Dopo 60 anni chiude i battenti lo storico Bar della Stazione - Tuttoggi

Dopo 60 anni chiude i battenti lo storico Bar della Stazione

Davide Baccarini

Dopo 60 anni chiude i battenti lo storico Bar della Stazione

Ad annunciarlo una lettera della titolare dopo la morte improvvisa del fratello
Sab, 02/01/2016 - 11:33

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Dopo oltre 60 anni di attività chiude i battenti lo storico “Bar della stazione” in Piazza della Repubblica a Città di Castello, gestito fin dagli anni ’50 dalla famiglia Galvani. Lo ha annunciato con una lettera a clienti ed amici (qui la foto) Anna Maria Galvani, titolare assieme al fratello Mario, deceduto improvvisamente il giorno di Natale. 

Con la morte di mio fratello Mario, lo storico “barrino” della stazione, portato avanti per sessanta anni dalla nostra famiglia chiude. Un saluto, un abbraccio e un grazie sentito a tutta l’affezionata clientela che mi è stata vicina in questo brutto momento

Questo è il testo della lettera scritta di proprio pugno e firmata da Anna Maria, affissa sulla piccola finestra del bar accanto al manifesto funebre con la foto del fratello Mario Galvani, che ha gettato nello sconforto la famiglia, la moglie Fiorella, i figli Andrea, Daniele, i parenti  e i tanti amici che lo conoscevano.

Il “barrino” della stazione (così era soprannominato da tutti), avviato all’inizio degli anni ’50 dalla famiglia Galvani, papà Egidio e mamma Iside, ha proseguito l’attività di esercizio al pubblico fino agli ultimi giorni del 2015 grazie alla professionalità e dedizione dei fratelli Anna Maria e Mario Galvani. Un pezzo di storia della città, vero e proprio punto di riferimento, in particolare di utenti e pendolari del mitico “trenino” della Mua prima ed Fcu poi, che ha accompagnato lo scandire di eventi cittadini e allietato le giornate di tanti giovani che andavano li per ascoltare i successi del momento dal juke-box, giocare a flipper, calciobalilla o ping-pong.

Foto in bianco e nero hanno immortalato lo “sbarco” alla stazione e l’assalto al bar dei mitici “capelloni” delle prime edizioni di Umbria Jazz negli anni ’70 o delle trasferte con bandiere al seguito dei tifosi tifernati allo stadio Pian di Massiano, all’epoca del “Perugia dei miracoli”. Tante storie, tanti fotogrammi, tanti incontri e partenze che hanno fatto tappa al “barrino”, aperto dalle 5 del mattino fino a tarda sera, dove i clienti di passaggio, soprattutto tabagisti o amanti del gelato, richiedevano i rispettivi prodotti dal mitico “sportello rosso” che si affaccia sulla piazza. Un pezzo di storia in bianco e nero prima a colori poi che si chiude e si porta via momenti belli ed alcuni un po’ più tristi di generazioni di tifernati.

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