Luciano Bacchetta e il 25 aprile al Quirinale, “Un grande onore incontrare il presidente” - Tuttoggi

Luciano Bacchetta e il 25 aprile al Quirinale, “Un grande onore incontrare il presidente”

Redazione

Luciano Bacchetta e il 25 aprile al Quirinale, “Un grande onore incontrare il presidente”

Ven, 25/04/2014 - 20:39

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Luciano Bacchetta e il 25 aprile al Quirinale, “Un grande onore incontrare il presidente”

E' stato un grande onore incontrare a nome di Città di Castello il presidente della Repubblica nella rosa dei quindici comuni selezionati come esempio della lotta degli italiani contro la barbarie fascista e nazista in nome degli ideali democratici e della libertà“: così il sindaco tifernate Luciano Bacchetta ha commentato la trasferta romana al Quirinale, dove, nella Sala dei corazzieri, ha presenziato alla cerimonia tradizionale della Festa della Liberazione con le associazioni combattentistiche e d'arma. Prima dell'inizio, i quindici sindaci quest'anno ospiti – riferisce una nota del Comune tifernate – hanno avuto un incontro riservato con il presidente della Repubblica nel corso del quale hanno presentato il proprio comune e ricordato sinteticamente i drammatici momenti della Resistenza nei rispettivi territori. “Per Città di Castello essere ricevuti da Giorgio Napolitano e' stato particolarmente significativo dal momento che nel 2014 commemoreremo i settanta anni della Liberazione“, ha detto il sindaco. “Sono stato molto contento – ha continuato – del fatto che mente eravamo a Roma, tanti tifernati hanno ricordato il 25 aprile nelle forme con cui siamo soliti onorare i martiri della Resistenza, condividendo la memoria e la riconoscenza che nutriamo verso chi ha messo in gioco la propria vita perché l'Italia potesse avere un futuro“.
Alle celebrazioni nella città umbra hanno partecipato anche l'assessore regionale Fernanda Cecchini e Dante Rubechi, medaglione d'oro per la deportazione che subì durante la Seconda Guerra Mondiale. L'onorevole Walter Verini nel discorso conclusivo – prosegue la nota – ha ribadito come “il 25 aprile sia la Festa di una Liberazione conquistata ma mai una volta per tutte: le forze naziste e razziste sono ancora all'opera in
Europa e in Italia e il populismo autoritario, antisolidale è sempre in agguato specialmente in un'epoca di crisi economica e culturale. Oggi, come allora, l'unico strumento per combatterlo e' la reazione e la politica, che deve dare risposte efficaci e credibili alle istanze della società in termini di lavoro, cambiamento e riforme
“.

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