Morte Daniela Sanjuan, nuovo summit tra carabinieri e forestale - Tuttoggi

Morte Daniela Sanjuan, nuovo summit tra carabinieri e forestale

Redazione

Morte Daniela Sanjuan, nuovo summit tra carabinieri e forestale

Si cercano nuovi resti del corpo della 14enne, scomparsa da una casa famiglia di Bettona nel 2003
Mer, 14/09/2016 - 13:24

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Potrebbe svolgersi già oggi un nuovo summit tra i carabinieri e i militari del Corpo Forestale dello Stato per decidere se effettuare nuove ricerche nei boschi della zona di Bettona: lì, dove sono stati ritrovati, nel febbraio 2013, alcuni resti poi attribuiti al corpo della giovane 14enne Daniela Sanjuan, allontanatasi e scomparsa dalla casa famiglia “Piccolo Carro” il 23 ottobre 2003, a circa dieci chilometri dal centro abitato di Bettona.

La fitta boscaglia potrebbe infatti nascondere nuove verità su una vicenda misteriosa, per la quale in primis la madre di Daniela, Anna Malvone, chiede chiarezza ormai da 13 anni. La certezza che quei frammenti di cranio ritrovati nelle vicinanze di un corso d’acqua, sulle colline della piccola cittadina in provincia di Perugia, fossero di Daniela è arrivata la scorsa settimana. Già il 20 luglio, la madre si era sottoposta al prelievo di un campione genetico per il confronto con il dna isolato dai resti rinvenuti in località Acque Minerali di Bettona. Poi, lo scorso 7 settembre, il pm della procura di Perugia che coordina le indagini ha comunicato ad Anna Malvone che quei resti appartengono alla figlia scomparsa.

Le telefonate – Anna Malvone sentiva ogni giorno alle 14 la figlia: ogni giorno Daniela le telefonava a quello stesso orario, metodicamente. Fino ad una settimana prima dalla sua scomparsa, quando aveva cominciato a farsi sentire più di rado. Sembra invece che ricevesse altre telefonate, da una persona tutt’ora sconosciuta. Un altro mistero, sul quale la madre, ancora oggi, attende risposta.

L’alluvione del 2012 – Gli inquirenti starebbero al momento cercando di capire se esistono altri resti della giovane nella zona, oltre a quelli casualmente ritrovati da alcuni cacciatori nel 2003. Alcuni di loro, intervistati dalla trasmissione di Rai3 “Chi l’ha visto?“, che si occupa costantemente del caso, hanno ipotizzato che quei frammenti di cranio possano essere stati portati in quel punto della boscaglia dopo la forte alluvione del 2012 e che dunque la forza dell’acqua li abbia trascinati con sé.

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