La prima (Affari Istituzionali) e seconda (Bilancio) Commissione consiliare del Comune di Perugia, in seduta congiunta, hanno analizzato questa mattina la bozza di regolamento sul baratto amministrativo, vale a dire le misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio.
L’istituto del baratto amministrativo, ha ricordato la giunta, è previsto dall’articolo 24 del D.L. 133 del 2014 (cosiddetto decreto sblocca Italia) e, successivamente, dall’art. 190 del nuovo codice dei contratti che, di fatto, ne ha ripreso i contenuti.
Si tratta, come noto, di contratti di partenariato sociale posti in essere tra enti territoriali e cittadini, in forma singola o costituiti in forma associativa. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati a fronte dei quali viene prevista la riduzione o esenzione di tributi corrispondenti all’attività svolta. Per valutare l’introduzione di questo strumento l’Amministrazione ha costituito fin dall’ottobre 2015 un gruppo di lavoro, la cui relazione finale è stata acquisita dalla giunta nel maggio del 2016. In considerazione di tale studio, l’Esecutivo ha dato poi mandato al medesimo gruppo di redigere un regolamento, i cui contenuti sono stati oggi oggetto di analisi. Il baratto rappresenta una delle modalità di attuazione del principio costituzionale (art. 118 comma 4) della sussidiarietà orizzontale, testo a favorire la collaborazione tra pubblico e privato.
Il regolamento si compone di 11 articoli. Questi i tratti salienti.
Si prevede (art. 2) che gli interventi dei cittadini siano di carattere occasionale e non continuativo. Essi possono riguardare (a titolo esemplificativo): manutenzione, sfalcio e pulizia delle aree verdi, parchi pubblici, aiuole, aree giochi bambini; sfalcio e pulizia dei cigli delle strade comunali; pulizia delle strade, piazze, marciapiedi e altre pertinenze stradali di proprietà di competenza comunale; manutenzione delle aree di gioco dei bambini (esclusi interventi sulle attrezzature per i giochi); interventi di decoro urbano, di recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati; valorizzazione di aree verdi, piazze o strade mediante iniziative culturali.
Gli interventi possono essere attivati sia su sollecitazione dell’Amministrazione comunale sia spontaneamente su proposta del cittadino. Nel secondo caso, la proposta di collaborazione sarà oggetto di valutazione da parte dell’amministrazione sulla base di criteri previamente stabiliti per la sua eventuale approvazione; nel primo caso, l’iter procedimentale prenderà avvio da un avviso con il quale l’ente invita i cittadini a presentare progetti in relazione ad ambiti specifici preventivamente individuati.
L’intervento di cura e di valorizzazione è aperto (art. 3) a: singoli cittadini; gruppi di cittadini che individuino un rappresentante quale referente per l’Amministrazione; associazioni non riconosciute; comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.
La norma di legge non indica nel dettaglio quali siano i tributi oggetto di agevolazione; tuttavia specifica che le misure incentivanti devono riguardare “tributi inerenti al tipo di attività posta in essere…”. Di fatto, dunque, è necessario che sussista un rapporto di stretta inerenza tra l’esenzione e/o le riduzioni di tributi che l’ente può deliberare e le attività di cura e valorizzazione del territorio che i cittadini possono realizzare. In quest’ottica risulta sicuramente applicabile l’istituto del baratto con riferimento ai tributi quali TARI o TOSAP, che prevedono un rapporto sinallagmatico tra versamento coercitivo di una somma e potenzialità di fruire del servizio da esso finanziato.
Risulta invece esclusa, come sancito dalla Corte dei Conti Emilia-Romagna, la possibilità di consentire l’applicazione delle agevolazioni anche alla fattispecie di debiti tributari pregressi sia perché non rientra nell’ambito applicativo della norma sia per motivi contabili.
L’opposizione ha manifestato molteplici perplessità sulla proposta ritenendo che lo strumento del Regolamento non sia quello più adatto per disciplinare la fattispecie, dovendosi preferire o linee guida o, al massimo, modifiche al regolamento sull’amministrazione condivisa. Ed è stata proprio l’assenza di qualsivoglia riferimento e coordinamento con il regolamento sull’amministrazione condivisa a suggerire all’opposizione di rigettare il regolamento sul baratto chiedendone il ritiro.
Uno dei gruppi di maggioranza ha ricordato di aver presentato già nel 2015 un odg in cui si chiedeva di concedere a cittadini e associazioni agevolazioni di natura fiscale, in cambio di lavori di cura e manutenzioni del patrimonio pubblico. Tale odg è stato approvato dal Consiglio comunale nel giugno 2015. Successivamente il medesimo gruppo ha inteso elaborare una proposta di delibera contenente una bozza di regolamento sul tema del baratto amministrativo. Ritenendo che non tutti gli elementi suggeriti nella bozza siano stati recepiti dagli uffici nel regolamento oggi illustrato, anche il gruppo di maggioranza ha concordato sulla necessità di approfondimento del documento nel confronto con il vice segretario generale.
Per l’effetto la questione è stata rinviata alla prossima seduta utile.