Dopo l’incontro con la stampa a Perugia, inizia da Foligno mercoledì sera (11 febbraio, alle ore 21 all’Auditorium San Domenico) il percorso “Umbria in cammino” del “Patto Avanti”, la coalizione che ha riportato il centrosinistra al governo di Perugia e della Regione.
Saranno presenti – per un bilancio dell’attività svolta in questa prima fase di governo regionale, ma soprattutto per iniziare a tracciare le linee per l’indirizzo futuro dell’azione amministrativa e politica – insieme alla governatrice Stefania Proietti e al presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, i capigruppo a Palazzo Cesaroni e i segretari regionali dei partiti Pd, M5s, AVS e Civici Umbri.
Alla vigilia di questo importante appuntamento politico il segretario del Partito Democratico dell’Umbria, Damiano Bernardini, ne spiega le finalità e parla dei temi che hanno caratterizzato l’attività politica e amministrativa negli ultimi mesi.
“Andiamo a rilanciare l’azione politica del Patto Avanti. Il valore che questa intuizione ha rappresentato, cementando poi una fiducia ed una collaborazione che non erano scontate“.
Non solo un cartello elettorale anti-destra, dunque.
“Il Patto Avanti ha rappresentato un valore aggiunto ahe va oltre i risultati elettorali, ovviamente importantissimi. Proprio per questo, vogliamo mettere a frutto questa esperienza per costruire una valida alternativa alle destre. Per i prossimi appuntamenti elettorali in Umbria, per confermare il nostro buongoverno, ma anche per ripartire in città dove oggi il centrosinistra è all’opposizione, come a Todi. Ma riteniamo che attraverso l’esperienza del Patto Avanti dall’Umbria possa partire un messaggio su scala nazionale, per come affrontare le prossime politiche e creare l’alternativa di cui l’Italia ha bisogno“.
Nel mirino c’è anche il governo della città di Terni, anche se non sarà in ballo nella prossima tornata elettorale.
“Sì, a Terni si dovrebbe andare al voto tra due anni…“.
Il suo condizionale nasconde un auspicio o una certezza?
“Il mio è un forte auspicio, che non arrivi a fine mandato un’amministrazione che sta non solo delegittimando le istituzioni, ma rappresenta uno sfregio alla città. Perché veda, non si tratta soltanto di un problema di atteggiamenti e di linguaggio. Questa esperienza non ha prodotto alcuna soluzione ai veri problemi della città. Né per lo sviluppo economico, né per il lavoro, né per i problemi di specifiche categorie, come quella del commercio, né per l’ambiente. Tanta propaganda, e con toni discutibili, e scarsa concretezza“.
Un problema concreto al quale la comunità ternana guarda è quello dell’ospedale. Qual è la posizione del Pd?
“Sosteniamo con convinzione il percorso della Giunta regionale, che per la prima volta sta affrontando il tema della realizzazione del nuovo ospedale con una prospettiva concreta. Cosa che non ha fatto finora nessuno, tantomeno il centrodestra che ha governato in Umbria negli ultimi anni, senza alcun atto concreto. Ora invece stiamo approntando uno studio serio per decidere la soluzione migliore per realizzare il nuovo ospedale, a cominciare dalla collocazione. E si sta già lavorando per andare a reperire le risorse. E questo nonostante dal Comune di Terni non arrivi alcun contributo costruttivo, ma si alimentino solo tensioni“.
Il progetto del nuovo ospedale di Terni non rischia di sovrapporsi a quello del nosocomio di Narni-Amelia?
“No, perché le due strutture devono avere ruoli diversi nella rete ospedaliera umbra. In un’integrazione strategica che consenta di fornire i necessari servizi alla comunità della provincia, ma anche di intercettare pazienti da fuori regione, per invertire quella mobilità negativa che negli ultimi anni ha finito per gravare pesantemente sui conti della nostra sanità“.
Ci sono temi sui quali le diverse forze della coalizione hanno sensibilità diverse. E’ soddisfatto, da segretario del Pd, di come finora sono stati affrontati questi possibili nodi?
“Già c’era stato uno sforzo nella stesura del programma elettorale sul quale gli umbri ci hanno dato fiducia, dimostrando di apprezzarlo. Pensiamo, ad esempio, al tema dei rifiuti. Il ‘no’ al termovalorizzatore ha portato la Giunta a lavorare su un nuovo modello, con l’obiettivo di interrompere il trend di continua crescita dei rifiuti conferiti in discarica. Ma anche di limitare i costi per chi ha atteggiamenti virtuosi, attraverso la tariffazione puntuale. Oppure la prospettiva della realizzazione della filiera dell’idrogeno. Di questo approccio siamo soddisfatti“.
Ci sono però altri temi sui quali le visioni differenti sembrano essere rimaste, come ad esempio su alcune infrastrutture viarie…
“Anche qui si lavora uniti, pensiamo alla grande battaglia fatta, in particolare con l’assessore De Rebotti, a sostegno dei pendolari“.
Ha citato De Rebotti. E la valutazione sugli altri assessori del Pd?
“Tommasi Bori sta facendo un grande lavoro sulla cultura. Simona Meloni sta dando una svolta a settori importanti per la nostra economia quali l’agricoltura e turismo. Il Pd ha messo a disposizione un’ottima squadra per supportare il lavoro della presidente Proietti“.
Tornando alle infrastrutture, il Nodo di Perugia? La mancanza di risorse certe sembra aver tolto, o almeno spostato, un possibile problema per la coalizione di centrosinistra…
“Sul Nodo, come su altre infrastrutture, si sta facendo uno sforzo per trovare soluzioni che vadano oltre quelle prospettate, spesso senza concretezza, fino ad oggi. Il centrodestra ci ha lasciato un’eredità, anche su questo, che alimenta problemi e divide la comunità, senza rappresentare soluzioni efficaci e percorribili. Noi stiamo cercando di andare oltre a tutto questo, seguendo altre strade, concrete, per dare alla comunità le soluzioni che attende“.
Dare forza al Patto Avanti dovrebbe aiutare anche in questo, a valutare per tempo i possibili problemi per non dividersi nel momento compiere le scelte?
“L’idea di un coordinamento politico permanente serve proprio a certificare che non c’è un momento in cui ci si riunisce per trovare un compromesso, ma si opera quotidianamente per arrivare ad una prospettiva che tenga conto di istanze e sensibilità che possono anche essere diverse, ma che in quest’ottica rappresentano una ricchezza, più che un problema“.
Il Pd, almeno numericamente, oggi, è il perno di questa coalizione. Al suo interno il suo partito ha trovato il necessario equilibrio, dopo una fase congressuale che, soprattutto nell’area ternana, ha vissuto fibrillazioni?
“La volontà della base congressuale, anche a Terni, ha trovato una sua composizione nella Segreteria provinciale, dove la situazione era effettivamente più complessa. Sul piano formale, dunque, l’assetto è stato trovato, anche se permangono punti di vista differenti sull’organizzazione del partito. Ricordo che il Pd è l’unica forza che fa uno sforzo partecipativo così ampio, che coinvolge tutti i suoi iscritti. E questo rappresenta una ricchezza, anche se può creare delle tensioni dialettiche“.
Il Pd umbro è dunque in salute?
“Io stesso ho partecipato ad una stagione che ha ricostruito il Pd umbro dopo un lungo commissariamento ed una serie di sconfitte elettorali. Una svolta innovativa, fatta con coraggio, che ha determinato risultati importanti anche dal punto di vista elettorale. E che ha portato alla formazione di una nuova generazione di classe dirigente. All’interno di questo percorso siamo pronti a dialogare con tutti, ma senza snaturare il nostro percorso e discostarci dall’orizzonte tracciato. Su questo non si torna indietro“.