chilometri per raggiungere un ufficio della Valnerina quando mi son sentito dire che dovevo ritornare due giorni dopo” dice Francesco, il volto scavato dal sole e le mani che testimoniano una vita passata sui campi. “Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano alla procura della repubblica. Ma anche la politica, il comune. Questa è una presa in giro, le loro disfunzioni non devono ricadere sulla nostra pelle” dice Lucia, 78 anni, spoletina doc. “Chissà come reagirebbero i dipendenti delle poste se l’azienda li pagasse tre giorni dopo?” aggiunge un iscritto della Cisl.

Il sindacato – “E’ una situazione totalmente sbagliata” dice il responsabile dello Spi Alessandro Raspa “tutte queste privatizzazioni hanno portato anche a questo, è una logica che ci fa soffrire”. Ma quando gli si chiede quale azione intende mettere in atto, Raspa rimanda il tutto al collega Bibiani “che però in questi giorni è in ferie”. Chi sta valutando invece anche delle azioni legali è la Cisl. “Abbiamo avuto una copia del documento solo da pochissimi giorni” commenta il segretario comprensoriale Bruno Piernera “che è all’attenzione dei responsabili del settore e del nostro ufficio legale. Personalmente ho richiesto un incontro ufficiale con la direzione di Poste Italiane perchè su questa cosa voglio andare fino in fondo”.

E pensare che proprio a Spoleto, qualche settimana fa, i sindacati confederali e alcuni centri commerciali hanno firmato nelle mani del vice sindaco Daniele Benedetti una intesa al fine di contenere i prezzi della spesa alimentare proprio in favore delle fasce meno abbienti.

L’Inps – all’Inps regionale dicono di non saper nulla della vicenda, arrivata alla loro attenzione grazie all’inchiesta di Tuttoggi.info. “Posso confermare che di questa specifica iniziativa, l’Inps regionale non ne sa assolutamente nulla “ dice al telefono il dott. Cianchetta, direttore regionale dell’istituto di previdenza “al tempo stesso confermo che la pensione si può incassare il primo di ogni mese”. I problemi per l’esercito dei pensionati del Presidente Gian Paolo Sassi sembrano comunque destinati ad esser risolti. “A breve – annuncia il dott. Cianchetta – sarà emessa la Inps Card che consentirà ai pensionati di riscuotere la propria rata da ogni bancomat d’Italia e senza alcun costo o ritenuta”. Una bella notizia, dunque. Chissà se piacerà alle Poste.

Le Poste – Quello dei pagamenti delle pensioni è da sempre un problema che affligge l’organizzazione del lavoro degli uffici, specie quelli che mettono all’incasso qualche migliaio di rate. Ma di certo anche molto remunerativo. Specie poi se, con un calendario simile a quello oggetto dell'inchiesta, si arriva al settimo di giorno: che per le Poste equivalgono quanto meno a 7 giorni di interessi. Difficile avere una posizione ufficiale. Non vogliono parlare nè il direttore di Spoleto nè i responsabili di alcune filiali. Basta però cambiar provincia, approdando telefonicamente in quella di Terni, per trovare un funzionario disposto a parlare: “molti non riescono a comprendere i nostri problemi” dice chiedendo che venga mantenuta riservata la propria identità “e mi creda ne abbiamo molti, legati al personale, al denaro in cassa che non sempre è sufficiente per pagare quello che in teoria sappiamo di dover pagare in largo anticipo, etc.. Ma mi rendo conto dei problemi del pensionato che arriva alla cassa, forse più grandi dei nostri. A me comunque non è mai successo di avere guai, se vedo che si scaldano pago subito la pensione”. Dunque, basta alzare la voce? “Senta bene, io i carabinieri qui nel mio ufficio non li voglio”.

(C.C.)


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