Una bella ragazza tifernate, che lavora e sogna di laurearsi: questi elementi sono sufficienti a fare di Monica Bartolucci un esempio di buon senso e intelligenza, per cui l’Amministrazione comunale non può che augurarle buona fortuna per Miss Italia ma soprattutto per la sua vita
Alla vigilia della partenza per Jesolo, dove a fine agosto si giocherà l’accesso alla finale di Miss Italia, Monica Bartolucci è stata ricevuta dal sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, che si è congratulato, insieme alla Giunta, per la prestigiosa fascia assegnatale nella recente selezione di San Giustino.
L’equitazione ha accompagnato Monica fin dall’infanzia, che ha trascorso, per 13 anni, insieme alla sua amica del cuore e figlia dell’attuale presidente del Trestina calcio, tra i maneggi di San Pietro e di Caldese, gareggiando a livello agonistico nella corsa ad ostacoli per la Fise Umbria, la Federazione presieduta da un’altra tifernate grande appassionata di sport equestri, Mirella Ponti.
“Ho avuto il mio primo cavallo a quattro anni – ricorda – si chiamava Milk and Coffee ed era un pony; ho ancora adesso un cavallo, Odena, di 21 anni, con cui continuo a coltivare l’amore per l’equitazione. Con lei girerò il video di presentazione per la prefinale di Jesolo”. D’altronde Monica viene da una famiglia di sportivi: il padre Maurizio ama le moto, la mamma Daniela la corsa. Insieme gestiscono il forno più antico di Trestina, che risale al 1958.
“Non so se Miss Italia, a cui avevo provato a partecipare anche l’anno scorso, sarà l’inizio di qualcosa – ha aggiunto Monica – ma, dal momento che ci sono, il mio obbiettivo è vincere. O almeno provarci fino in fondo”.