Niente parcheggi a Castelluccio per la Fioritura 2021, ecco l'ordinanza. Plauso degli ambientalisti - Tuttoggi

Niente parcheggi a Castelluccio per la Fioritura 2021, ecco l’ordinanza. Plauso degli ambientalisti

Sara Fratepietro

Niente parcheggi a Castelluccio per la Fioritura 2021, ecco l’ordinanza. Plauso degli ambientalisti

Gio, 01/07/2021 - 17:01

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Parcheggi su prenotazione e lontani da Castelluccio per il prossimi due week end per vedere la fioritura: esultano Gruppo d'intervento giuridico e Legambiente

Niente parcheggi nella zona del Pian Grande di Castelluccio di Norcia per la Fioritura 2021 e le associazioni ambientaliste esultano. Mentre dalle Marche non si placano le polemiche per la chiusura delle strade di accesso al tetto dei Sibillini dai versanti marchigiani nei week end del 3 e 4 e 10 e 11 luglio.

Niente parcheggi a Castelluccio, tutta “colpa” della sentenza

La sentenza di appello per gli Usi civici, infatti, ha sancito l’impossibilità di utilizzare aree del Pian Grande per istituire parcheggi a Castelluccio come fatto in passato. Né è possibile, visto il caos che si creerebbe, autorizzare la sosta lungo la strada provinciale. E così gli enti preposti hanno dovuto trovare soluzioni alternative, anche se i tempi stringenti non hanno permesso una gestione ottimale.

Le aree di sosta per poter scendere a vedere dal vivo la Fioritura sono infatti lontane e non ci sono al momento navette per raggiungere il Pian Grande ed il paese. Verranno istituite soltanto nei prossimi due fine settimana, ma i dettagli si sapranno nelle prossime ore. Mentre per accedere all’area – come reso noto negli ultimi giorni – nel fine settimana in cui lo spettacolo naturalistico dovrebbe essere al suo culmine è necessario prenotarsi attraverso il portale ParchiAperti e lo si potrà fare soltanto passando dal versante umbro (strada statale 685 delle Tre Valli Umbre).

L’ordinanza della Provincia di Perugia

In data 30 giugno la Provincia di Perugia ha emanato l’ordinanza n. 150 che istituisce il “divieto di transito a tutti gli autoveicoli per i giorni 03, 04, 10 e 11 Luglio 2021, in occasione dello Fiorita di Castelluccio, lungo Sp 477 di Castelluccio, interi tratti I°, 2° e 3°, con le modalità ed eccezioni in premessa descritte”.

Nell’ordinanza si specifica che “nei restanti giorni della settimana, dal lunedì al venerdì”, è previsto il libero accesso alla Piana di Castelluccio, anche dal versante marchigiano, per tutti gli autoveicoli. Mentre in tutti i giorni della settimana è garantito il libero accesso, sia alla Piana di Castelluccio che al centro abitato, da tutti i versanti per i residenti, dimoranti, esercenti attività economiche locali, ospiti di strutture ricettive, disabili, bici, moto e bus turistici.

Gruppo d’intervento giuridico: migliore qualità della vita e dell’ambiente

La limitazione di accesso alle auto e l’impossibilità di istituire parcheggi a Castelluccio di Norcia fa esultare le associazioni ambientaliste che, con il loro ricorso al tribunale degli Usi civici, ha portato alla situazione attuale.

In particolare, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) “esprime forte soddisfazione per l’opportuna decisione assunta da parte delle amministrazioni pubbliche competenti di limitare ai soli residenti e operatori economici l’accesso veicolare a Castelluccio di Norcia durante i fine settimana della caratteristica fioritura sui Piani di Castelluccio.

Parcheggi di scambio (prenotazioni presso la piattaforma informatica Parchi Aperti) e bus navetta saranno gli strumenti per consentire l’accesso a un contesto ambientale unico e irripetibile, evitando il caotico e inquinante traffico veicolare andato avanti per troppi anni fino alle pronunce del Commissario per gli usi civici di Roma (sentenza Comm. Usi civici Lazio, Umbria, Toscana n. 19 del 13 marzo 2018) e della Corte d’Appello di Roma (sentenza Corte App. Roma, Sez. usi civici, 3 marzo 2021, R.G. n. 6474/2018) , al termine di una lunga e difficile serie di azioni legali ecologiste finalizzate alla salvaguardia di uno straordinario patrimonio naturalistico e alla difesa dei diritti delle collettività locali”.  

La dura battaglia legale ha portato a una migliore qualità dell’ambiente e della vita e siamo ben felici di averla fatta” conclude l’associazione.

Legambiente: storica innovazione nella fruizione sostenibile dell’area

Di parere simile l’associazione Legambiente Umbria, che sottolinea come queste misure determinano “l’avvio di una storica innovazione nella fruizione sostenibile delle aree di pregio naturalistiche nei momenti di massimo afflusso.

Una decisione – ricorda Legambiente – nata a seguito dalla pronuncia della Corte d’Appello di Roma, che impedendo qualsiasi possibilità di parcheggio sulla Piana, ha reso necessario una diversa gestione dell’evento annuale che lo scorso anno aveva determinato oltre 14 km di code, un’incidenza di emissioni fuori norma e la presenza di oltre 20mila veicoli privati nei week end che occupavano lo spazio di almeno 10 campi di calcio.

Da subito il Presidente del Parco Nazionale Monti Sibillini ha promosso un tavolo tra tutti gli attori, per individuare scelte e soluzioni condivise, che non è riuscito  purtroppo a trovare una sintesi. La cronaca di questi giorni la conosciamo tutti: gli approfondimenti e le indicazioni della Prefettura di Perugia e i conseguenti atti amministrativi dovuti, che con l’ordinanza della Provincia di Perugia hanno definito la limitazione di accesso al Pian Grande nei primi due week end di luglio a tutti i veicoli privati, lasciando libero accesso sia dall’Umbria, sia dalle Marche, per residenti, dimoranti ed esercenti delle attività economiche locali, per soggetti non deambulanti, a piedi, in bici o in moto e per chi avesse la prenotazione in strutture ricettive, oltre ai bus turistici e navette organizzate.

Nel versante umbro, grazie alla predisposizione di parcheggi di scambio e navette, prenotabili on line al sito parchiaperti.it – e che ieri già registravano prenotazioni di oltre 1000 mezzi – si potrà accedere allo stupendo spettacolo della fioritura nei week end di massimo afflusso del 3/4 e del 10/11 luglio in maniera sostenibile.  Negli altri giorni della settimana invece verrà consentito il libero transito, indistintamente sia dal versante umbro sia da quello marchigiano, senza possibilità di sosta e di fermata. Ad oggi è dunque consentito l’accesso nelle giornate di sperimentazione sia sul versante umbro sia su quello marchigiano agli stessi soggetti autorizzati, in attesa in queste ore di disposizioni per la viabilità del territorio marchigiano così come predisposto dall’Umbria che regoli accessi e possibilità eventuali di aree di sosta”.

“Il prossimo week end e quello successivo – dichiarano Francesca Pulcini Presidente di Legambiente Marche e Maurizio Zara, presidente Legambiente Umbriasi avvia una gestione sperimentale di questo grande spettacolo naturale che merita una maggior tutela nella fruizione nonostante i tempi ristretti in cui è stata siglata la svolta. In questo momento è indispensabile l’impegno di tutti i soggetti interessati alla gestione congiunta degli accessi per far funzionare al meglio l’evento, così da ridurre la pressione dei veicoli e garantire le ricadute economiche locali. Questo deve essere anche l’inizio di un percorso di migliore gestione di un territorio di pregio naturalistico e culturale, che deve vedere, al di là dei confini geografici, la collaborazione e la sinergia delle Amministrazioni, delle comunità e degli gli operatori economici per promuovere il territorio, le tante proposte turistiche e di accoglienza e per costruire insieme uno sviluppo locale duraturo e sostenibile”.

Legambiente da anni chiede un Piano della Mobilità Sostenibile del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che regoli gli accessi nelle aree di pregio naturalistico e ambientale. Quest’anno con la storica campagna #Castelluccioapiedi, l’associazione ambientalista, AMODO e Movimento Tellurico hanno promosso un catalogo di operatori del turismo lento che operano nel Parco e nel Pian Grande e  hanno inviato a inizio giugno una lettera al Ministro della Transizione ecologica, al Parco e ai comuni interessati proprio per chiedere una sperimentazione che non ripetesse gli ingorghi dello scorso anno.

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