Erano stati affidati temporaneamente alla nonna paterna, dopo la separazione dei genitori, ed avrebbero subito vessazioni ed intimidazioni per evitare i contatti con la madre e per non tornare a vivere con lei. E’ un delicatissimo caso che ruota attorno a due bambini ed ai contrasti tra i due genitori quello che è approdato davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Spoleto e che vedrà una tappa cruciale nella giornata di domani, quando si terrà l’incidente probatorio per assumere la testimonianza di entrambi i bambini.
I due indagati, un 45enne ed una 71enne spoletini, rispettivamente padre e nonna dei due bambini, sono accusati di maltrattamenti in famiglia e sottrazione di minore, con i fatti che sarebbero avvenuti tra il 2013 ed il 2014. Una vicenda delicata, con i due piccoli che vivevano con la madre, salvo poi essere affidati temporaneamente alla nonna paterna, per poi tornare, ma soltanto dopo il loro racconto e la denuncia dei fatti ad abitare con la madre, che vive in un’altra Regione. Sarà ora il prosieguo dell’udienza preliminare (che vede la mamma dei bambini costituita parte civile la madre attraverso l’avvocato Luca Carbonara del foro di Teramo) a dover stabilire se a carico di padre e nonna ci sono elementi tali da portare il giudice ad un loro rinvio a giudizio oppure ad un loro proscioglimento.