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E’ nel carcere di Terni Mohamed El Messaoudi l’uomo che sabato scorso ha aggredito a martellate la moglie su un autobus a Stroncone. La firma al tentato femminicidio l’ha confermata il braccialetto elettronico (che è identificativo attraverso un numero di matricola) di cui si è disfatto subito dopo l’aggressione e che è stato ritrovato a pochi metri dall’autobus. Nella mattinata di ieri è stato riconosciuto dalla proprietaria di un bar di Vascigliano, frazione di Stroncone tramite una foto che girava su Facebook. L’aggressore era entrato e aveva ordinato la colazione. Poco dopo la chiamata della donna al 112, l’aggressore è stato accerchiato dai Carabinieri lungo la strada.
Come ribadito ieri dal Procuratore durante la conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri l’allerta delle forze dell’ordine era molto alta. “Eravamo tutti molto preoccupati perché il soggetto era potenzialmente pericoloso. Era nelle campagna di Stroncone da due giorni, era affamato, assetato, senza mezzi di sussistenza e potenzialmente capace di commettere reati predatori”. Anche i cittadini del piccolo comune sono tranquilli, dopo giornate di apprensione e isolamento, costretti a barricarsi in casa e con le forze dell’ordine che presidiavano il territorio.
Gli inquirenti stanno svolgendo gli approfondimenti sulle dinamiche della violenza. Dovrà essere fatta la convalida dal GIP in carcere che avverrà nei prossimi giorni. Il focus dell’indagine è capire nel dettaglio perché è successo il fatto, cosa è successo prima e dopo, l’arma dell’aggressione, la premeditazione e il malfunzionamento del braccialetto elettronico. Ma il procedimento è ancora nella fase preliminare delle indagini e il tutto è coperto da segreto.
La vittima Fatiha dopo le 8 martellate alla testa e un delicato intervento chirurgico è in prognosi riservata in rianimazione all’Ospedale di Terni, in condizioni gravissime ma stabili. La figlia adolescente, che ad aprile aveva allertato le forze dell’ordine per le violenze perpetrate da El Messaoudi verso la madre, è stata affidata alla nonna. Fatiha aveva infatti con sé la mamma che ora si prende cura della nipote. “Sono persone bene integrate” ha sottolineato ieri il Procuratore nella conferenza stampa.