di Antonio Cappelletti (*)
A causa di un malanno di stagione, ho assistito all'ultima seduta del Consiglio Comunale grazie al collegamento on line messo a disposizione dal sito del Comune di Spoleto. A parte la scarsa qualità delle immagini, che ho chiesto più volte di migliorare ma purtroppo senza successo, lo strumento è molto utile per verificare direttamente cosa fanno i consiglieri eletti quando partecipano ai Consigli Comunali. Devo dire che forse, proprio per il fatto di avere avuto la possibilità di assistere al consiglio “da fuori” contrariamente a quanto faccio di solito, l'impressione che ne ho tratto è risultata ancora più avvilente. La mancata elezione del Presidente del Consiglio Comunale, ha si segnato un ulteriore conferma dell'inadeguatezza dell'attuale maggioranza , che ha ritenuto necessario procedere ad un rimpasto di giunta per ricompattarsi ed ottenere, a quanto pare, l'effetto contrario, ma tale risultato a mio avviso va al di là anche di questo. La mancata elezione del Presidente del Consiglio Comunale non è solo un epifenomeno di una situazione contingente che si risolverà assegnando a questo o quello una poltrona più o meno alta, ma è l'ennesimo segno di come la politica sia divenuta autoreferenziale essendo appunto suo unico interesse e riferimento quello di mantenere a tutti i costi il potere e non quello di amministrare la cosa pubblica. C'è oramai una convinzione diffusa tra la gente secondo la quale la politica rappresenta solo qualcosa da guardare con disgusto. Così non è, la politica rappresenta il momento di partecipazione del cittadino all'amministrazione della sua città e sarebbe veramente fuorviante pensare che la politica sia quello che ci appare oggi. Non si può poi neppure pensare che quello che è oggi la politica sia solo colpa di chi ricopre incarichi politici. Molti dei comportamenti posti in essere dai politici derivano proprio da ciò che viene chiesto dai propri elettori, favori personali a discapito dell'interesse generale. Questo è a mio avviso provocato dalla disillusione rispetto al fatto che le cose possano al fine cambiare. C'è un abbandono della speranza. Credo tuttavia che oggi si sia arrivati ( dico in generale non voglio usare etichette di destra o sinistra), fortunatamente, ad un punto nel quale si comincia ad intuire che tutto ciò non è più sostenibile, che la vita ed il mondo sono cambiati e che il perseguimento serio e concreto del bene comune può generare maggior benessere e ricchezza, anche di quella che si riesce ad ottenere con favori personali che poi viene inevitabilmente risucchiata dall'impoverimento generale del territorio sul quale si opera. E' un processo lento che sopratutto in una città tendenzialmente indolente quale è Spoleto richiede forse più tempo, ma a mio avviso il processo è già iniziato. Il segreto per ottenere questo mutamento di rotta è molto semplice ed è quello di non cercare di pretendere dagli altri ciò che possiamo fare noi. Potremmo così evitare di continuare ad assistere a lotte che hanno come unico fine il mantenimento di un potere che considera la cosa pubblica come cosa sua e che, francamente, appare un po' fuori dalla storia.
(*) Consigliere comunale Lista Rinnovamento