Nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell'intera giunta regionale, Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, ha riportato la posizione emersa dalla conferenza delle Regioni, in risposta alla manovra finanziaria varata dal governo riguardo gli enti territoriali.
Lo ha fatto con tanto di calcolo di massima sugli effetti sui singoli bilanci della finanziaria (“anche se non conosciamo ancora il testo”, ha precisato la presidente).
E' una manovra “iniqua” e “insostenibile” – ha affermato la governatrice – riferendo come le Regioni abbiano chiesto di aprire urgentemente un tavolo di confronto con il governo per modificare il provvedimento.Il bilancio della regione Umbria verrebbe tagliato di 250 milioni di euro in due anni e questo,”significa, di fatto, azzerare l'autonomia dell'ente – ha continuato la Marini – cancellando totalmente le risorse per settori fondamentali come il trasporto pubblico, l'edilizia residenziale, interventi per viabilità e difesa del suolo”.
Dall'elaborazione fatta sulla base dei trasferimenti alle Regioni, infatti, al prossimo bilancio dell'Umbria dovrebbero mancare 117,8 milioni di euro, di cui 28,7 destinati alla viabilità, 40,4 al trasporto pubblico locale, 12 al Fondo unico delle imprese, 7,1 per l'ambiente, 19,7 all'edilizia residenziale pubblica.”Come Regioni – ha puntualizzato Marini – abbiamo condiviso l'esigenza di una manovra che incidesse sullo stato dei conti pubblici, ma crediamo debba esserci un'equa ripartizione fra i vari livelli dello Stato e una sostenibilità per le Regioni”.La presidente ha continuato con una riflessione: la manovra avrà “un impatto devastante che, contrariamente a quanto si vuol far credere, non agisce su sprechi e inefficienze, ma sui servizi al cittadino”. Secondo la governatrice non sono neppure comprensibili le prese di posizione di alcune parti sociali. “Forse qualcuno non ha ben compreso cosa voglia dire tagliare le spese su trasporto pubblico, viabilità e fondo per le imprese – ha detto -, tutto ciò in una regione come la nostra significa recessione”.
Ma c’è già pronto un “primo progetto di riorganizzazione e razionalizzazione delle spese di funzionamento generale sia dell'amministrazione regionale, che delle stesse agenzie regionali, e presto dovremo anche ragionare su una riforma strutturale della pubblica amministrazione regionale”, come ha annunciato la presidente. Lunedì prossimo, infatti, nella riunione della giunta regionale, verrà presentato questo piano di azione, come segnale di una volontà concreta della regione di agire sul fronte della spesa pubblica.