(Geraldina Rindinella) – “Non basta parlare di pace, uno ci deve credere. E non basta crederci, uno ci deve lavorare”. È con questo incipit che, presso la Sala dei Notari, ha preso il via il Forum sulla Pace, una due giorni all’insegna di dibattiti, confronti e obiettivi comuni che terminerà domenica 16 maggio con la consueta Marcia Perugia-Assisi, arrivata alla 49ma edizione.
Ad inaugurare la kermesse sono state le autorità istituzionali locali, religiose e le associazioni che, di fronte agli alunni delle 300 scuole provenienti da tutta Italia, hanno rinnovato l’obiettivo dell’incontro, come sottolinea il coordinatore nazionale Flavio Lotti: “La finalità del Forum è riscoprire insieme cosa vuol dire ‘fare pace’ a partire dalle nostre case, dalle strade, dal quartiere in cui viviamo, riconoscendo le responsabilità di ciascuno tramite una consapevolezza più approfondita della carta costituzione che consentirebbe di abbattere il muro dell’ignoranza. A tale proposito abbiamo chiamato a testimoniare alcuni ragazzi rifugiati che hanno trovato ospitalità presso il centro di accoglienza immigrati di Perugia e che, con le loro storie, rappresentano le vittime della miseria e dell’ingiustizia, delle guerre e della violenza del nostro tempo. Purtroppo – continua Lotti – l’assenza di una politica di pace è causa di sofferenze indicibili per centinaia di milioni di persone e di pericoli che ci minacciano sempre più da vicino. Non possiamo permettere che ciò venga considerato un problema dei “pacifisti” perché tutti, cittadini e istituzioni, si devono assumere le proprie responsabilità. È per questo che la Marcia Perugia-Assisi deve essere considerata come la tappa di un cammino che attraversa i luoghi in cui viviamo a partire dalle scuole, con studenti e docenti impegnati in percorsi di educazione alla cittadinanza e alla costituzione nonché allo scambio interculturale, all’insegnamento della legalità, dei diritti umani, della democrazia e dello sviluppo”.
Ieri una delegazione della Tavola della pace ha incontrato il Presidente Emerito Oscar Luigi Scalfaro, che ha lasciato un messaggio video a tutti i partecipanti del meeting. «Avrei voluto davvero esserci domenica, ma i doveri istituzionali mi vedono impegnato altrove. Sarò idealmente con voi. È importante – ha proseguito – che noi crediamo coi fatti alle cose che diciamo con la bocca. Altrimenti le persone non possono seguirci. È importante il comportamento, il lasciarsi coinvolgere, il sentirsi parte viva è fondamentale. Non abbiamo bisogno di eroi, non bisogna cercarli, ma abbiamo bisogno di persone che credono a quello che dicono e che fanno quello che credono. Io sono sempre stato affascinato da quelli che per i principi in cui credevano hanno pagato di persona». Al termine dell’intervento, si sono poi alternati sul palco i partecipanti del Forum e i giovanissimi ragazzi protagonisti del progetto delle 100 storie per la pace.