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Legge Commercio Equo non finanziata “Danno per tante realtà umbre”. Scatta petizione

Sono ancora incredule le associazioni umbre del Commercio Equo (Comes) dopo la decisione della Giunta regionale dell’Umbria, e in particolare dell’Assessore allo Sviluppo Economico, Michele Fioroni, di non rifinanziare la Legge Regionale n.3 del 2007, che prevede politiche a sostegno della cooperazione internazionale e promuove il Commercio Equo e Solidale e il sostegno alla crescita economica e sociale, nel rispetto dei diritti dei Paesi in via di sviluppo.

Le prime azioni per ripristinare i finanziamenti

Intanto è stata lanciata da qualche settimana una petizione per chiedere alla Regione Umbria di ripristinare i fondi. Diverse botteghe italiane, moltissimi cittadini umbri e non solo stanno aderendo. A livello istituzionale, invece, attenzione è stata messa in campo da parte della consigliera del Comune di Perugia Lucia Maddoli (Gruppo Idee-Persone-Perugia) che ha presentato l’Ordine del giorno (poi approvato, 4 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astenuti) a sostegno del mondo del commercio equo e solidale, perché l’amministrazione del Comune di Perugia intervenga per chiedere alla Regione di ripristinare le risorse nel bilancio destinate a tali attività.

A forte rischio Altrocioccolato

Grande attenzione proviene anche da parte del Comune di Città di Castello, che ospita da diversi anni Altrocioccolato, manifestazione culturale sui temi del commercio equo ed evento molto importante per il territorio. Anche nel Consiglio comunale tifernate un Ordine del Giorno in sostegno è passato a voto unanime con la sola astensione della Lega.

Cos’è il Commercio equo

Per commercio equo si intende l’organizzazione che promuove modalità di produzione e commercializzazione in grado di garantire il rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente, soprattutto in riferimento alle comunità svantaggiate del Sud del mondo, ma che ormai da anni include produttori e artigiani locali (soprattutto delle aree marginali dell’Umbria) dando vita ad interessanti forme di economia sociale.

La Regione Umbria è stata tra le prime ad istituire una legge ad hoc, diventando modello anche per altre regioni italiane, e ciò ha consentito alle botteghe equosolidali di gestire negli anni, oltre alle normali attività di vendita dei prodotti Fairtrade, iniziative culturali, di socializzazione, campagne di sensibilizzazione per il riconoscimento dei diritti e per il consumo sostenibile.

Associazione Commercio equo Umbria “Siamo increduli”

Come spiegano dall’Associazione regionale del Commercio Equo: “Siamo senza parole, davvero increduli. Parliamo di 35.000 euro che spendiamo di fatto tutti in Umbria e che creano un circuito virtuoso di grande valore sul piano didattico-formativo, sociale ed economico. Questa è una vera mancanza di lungimiranza. Ci chiediamo se l’assessore conosca il nostro lavoro, le nostre azioni o se abbia deciso di tagliare a caso o, peggio, senza valutare la ricaduta concreta della sua decisione. La Regione sostiene prima di non vedere la necessità di continuare a finanziare questo tipo di attività, perché superate, per poi dichiarare di dover utilizzare il piccolo fondo, che ricordiamo essere di 35.000, per coprire la spesa di cofinanziamento della Regione sulla programmazione comunitaria”.

Siamo stati ricevuti – proseguono dal Comes Umbria – ma non realmente ascoltati, da un Assessore e una Giunta che, ancora una volta, hanno deciso di compiere un altro passo per penalizzare chi ha poco, chi è svantaggiato, chi cerca di costruire alternative concrete. Cancellare quel finanziamento, per noi operatori del Comes, significa invece molto, moralmente prima che materialmente, perché ci troveremo ad essere solidali in una Regione che dimostra di non esserlo fino in fondo”.

La serata del 4 giugno

Intanto venerdì 4 giugno, a San Giustino, presso il cinema Astra, verrà proiettato il documentario La pancia verde. Auto-organizzarsi in tempi di emergenza, prodotto da Umbria Equosolidale e Altrocioccolato. Il film apre uno sguardo su quella parte dell’Umbria che, durante la pandemia, si è attivata perché davvero nessuno restasse solo, garantendo cibo e assistenza a chiunque ne avesse bisogno. Attraverso reti mutualistiche e la scelta di filiere locali, sane e non inquinanti, il cibo diventa allora una scelta fortemente politica, sulla quale questo lavoro invita a riflettere. Regia di Ferdinando Amato, durata 50′.

Inizio serata alle ore 19, con aperitivo solidale in collaborazione con il Gas (Gruppo di acquisto locale) Fuori di Zucca e l’Az. Agraria Le Cascine bio. Proiezione alle ore 20.30. Sarà possibile firmare la petizione per il ripristino dei fondi della legge regionale 3/2007. Per info e prenotazioni: +39 349 319 1176 / info@astrazioni.net