Lo spettro di riti satanici aleggia su Umbriano: dissacrata la chiesa di San Rocco e profanati gli ossari - Tuttoggi

Lo spettro di riti satanici aleggia su Umbriano: dissacrata la chiesa di San Rocco e profanati gli ossari

Redazione

Lo spettro di riti satanici aleggia su Umbriano: dissacrata la chiesa di San Rocco e profanati gli ossari

Sab, 27/08/2011 - 10:00

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Umbriano, Valnerina. Qui un tempo brulicava la vita.
Siamo sulle pendici prospicienti l’abbazia di San Pietro in Valle per la cui difesa il villaggio fortificato di Umbriano venne eretto nel VII secolo. Secondo una insistente tradizione orale, esso rappresenterebbe anche il più antico insediamento dei popoli umbri. Eppure, a dispetto di tanta enfasi, da oltre 60 anni questo è un paese-fantasma, abbandonato da donne e uomini che decisero di inseguire altrove le chimere della modernità.
Il visitatore di oggi, catturato dall’opposto fascino di una bellezza originaria e insuperata, vi è accolto da un assordante silenzio. E' il silenzio fragoroso di chi, ben oltre le piante che infestano ogni interstizio del borgo, riesce a immaginare i volti di coloro che l'hanno animato, riconoscendo l’antica sapienza degli umbri negli artigiani che svilupparono qui il proprio villaggio, identificando nei fuochi accesi delle lunghi notti invernali la fatica del popolo devoto e lavoratore di Umbriano. Quello di oggi è un paesaggio illividito di case, torri e luoghi di culto inevitabilmente pericolanti. Ma c’è anche altro.
Don Claudio Bosi, direttore dei Beni Culturali della Diocesi di Terni, Narni e Amelia, si è recato in questi giorni a Umbriano, accompagnato dal ternano Andrea Liberati e da una sua amica newyorchese, Julietta Appleton. E, dalla visita, ognuno ha tratto un sentimento di viva preoccupazione. Anzitutto Don Claudio Bosi il quale adombra il rischio che il paese divenga lo spento teatro di ritualità lontanissime dallo spirito del nostro territorio: “A Umbriano la Chiesa romanica di San Rocco è stata dissacrata con atti di violenza ferina vibrati laddove un tempo c’era l’altare, nonché sull’abside e sulle pareti –vi resistono brani pittorici dello Spagna. Gravissimo è poi il tentativo, purtroppo riuscito, teso alla profanazione dei sottostanti ossari”.
Su Umbriano, da qualche anno, aleggia un impegnativo progetto di ricostruzione totale, tuttora sulla carta. E, considerata la situazione macroeconomica, è probabile che poco cambi in questo decennio e il degrado prosegua.
Il direttore della Diocesi torna a riflettere su quanto ha potuto osservare. “E’ di una gravità inaudita il fatto che ignoti abbiano rimosso tutte le pietre del pavimento che custodivano le ceneri dei defunti, ceneri forse anche parzialmente asportate. E gli ossari sono adesso sottoposti alle intemperie, essendo rimasti ormai a cielo aperto”. E conclude: “la chiesa è stata brutalmente vilipesa nella sua duplice sacralità, quella del luogo della preghiera, abbandonato prima e deprivato dei segni della fede poi; e quella della sepoltura delle spoglie mortali di tanti, donne, uomini e bambini della comunità cristiana che ha vissuto nel borgo durante i secoli”.
La stessa cittadina statunitense Julietta Appleton e Andrea Liberati, nel raccogliere la denuncia del presbitero, sollecitano congiuntamente Provincia di Terni e Comune di Ferentillo a una urgente ricognizione dello status quo al fine di salvaguardare i residui affreschi, impedendo ulteriori danneggiamenti e oltraggi alla pietà e alla memoria dei defunti, crimini peraltro punibili con il carcere.
Del brulichio della vita di un tempo resta oggi un silenzio assordante e sacro. Sono le parole mute dei nostri padri: collaboriamo affinché possano essere raccontate ancora.

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