Caro Direttore,
ho visto che avete voluto dare spazio anche alle giustificazioni del personaggio che ha fatto irruzione nel Presidio degli studenti dando in escandescenze e che si è saputo poi, da alcuni agenti di Polizia, essere proprietario di un esercizio commerciale adiacente al luogo della manifestazione.
Io ritengo che voi giornalisti svolgiate un ruolo fondamentale nel formare l’opinione pubblica, perché tutto ciò che non viene visto dalla gente, viene da voi raccontato e quel che viene detto forma poi l’immaginario collettivo sulle cose che accadono. Siccome sono stato presente ai fatti e ho anche cercato di intervenire quando mia figlia di 16 anni è venuta a chiamarmi, ritengo che il rischio, in questo caso, di giustapporre due versioni, senza che il giornalista esprima chiaramente il suo giudizio sui fatti, può far venir fuori una “mezza verità”, che non rende giustizia a chi è stato aggredito e attenua le responsabilità dell’aggressore. Si potevano per lo meno riportare i commenti delle Forze dell’Ordine (che conoscete), così spesso chiamate in causa per altre situazioni, magari opposte, e non invece in questo caso, visto che tutti gli agenti, e non ce n’erano pochi, con cui abbiamo parlato, hanno elogiato il senso di responsabilità dei giovani, di fronte ad una situazione per niente semplice. In Piazza Garibaldi, sabato mattina c’è stata una manifestazione pubblica degli studenti contro la Riforma Gelmini, regolarmente autorizzata, che è stata interrotta inizialmente con una provocazione dal personaggio in questione, con un piccolo striscione in cui era scritto “sono coglionerie”, poi con una pesante aggressione verbale e infine attraverso la devastazione fisica. Quindi c’è stato un aggressore (non solo un provocatore) e degli aggrediti. Quando è venuta mia figlia a chiedere aiuto, sono corso per fermare la persona che si era introdotta nel Presidio che in quel momento inveiva con foga e per tutta risposta ho avuto parole di sfida, minacciose, del tipo, “forza, fermatemi, voglio vedere chi ci prova”. Ho capito subito l’aria che tirava, come l’hanno capita tutti i ragazzi, ho cercato l’Ispettore di Polizia presente fino a che l’ho trovato. Infine quando il provocatore è passato dalle parole ai fatti, abbattendo striscioni e quant’altro, la Polizia l’ha preso e lo ha portato via. Io credo che di fronte alla violenza subita sarebbe stato opportuno che l’informazione avesse sottolineato il senso di responsabilità di chi stava manifestando liberamente e regolarmente autorizzato e deplorare l’irresponsabilità di chi ha cercato di sfasciare tutto quello che incontrava. Due altre cose ancora che ritengo importanti. Fanno bene i ragazzi a dire: “noi non denunciamo nessuno”, in questa Italia “giustizialista” dove, come è successo a Spoleto, si può rimanere agli arresti per 10 mesi solo per aver fatto una scritta sui muri, non saranno certo i giovani del Movimento Studentesco a mettere persone libere, anche se fanno una “cazzata”, in mano a chi ha tanto potere e lo esercita spesso in arbitrio assoluto. Condivido appieno e proprio per questo la verità deve venire alla luce senza ombre. L’hanno già scritto i ragazzi, lo striscione è stato preparato, quindi la provocazione era premeditata e non è stata uno scatto improvviso di nervi. Mi sollecita la curiosità poi la foto da voi pubblicata, che ritrae l’intruso all’interno del Presidio. Mi piacerebbe assai, per soddisfare la mia curiosità, sapere chi ve l’ha data; e si perché sembra una cosa già pronta, quasi in posa. Lui, l”invasore” fotografato mentre protesta, non c’è ancora il casino che poi ha fatto, e allora che interesse poteva avere il fotografo a fotografare chi difficilmente in quel momento poteva sembrare qualcosa di diverso dalla manifestazione? E poi perché ve l’ha data quando è diventata utile per il servizio giornalistico ? Come è entrata in relazione una cosa fatta prima che accadesse con l’utilizzabilità dopo l’accaduto? Converrete poi che una persona che fotografa un presidio nella fase “fredda” e poi immediatamente dopo si scatena il “finimondo”avrà maggiore interesse a fotografare la baraonda. Invece niente, non l’ha fatto? L’ha fatto e non ve l’ha date? Giornalisticamente credo sia indiscutibile che le immagini in cui il tipo “sradica” gli striscioni e “turbina” le mani sia di gran lunga più interessante. Se mi togli questa curiosità, fai un piacere ad un amico e ci aiuti a capire meglio quello che è veramente successo. Anche perché alcune frasi pesanti del provocatore, che ritengo non opportuno riportare, dicono senza dubbio che lui sapeva perfettamente, anche sul piano personale, dove andava ad intervenire e contro chi.
L’ultima cosa. L’”invasore” si giustifica dicendo che protestava perché “non si può manifestare con la musica a palla e due bottiglioni di vino”, e gli piacerebbe sapere: “se lo hanno dato ai minorenni”.
A parte il lato comico della richiesta del “moralizzatore” proprietario di bar, di sapere se i minorenni hanno bevuto vino, (i minorenni hanno organizzato la manifestazione e tutte le scelte organizzative, eccetto due studenti Universitari e due Lavoratori Precari, gli altri, tra i 15 e i 20, in quel momento presenti nel Presidio, erano tutti Studenti Medi, del Liceo, Classico, Scientifico, Pedagogico, dell’ITCG, dell’ITIS, tra quelli che conosco, e la maggior parte erano certamente minorenni, quindi, se lo hanno bevuto, ma non mi sembra, sicuramente poco, dopo 5 ore uno era ancora quasi pieno, se lo sono comprato e se lo sono bevuto, è stato tutto perfettamente legale e comunque non c’è qualcuno che glielo ha dato).
Ma torniamo ai bottiglioni e alla musica a palla del “fustigatore” di costumi proprietario di bar.
Non ricordo nessuna protesta contro le “coglionerie”, in anni di “vini nel mondo”, con fiumi di vino, anche per terra oltre che in enormi silos, a Piazza Garibaldi, con ragazzi giovanissimi “mbriachi” persi a frotte, stesi per terra, a Piazza Garibaldi, giorno e notte. Non ricordo nessuna protesta contro le “coglionerie” durante le varie notti bianche a Piazza Garibaldi, con concerti spacca timpani che si sentivano fino a Piazza del Duomo o a San Ponziano, nessuna protesta contro le “coglionerie” durante le kermesse musicali a Piazza Garibaldi, pugilistiche a Piazza Garibaldi, e le mille altre manifestazioni vocianti, urlanti, a Piazza Garibaldi, per giorni interi.
Che gli sia venuta tutt’assieme l’orticaria da musica a palla e da 2 bottiglioni di vino?
Può darsi. Allora prepariamoci per gli “Eventi di Fine Anno” ad un nuovo show dell’”invasore”.
Perché lì, altro che due bottiglioni di vino, altro che musica a palla ( che sotto gli Archi neanche si sentiva ), li si che si brinda e si “Discotechizza” tutta la Piazza.
Tornando alle cose serie e chiudendo, e lo dico come Consigliere Comunale, come Insegnante che protesta per difendere la scuola pubblica, come Genitore che non vuole figli ignoranti, Manifestare come dice il Comitato degli Studenti, è un Diritto e un Dovere, e si continuerà a farlo da subito. E qui è bene chiarire i fatti, perché non vorrei che quei due bottiglioni siano diventati più grandi di quello che sono perché non piaceva magari quello che era scritto sugli striscioni, oppure la musica fosse molto più forte di quella che era perché quella musica non piaceva. Ma anche solo perché Manifestare Democraticamente usando una vecchia tromba, come è diritto a farlo, allontana i clienti, e magari gli urli notturni del cantante di grido li porta e così i vini “dal” mondo. O anche semplicemente una Piazza dove si Manifesta, impedisce al cliente di parcheggiare. Ne sopportiamo tante noi in silenzio, hanno riempito le Piazze e le vie di Gazebo permanenti utilizzando il suolo pubblico, che imparino a sopportare la democrazia, anche se non produce affari.
Saluto il Direttore a cui chiedo in nome dell’antica amicizia e stima, la pubblicazione di questa lettera, e gli faccio un ultimo rimprovero, quel titolo così equidistante è veramente fuorviante la verità, un po’ più di coraggio.
Aurelio Fabiani (Insegnante, Genitore, Consigliere Comunale)
Caro Aurelio,
resto stupito del volermi ricordare l’antica amicizia e stima per veder pubblicata la Tua, dal momento che non sei stato mai censurato nei tuoi pensieri, opinioni e documenti di uomo politico. Ma tant’è. Non sono d’accordo sul fatto che l’articolo avrebbe dovuto prendere una posizione dal momento che nè il sottoscritto, nè altri componenti la redazione erano presenti in piazza. Di 'giudici sulle chiacchiere', in Italia, ce ne sono fin troppi. Nè ho autorità alcuna per visionare i filmati delle telecamere della polizia municipale e delle banche. Credo quindi di aver dato una informazione corretta nell’aver riportato le due versioni (e non una versione autentica e una ‘giustificazione’). Avendo comunque liquidato come ‘provocatorio’ il gesto dell’esercente.
Su chi ha poi cominciato prima a strappare i cartelli, ho due versioni ‘ufficiali’, la vostra (includendo quella del Comitato a Te molto vicino) e quella dell’esercente, ovvero una….mezza verità. Come pure due versioni mi sono state fornite sull’uso dell’alcool. Non sono nè bigotto, nè moralizzatore: ma se avessi un figlio minorenne (ma anche maggirenne) mi preoccuperei di simili ‘manifestazioni’ comportamentali.
In situazioni del genere, dunque, solo un arbitro terzo potrebbe ahimè dire qual’è quella vera. Difendo dunque totalmente il titolo ed ogni singola parola del mio scritto che, proprio perchè equidistante, lascia il lettore libero. Anche di credere che l’esercente sia stato portato al gabbio, visto che sia te, sia il Comitato avete usato la frase “la polizia lo ha portato via” e non, come è realmente successo, “la polizia lo ha allontanato”.
Quanto al fotografo mi spiace ma non posso esserTi utile nel fornire le sue generalità. Ti prego però caldamente di non vedere anche in questo un ‘complotto’: perchè chi ha fornito la foto non è neanche di Spoleto, e non conosce nè il Comitato, nè l’esercente. Quanto infine ai diritti di manifestare (di fare propaganda, campagna elettorale, etc.) credo che ne avessero anche coloro che erano presenti al gazebo del Pdl che è stato invece fatto oggetto di lanci di carta igienica. Da parte di quei pochi ragazzi che, secondo la versione dei testimoni lì presenti, hanno anche sputato per terra ad ogni loro passaggio o preso i volantini per poi stracciarli. Su questo non hai voluto però spendere una parola. Infine consenti anche a me un ultimo rimprovero. Quella musica a palla è davvero insopportabile e son convinto che non aiuti neanche ad avvicinare la gente alle vostre manifestazioni. Te lo dico per averla in passato dovuta ‘subire’ dalla nostra redazione, come immagino anche gli altri uffici, esercizi, locali che ospitano persone malate e semplici appartamenti che si affacciano sulla piazza. Che anche altri non abbiano lo stesso rispetto non giustifica che si possa esser tutti dei rompitimpani.
Apprezzo molto la volontà dei ragazzi di non procedere a querela (come anche la loro battaglia al decreto Gelmini), sperando che altrettanto faccia anche il signor Luciani, esponente di spicco del Pdl spoletino, che, è notizia di pochi minuti fa, domani si recherà al comissariato per presentare un esposto sui fatti di sabato. Quella di ieri è una brutta pagina sulla quale credo abbiamo tutti delle responsabilità. Nessuno escluso.
Con l’amicizia di sempre, Carlo Ceraso
(aggiornato alle 19.50 del 14 dicembre 2008)
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Momenti di tensione stamani in Piazza Garibaldi dove era programmato un presidio del “Comitato Studenti e Precari in Lotta” contro la Riforma Gelmini. La giornata era fin lì trascorsa sostanzialmente in modo tranquillo. Anche se alcuni studenti si erano resi protagonisti di un atto non proprio civile quando avevano lanciato dei rotoli di carta igienica sul gazebo del Pdl. La situazione si è fatta più difficile quando Fabio Ferretti, titolare del Bar Garibaldi, è uscito sulla omonima Piazza con un cartello dove aveva scritto “Sono tutte coglionerie”. Una sorta di sfida agli studenti. “Una vera e propria aggressione avvenuta dopo oltre ore di presidio – scrive Federica Fandaulli, portavoce del Comitato – avvenuta dopo oltre tre ore di presidio. Senza motivo alcuno, in apparenza, un commerciante di Piazza Garibaldi, ha prima fatto irruzione all’interno del Presidio, tenendo tra le mani un piccolo striscione. Alla domanda del perché stava tenendo quel comportamento, ha iniziato ad inveire, strappando il megafono degli studenti, urlando “buffoni”, aggiungendo altri epiteti che è meglio non scrivere, rispondendo che con persone come noi non parlava, per poi scagliarsi con inusitata violenza contro tutto quello che trovava intorno a se, strappando striscioni, e minacciando chi lo voleva fermare, fino a che è intervenuta la Polizia che lo ha trascinato via. Ora tutto ciò è avvenuto sotto gli occhi non solo della venticinquina di ragazzi in quel momento presenti al Presidio, ma anche di molte altre persone che si trovavano sul posto, ed è stato, molto probabilmente, integralmente filmato, dalla Polizia, nonché dalle telecamere presenti stabilmente in Piazza Garibaldi. Naturalmente come è nostro costume non faremo alcuna denuncia, come alcuni organi di stampa ci hanno chiesto di sapere, perché non riteniamo che i problemi si risolvano così. E’ però fondamentale che si conoscano le motivazioni del gesto che certo è stato gravemente intimidatorio, per la forte carica aggressiva e per la premeditazione, visto che l’aggressore si è presentato con uno striscione precedentemente scritto con una bomboletta spray o qualcosa di simile. Perché è del tutto è evidente, e ognuno lo capisce, che un conto è un gesto isolato dettato da qualche incomprensibile nervosismo, un conto è la reazione di un commerciante insofferente verso il libero e democratico diritto di manifestare, un conto è la reazione ad una manifestazione di cui si contrastano i contenuti e si combattono i partecipanti. Quindi chiediamo che si accertino le motivazioni del gesto, perché ciò è fondamentale per il futuro, per quello che potrebbe ancora accadere, in quanto, è del tutto evidente che mai rinunceremo al diritto di Manifestare in Piazza le nostre Ragioni”. Fin qui il comunicato stampa degli studenti. Diversa la versione dell’esercente. “Io mi sono messo vicino al monumento a Garibaldi mostrando il mio cartello – dice Ferretti a TO® – e sono rimasto in silenzio. Non ho proferito parola a nessuno. Ho reagito quando mi sono venuti sotto e mi hanno strappato il mio di cartello. Solo a quel punto ho strappato i loro”. Sui motivi che lo hano spinto al provocatorio gesto dice che non ce l’aveva con la manifestazione e che il suo non è da intendersi come un gesto politico. “Non si può manifestare in quel modo, con la musica a palla per ore e due bottiglioni di vino che offrivano. Mi piacerebbe sapere, visto che erano studenti, se lo hanno offerto anche a minorenni”. Nessun commento dal Pdl. Solo una battuta a microfoni spenti di un dirigente: “beh almeno hanno acquistato la carta igienica, un modo come un altro per rimettere in moto l’economia”. (C.C.)
Pubblicato alle 22.20 de 13 dicembre 2008